TERREMOTO, BREVETTATO NUOVO SISTEMA SALVAVITA: L’INVENZIONE DI UN MARSICANO

10 Gennaio 2021 08:00

L’AQUILA – Informare tempestivamente i soccorsi in caso di disastri ambientali come terremoti, alluvioni, valanghe ma anche per incidenti antropici come incendi domestici e industriali.

Nasce con questo obiettivo, sulla base dell’esperienza del terremoto dell’Aquila, il Sistema di presenza umana “Spum”, un progetto brevettato in Italia nel 2020 e ideato dal marsicano Mauro Di Bastiano, 49 anni, di professione operaio.

“Dopo aver vissuto ben due terremoti, quello del 2009 dell’Aquila, mia terra d’origine, e quello del 2012 dell’Emilia Romagna, in particolare a Cento, dove mi sono trasferito per lavoro, so bene cosa significa essere terremotati. A Cento ho anche vissuto per due anni nei Moduli abitativi provvisori. Oggi è già tanto poterlo raccontare e, proprio per questo, per molto tempo la mia idea fissa è stata quella di poter contribuire a salvare delle vite in caso di calamità naturali. Ci sono voluti tre anni e alla fine è nato ‘Spum'”.




Spum è l’acronimo di Segnale di Presenza Umana e il sistema è stato concepito per rispondere a svariate esigenze di soccorso alla popolazione: terremoti, inondazioni, valanghe e incidenti di ogni specie, che fanno drammaticamente parte della storia del Paese. “Consiste in un’istallazione visiva, montata nel punto più alto di un’abitazione, che comunica il numero delle persone presenti all’interno. In questo modo è possibile agevolare i soccorritori nei momenti più critici, per i quali anche la moderna tecnologia potrebbe mostrare le proprie imperfezioni e carenze”.

È composto da una staffa di sostegno che sorregge un pannello, nel quale viene riportato il numero della densità abitativa. Il cartello è dotato di una funzionalità “girevole”, che consente di ruotare con il movimento del vento evitando resistenze e attriti con l’aria. In particolare nel pannello, spiega: “è interessato in almeno una facciata, da elementi di comunicazione A fornenti una serie di informazioni codificate relative ai residenti di un edificio; mezzi di articolazione B ai quali detto pannello è associato, per ancorare quest’ultimo ad un supporto C vincolato ad un prefissato edificio, in modo che detto pannello possa oscillare rispetto a detti mezzi di articolazione B per essere orientato in modo tale che detti elementi di comunicazione A previsti su detto pannello siano maggiormente visibili rispetto alle normali vie di accesso all’edificio o rispetto al posizionamento dello stesso edificio rispetto a quelli adiacenti”.

“Si tratta di uno strumento che potrebbe contribuire concretamente a salvare vite, è solo a questo scopo che ho lavorato al progetto e spero davvero che possa essere trattato con la giusta considerazione”, conclude Di Bastiano.

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