TERREMOTO CENTRO ITALIA, 5 ANNI DOPO:
RICORDO DELLE VITTIME. DRAGHI, “LO STATO E’ VICINO”

IL PREMIER AD AMATRICE, "ORA RICOSTRUZIONE PROCEDE PIU' VELOCEMENTE "

24 Agosto 2021 13:24

Italia: Abruzzo

AMATRICE – Alle 3:36 del 24 agosto 2016 una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 devasta i Comuni di Amatrice, Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno).

È l’inizio di quella che l’Ingv definirà la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso.

L’epicentro è tra Accumoli e Arquata del Tronto, due Comuni distanti pochi km tra Lazio e Marche. Viene praticamente rasa al suolo Pescara del Tronto, frazione di Arquata. Sotto le macerie restano 299 vittime: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata (quasi tutte nella frazione di Pescara) e 11 a Accumoli. Colpiti anche 24 comuni abruzzesi

È il culmine della stagione turistica, nei territori colpiti si trovano visitatori ed ex residenti tornati nelle seconde case per la stagione estiva.

Ingenti i danni a case, edifici pubblici, imprese, strade, beni culturali non solo nei tre Comuni, ma anche nei centri vicini, e anche in Umbria (la stessa notte viene registrata una scossa di magnitudo 5.4 a Norcia) e Abruzzo.

I primi sfollati vengono accolti negli alberghi di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), lungo la costa. Viene stilato un elenco di 62 Comuni compresi nel cratere sismico.

Cinque anni dopo, in mattinata, messa in ricordo delle vittime del terremoto di Amatrice. A celebrarla, sul prato del campo sportivo Paride Tilesi, è il vescovo di Rieti, Domenico Pompili. Partecipano tra gli altri il premier Mario Draghi, rappresentanti delle istituzioni e i parenti delle vittime. Seduti su sedie distanziate per le regole Covid, tutti con mascherine e all’ingresso è stata controllata la temperatura. Alcune sedie sono rimaste vuote. Accanto all’altare ci sono gli stendardi di molti comuni e, dall’altro lato il coro vestito di nero e che ha aperto la cerimonia con l’Alleluia.

“Se oggi sono qui è perché lo Stato vi è vicino. In passato è stato lento ma adesso la situazione è diversa: i lavori di ricostruzione stanno procedendo più velocemente. Sono oggi qui a portarvi fiducia e l’impegno del Governo”, ha detto Draghi incontrando una delegazione di familiari delle vittime del terremoto di Amatrice. Il premier ha ascoltato con grande attenzione e partecipazione le parole dei familiari delle vittime. Nel corso dell’incontro è stato anche affrontato il tema, da anni portato avanti dai familiari, della creazione di un fondo per le vittime degli eventi sismici, sul quale – è stato ricordato – c’è già una iniziativa parlamentare e che è anche all’attenzione del Governo.

Per oggi il Comune di Amatrice ha dichiarato il lutto cittadino per l’intera giornata, dunque resteranno chiusi gli uffici comunali e tutte le attività ad eccezione delle Farmacie e del Pronto soccorso. A causa delle misure di prevenzione contro il Covid-19 non è stato possibile effettuare la Fiaccolata lungo le vie di Amatrice.

Questa notte si è celebrata la Veglia di Preghiera cominciata alle 2:30 per culminare alle 3:36 con la lettura dei nomi delle vittime.

Ha detto monsignor Pompili: “Che senso ha la vita se poi passa in maniera così tragica e inaspettata? È possibile poter sperare in un nuovo incontro con chi non è più in mezzo a noi? E che senso ha la mia vita, esposta a questo rischio mortale?”. La risposta sta nella figura biblica del cieco Bartimeo, offerta dal vescovo alla riflessione dei presenti: “Non abbiamo molte risposte. Se non gridare come Bartimeo che cerca di farsi notare da Gesù”.

“Fin quando non gridiamo – ha notato mons. Pompili – rimaniamo come sospesi. Quando si grida è segno buono, vuol dire che si desidera prepotentemente qualcosa”.

La veglia del 24 agosto è stata “un grido, anche se implicito, silenzioso”. Anche la fede, ha aggiunto il vescovo, nasce da un grido. E spesso sembra rivolto a una promessa mancata.

