TERREMOTO: CIALENTE SI SVELA OTTIMISTA ‘ABBIAMO I SOLDI ORA CI SERVE PERSONALE’

di Berardino Santilli

4 Aprile 2015 17:48

L’AQUILA – “Comincio a pensare che la strada sia in discesa, guardiamo la luce: con l’asse centrale ricostruito entro il 2017, gli aquilani torneranno sotto i Portici e il corteo per commemorare le vittime passerà nel cuore del centro storico”.

Le parole piene di speranza e improntante all’ottimismo sono del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che per la prima volta dopo 6 anni guarda con fiducia al futuro, in particolare alla ricostruzione di una città e di un comprensorio devastato dal tragico sisma del 6 aprile 2009 portando via 309 persone.

Il sindaco, che parla in occasione del sesto anniversario del terremoto, è lo stesso che, negli anni scorsi, per denunciare la carenza di fondi è arrivato persino a riconsegnare la fascia tricolore all’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

E l’ottimismo di Cialente parte proprio dalla “certezza dei fondi, visto che il governo Renzi è stato il primo a risolvere strutturalmente il problema prevedendo 6 miliardi 200 milioni fino al 2018”.

“Il problema principale è stato risolto, abbiamo una idea sempre più chiara di città, c’è una regia, se ci danno il personale per accelerare le pratiche per la ricostruzione e per sbloccare i Sal e se approvano la legge per moralizzare la ricostruzione privata, la strada è in discesa: poi toccherà alle imprese”, spiega.

“Possiamo finire tutti i canteri al massimo nel 2020, finanziando le opere pubbliche nel giro di 10-11 anni la città sarà nuova e bellissima – assicura – Sono fiducioso perché si tratta di aspetti tecnico-burocratici, non di un problema politico come negli anni scorsi”.

Affrontando il tema della commemorazione delle vittime, Cialente non ha dubbi: “Dopo 6 anni il dolore per le perdite umane è ancora più forte, il lutto, per esempio i ragazzi della casa dello studente oggi si sarebbero già laureati, qualcuno sposato, è più doloroso, questo rende conto del dramma insanabile e dell’ingiustizia”.

Il primo cittadino traccia poi un bilancio di questi 6 anni di attività. “Il bilancio è di luci e ombre: le luci sono legate al fatto che la periferia è stata ricostruita con 45 mila persone che sono tornate a casa – ricorda – l’altra luce è che nell’utilizzo del 5% dei fondi per la ricostruzione destinato al rilancio socio economico puntiamo sull’università, sulla Gran Sasso Scienze Institute, sulla cultura, ma anche sul turismo, in particolare sul rilancio del nostro massiccio, il Gran Sasso, e di tutto il comprensorio, per il quale ci sono altri 20 milioni di euro”.

Le ombre, invece, “sono legate ancora al piano di ricostruzione che ci ha fatto perdere tempo fino alla fine del 2012, a conclusione del commissariamento Chiodi, e poi alla legge Barca che ha fatto nascere due uffici speciali per la ricostruzione, Usra e Usrc, con personale insufficiente rispetto alle competenze assegnate”.




“Oggi ci troviamo in una condizione kafkiana – spiega l’amministratore – In passato avevamo i progetti cantierabili, ma non fondi sufficienti, quest’anno abbiamo 1 miliardo 200 milioni di casa, il prossimo 1 miliardo e nel 2017 altri 900 milioni, ma sforniamo cinque progetti a settimana. Per utilizzare i 100 milioni al mese, ci vorrebbero almeno 60 pratiche pronte al mese, per questo devono assegnarci altro personale”.

“Dobbiamo fare presto a pubblicare l’undicesimo elenco degli interventi per tutto l’asse centrale appena approvata la delibera Cipe. Con una sessantina di cantieri nel 2017 gli aquilani saranno sotto i portici”, spiega ancora Cialente che ricorda come “che per le peculiarità del terremoto, se non hai ricostruito il centro storico e le frazioni non si può dire ricostruita una città. Inoltre L’Aquila non ha 5-6 ettari di centro storico, ma 175, quindi uno dei più grandi d’Italia, a maggior ragione senza il cuore la città non la sua identità”, evidenzia.

“La legge sulla ricostruzione, soprattutto per dare regole a quella privata, è pronta, credo che ci sarà un decreto legge nel quale inserire anche risorse per il personale aggiuntivo che occorre per accelerare l’autorizzazione di pratiche per la ricostruzione”.

Il sindaco annuncia che è pronta la bozza emendata dal testo preparato nella scorsa estate e dall’allora sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione, l’abruzzese Giovanni Legnini, poi eletto vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.

Anticipato da AbruzzoWeb, quel documento, chiesto a gran voce tra gli altri da magistratura e forze dell’ordine, è rimasto chiuso nel cassetto.

È stato ripreso nei mesi scorsi dal successore di Legnini, il sottosegretario Paola De Micheli, e dalla senatrice aquilane del Partito democratico Stefania Pezzopane, che a questo giornale ha annunciato un decreto legge per il mese di maggio.

“L’ultimo passaggio con la Pezzopane ci sarà venerdì prossimo – spiega ancora il primo cittadino – poi ci sarà il Consiglio comunale aperto con tutti gli stakeholder dove faremo una superconcertazione, come i Comuni del cratere faranno assemblee con tutti i consiglieri. Credo che sarà un dl nel quale inserire risorse per il personale aggiuntivo”.

A tale proposito, Cialente propone che il personale possa essere “preso dalle graduatorie Ripam (quelle del cosiddetto ‘concorsone’, ndr) per 24-30 mesi che, in aggiunta a quelli che abbiamo, ci permetterà di costituire una task force che, nel giro di 24 mesi, ci farà smaltire le domande”.

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