“Ma quando Gesù sente il grido di Bartimeo dice ai discepoli ‘chiamatelo’. E se non lo convoca Lui stesso, è per dire che la fiducia può sorgere solo se ci sono altri intorno a noi che ci si fanno incontro. Lo abbiamo sperimentato in questi cinque anni: quando siamo stati raggiunti da chi ci ha aiutato a continuare a camminare, quando abbiamo avuto la fortuna di essere quasi presi per mano da chi non ci ha mai abbandonato”. Segni che vanno presi come un invito a “trovare nella prossimità la forza di reagire alle domande che ci feriscono alle spalle. C’è tanta gente sfiduciata, ma chi è portatore di fiducia dà alla vita un’altra possibilità”. Un atteggiamento che “significa anche onorare quelli che non sono più in mezzo a noi”, riconoscendo che “la loro vita continua anche attraverso la fiducia che sappiamo seminare”.

SEICENTOMILA PERSONE COINVOLTE. DOGLIONI (INGV): “PER LA PREVENZIONE INVESTIRE IN MONITORAGGIO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE”

Il 24 agosto 2016, alle ore 3.36, con un terremoto di magnitudo 6.0 nei pressi di Amatrice prendeva il via una delle più importanti sequenze sismiche che ha colpito il territorio nazionale in questo secolo, 140 comuni e circa 600mila persone coinvolte.

A distanza di 5 anni il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni, fotografa lo stato dell’arte nello studio dei terremoti in Italia.

“È importante ricordare i terremoti – ha spiegato Doglioni – perché il nostro cervello tende invece a voler rimuovere il ricordo delle tragedie, mentre invece la memoria di questi eventi terribili ci aiuta a porre in essere tutte le possibili strategie difensive dagli eventi futuri che inevitabilmente torneranno”.

Secondo il presidente Ingv, le armi a nostra disposizione sono due: migliorare le conoscenze scientifiche e diffondere la cultura della prevenzione. In Italia si registrano in media 20-25 terremoti distruttivi al secolo, quindi secondo la statistica è ragionevole attendersi un evento ogni 4-5 anni.

“Non siamo in grado di prevedere dove e quando sarà il prossimo evento sismico per la sola ragione che ancora non conosciamo sufficientemente tutti i parametri e le condizioni fisiche che portano all’enucleazione di un terremoto. Sappiamo, però, che questo obiettivo è possibile: si tratta di studiare e misurare capillarmente tutto quello che la Terra ci permette di misurare: variazioni della sismicità, delle falde acquifere, delle modificazioni nel sottosuolo della velocità delle onde sismiche, delle variazioni delle velocità tra le stazioni GPS e altro ancora”.

Per questo, “si sta investendo molto in reti di monitoraggio che, grazie anche all’intelligenza artificiale e l’utilizzo di grandi sistemi di calcolo, ci permetteranno forse di avere col tempo stime previsionali affidabili”.

“Le reti di monitoraggio – ha aggiunto il presidente Ingv – sono le infrastrutture di ricerca che rappresentano i nostri ‘telescopi’ puntati verso il centro della Terra e che ci consentono di osservare il suo comportamento”.

“Per me – ha concluso – l’evento di Amatrice è stato una frustata dolorosa dal punto di vista umano ma, come scienziato, uno stimolo forte per studiare con sempre maggiore determinazione l’origine dei terremoti”.

RICOSTRUZIONE: OLTRE 20MILA RICHIESTE DI CONTRIBUTO PER GLI EDIFICI PRIVATI, IN ABRUZZO +197% DOMANDE

Sono 20.699 le richieste di contributo per la ricostruzione degli edifici privati danneggiati dal sisma del 2016 presentate, alla fine di giugno scorso, presso gli Uffici speciali di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Questi i numeri emersi dal terzo Rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia, presentato ieri dal commissario straordinario, Giovanni Legnini.

Come subito evidenziato dal presidente della Regione, Marco Marsilio,  nelle domande accolte per la ricostruzione privata l’incremento più consistente in termini percentuali si è registrato in Abruzzo (+197%), seguito da Umbria (+98%), Lazio (+93%) e Marche (+82%).

Inoltre nei soli primi sei mesi del 2021 i decreti di contributo emessi dagli Uffici Speciali sono stati 3.317, più di 550 decreti al mese. La forte accelerazione nell’emissione dei decreti di contributo si deve principalmente all’adozione dell’Ordinanza 100 che ha consentito una drastica riduzione dei tempi di istruttoria.

Nel rapporto complessivo, si legge dunque che le oltre 20 mila domande “sono circa un terzo di quelle realisticamente attese”.

Gli edifici dichiarati inagibili dopo il sisma erano 80mila, ed è in corso una verifica più puntuale, “ma l’esperienza passata indica che non tutti questi edifici saranno oggetto di una richiesta di contributo”.

La gran parte delle richieste proviene dalle Marche (11.464), la regione che ha subito i maggiori danni, seguita da Abruzzo e Umbria (rispettivamente 3.524 e 3.463) e dal Lazio (2.218).

Nel corso dell’ultimo anno, da giugno 2020 a giugno 2021, sono state presentate 6.721 richieste di contributo, circa un terzo del totale complessivo dall’avvio della ricostruzione. Nonostante un rallentamento nel primo semestre, dovuto anche alle difficili condizioni del mercato, la crescita annua è stata del 48%.

Le richieste di contributo complessive per i danni lievi al 30 giugno erano 14.793 (9.687 un anno prima), per 1,7 miliardi di contributi richiesti.

Sempre al 30 giugno, sulla piattaforma informatica erano inoltre presenti 5.876 richieste relative ai danni gravi, per un contributo richiesto pari a 3,7 miliardi di euro. Le richieste accolte con la concessione del contributo erano pari a 10.263; di queste 6.549 sono relative alle Marche, 1.687 all’Umbria, 1.024 al Lazio e 1.003 all’Abruzzo.

La crescita rispetto al 30 giugno del 2020 è stata pari al 93%. Negli ultimi 12 mesi sono stati emessi 4.938 decreti di contributo per la ricostruzione privata, circa la metà di tutti quelli concessi dall’avvio della ricostruzione.

I contributi concessi per i danni lievi (7.300 decreti) ammontano a un miliardo di euro, mentre le somme effettivamente erogate erano pari a fine giugno a 573 milioni di euro. Per i danni gravi, i contributi concessi a fronte delle domande accolte (2.963 decreti) ammontano a 1,7 miliardi.

“La ricostruzione pubblica, dopo anni di stasi sostanziale, comincia ad avanzare grazie all’effetto delle semplificazioni normative e delle ordinanze speciali in deroga che dispiegheranno pienamente i loro effetti nei prossimi mesi”, ha poi sottolineato Legnini.

La spesa effettivamente erogata dallo stesso commissario, a valere sulla contabilità speciale, è cresciuta da 266,5 a 410 milioni di euro tra la fine del 2020 e fine giugno 2021 scorso. Significativo l’aumento dei pagamenti relativi alle opere per fronteggiare i dissesti e per lo smaltimento delle macerie, passati da 48 a 118 milioni di euro, come quelli destinati alla ricostruzione delle chiese, saliti da 33,5 a 81,1 milioni di euro.

Le opere pubbliche comprese nell’Elenco unico e finanziate con 1,8 miliardi della contabilità speciale del commissario attraverso le ordinanze sono 1.288, alle quali si aggiungono le chiese e gli edifici di culto, le scuole del Progetto speciale, circa 300 piccoli interventi (attraverso gli sms solidali e ordinanza 104) e 89 nuove opere pubbliche finanziate con le ordinanze speciali in deroga. Nel complesso le opere pubbliche finanziate sono 2.619.

Riguardano, in particolare: 936 chiese ed edifici di culto, 316 interventi sull’edilizia pubblica residenziale, 250 scuole, 236 opere di urbanizzazione, 150 sedi municipali, 152 opere pubbliche diverse, 143 dissesti idrogeologici, 102 strutture sociali, 93 cimiteri, 70 impianti sportivi, 66 torri, palazzi e mura urbiche, 42 teatri e musei, 35 caserme, 10 ospedali, 8 strutture sanitarie, 5 immobili culturali, 3 infrastrutture tecnologiche e 2 attrezzature sanitarie.

Attualmente, come per la ricostruzione privata, è in corso una ricognizione più puntuale sia delle chiese che delle opere pubbliche danneggiate dal sisma che devono essere ripristinate, o che devono essere realizzate ex novo per favorire la ricostruzione, e che potranno essere finanziate con il nuovo stanziamento di 1,7 miliardi di euro disposto con la Legge di Bilancio e le altre risorse tuttora disponibili nella contabilità speciale. La prima fase del censimento affidato alla società pubblica Sose ha individuato, oltre quelli finanziati, almeno altri 184 istituti scolastici con interventi per 621 milioni di euro, e ulteriori 3.423 opere pubbliche di varia natura per un costo stimato di 2,8 miliardi di euro.

In molti casi si tratta di opere anche indispensabili alla ricostruzione privata, a cominciare dalle reti dei sottoservizi, che solo in un secondo momento si sono rivelate molto danneggiate, se non distrutte, e che non sono mai state finanziate. La ricognizione sulle chiese e gli edifici di culto, attualmente in corso, ed in fase di verifica sulla base degli elenchi forniti dal Ministero dei Beni culturali e dalle diocesi, ha già evidenziato l’esistenza di 3-4 mila interventi da realizzare.

“Il terzo rapporto sulla ricostruzione presentato dal Commissario Legnini  – afferma Marsilio  – certifica la grande accelerazione impressa dalla Regione Abruzzo e l’efficacia delle misure speciali e delle assunzioni di personale da noi fortemente richieste per lungo tempo.

E aggiunge: “Nei soli primi sei mesi del 2021 i decreti di contributo emessi dagli Uffici Speciali sono stati 3.317, più di 550 decreti al mese. La forte accelerazione nell’emissione dei decreti di contributo si deve principalmente all’adozione dell’Ordinanza 100 che ha consentito una drastica riduzione dei tempi di istruttoria. Alla maggior efficienza degli Uffici Speciali della Ricostruzione delle quattro regioni ha contribuito anche il sostanziale rafforzamento delle risorse umane in dotazione, con altre 350 assunzioni in via di completamento”.

“Poteri speciali (esercitati con le Ordinanze straordinarie) e assunzioni di personale che abbiamo fortemente richiesto e voluto da Governo e Parlamento, ma che abbiamo dovuto purtroppo attendere circa due anni per ottenere davvero. Non c’è dubbio che se fossimo stati ascoltati di più, la ricostruzione sarebbe partita prima e oggi staremmo a un punto senz’altro più avanzato. In ogni caso, a parità di strumenti e organizzazione messa in campo, l’Abruzzo registra di gran lunga la crescita più evidente, che ha sostanzialmente consentito di colmare il drammatico ritardo che abbiamo ereditato all’inizio del 2019, riallineandoci alle altre Regioni coinvolte dal sisma. Era il primo punto del nostro programma di governo regionale: far decollare la ricostruzione post-sisma e far ripartire i territori segnati dal cataclisma del 2016/17 (insieme al completamento della ricostruzione del primo cratere 2009). Stiamo dimostrando con i fatti che stiamo mantenendo l’impegno e centrando gli obiettivi”,  ha concluso Marsilio.

Sono 119 i progetti programmati dalle 4 regioni del cratere sismico grazie ai 34,1 milioni di euro raccolti tramite le donazioni fatte con gli sms solidali nei mesi successivi al sisma del 2016.

Il rapporto spiega che dei 119 progetti, “93 sono state ultimate, 8 sono in fase di esecuzione, 16 sono in fase di gara per la progettazione o l’esecuzione, una è attualmente ferma e una è stata revocata”.

Nelle Marche le opere finanziate con gli sms solidali sono 106, per un importo di circa 21,4 milioni di euro.

Gli interventi ultimati sono 89. Restano in progettazione 6 interventi, 7 sono attualmente in esecuzione, 4 sono in fase di gara.

In Abruzzo l’ordinanza prevede 5 interventi, per un totale di 3,5 milioni.

Di questi, per 3 interventi si è in attesa di autorizzazioni o chiarimenti o dell’avvio della progettazione – centro di Comunità a Montereale; Palazzo Crescenzi a Montebello di Bertona e centro di Comunità di Crognaleto – mentre il centro di Comunità a Capitignano è stato terminato, ma restano aperte questioni amministrative e finanziarie, viene spiegato nel report.

Infine per il liceo Scientifico aeronautico “G. D’Annunzio” a Corropoli, il Comune ha affidato i servizi di progettazione e si sta realizzando il progetto definitivo. Gli interventi finanziati nel Lazio, sempre dai fondi degli sms solidali, sono 4, di cui 3 relativi all’edilizia scolastica e uno per la realizzazione di una rete wifi per un totale di 4,8 milioni di euro assegnati.

Per la scuola media ed elementare di Poggio Bustone è in corso di approvazione il progetto esecutivo, per la scuola dell’infanzia villaggio Santa Maria a Rivodutri è in corso la progettazione definitiva, mentre per la scuola di Collevecchio sono in corso i lavori.

Il progetto della rete internet è stato completato in 10 Comuni: Accumoli, Amatrice, Borgo Velino, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Cittareale, Leonessa, Micigliano, Poggio Bustone, Rivodutri, in corso di ultimazione a Cantalice e Posta e da avviare nel Comune di Rieti.

L’ordinanza prevede infine tre interventi in Umbria, con 4,8 milioni di euro a disposizione.

Il primo, già concluso, ha fornito alle scuole primarie dei territori della Valnerina aule interamente digitali e cablate. Il secondo, con circa 4 milioni di euro previsti, punta a realizzare una rete di centri con finalità di Protezione civile nei Comuni che non hanno strutture simili nei cinque ambiti territoriali di Norcia, Vallo di Nera, Monteleone di Spoleto, Preci e Cascia. L’ultima opera riguarda il restauro di beni culturali mobili e la restituzione ai vari Comuni ed anch’essa è stata portata a termine.

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