INCONTRO A PALAZZO CHIGI SU SISMA CENTRO ITALIA; MARSILIO: "PREMIER SI FIDI DI NOSTRE COMPETENZE"; DECARO, "PROCESSO TROPPO LENTO"; LEGNINI, "IPOTESI USO RECOVERY FUND"

RICOSTRUZIONE: COMUNI E REGIONI DA CONTE, “48 ORE PER DIRE AL GOVERNO COME SCRIVERE LE NORME”

3 Settembre 2020 20:30

ROMA – “Siamo tutti d’accordo sui contenuti, ho quindi proposto di prendere quarantotto ore per mettere insieme i tecnici degli Uffici speciali delle quattro Regioni del sisma centro Italia e l’Anci in rappresentanza dei Comuni per dire al Governo come scrivere le norme affinché funzionino e siano efficaci. Bisogna fidarsi di queste competenze e ho chiesto al Premier Conte e al Commissario Legnini di fare questo lavoro e cogliere questa ultima opportunità”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine della lunga riunione sullo stato dell’arte della ricostruzione del Sisma del Centro Italia 2016, tenuta questo pomeriggio a Palazzo Chigi.

Per rispettare i protocolli di sicurezza sanitaria, l’incontro si è tenuto nel cortile di Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del Commissario Straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, dei presidenti delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e di oltre novanta sindaci del cratere.

“Dopo tante occasioni mancate – ha aggiunto Marsilio – il combinato disposto del Decreto Semplificazioni di agosto deve essere l’occasione per arrivare finalmente ad una conclusione. Purtroppo, finora i testi dei decreti legge che arrivano in Parlamento sono sempre stati troppo stitici, bisogna sempre aggiungere molto e non si capisce bene chi le scriva queste norme, nonostante abbiamo messo, come Comuni e come Regioni, a disposizione i direttori degli Uffici, che ormai hanno acquisito monumentali competenze tecniche sulla ricostruzione”.





Come ricordato nel corso dell’incontro dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, “Settecento tonnellate di macerie ancora da smaltire, soldi per la ricostruzione in gran parte rimasti sulla carta, moltissime pratiche di richiesta di contributo da esaminare, solo 86 interventi pubblici: la ricostruzione nei Comuni del sisma procede troppo lentamente. Contiamo sull’impegno preso dal presidente Conte” e sulla possibilità di sostenere alcuni progetti con le risorse del recovery fund.

“Bisogna imprimere una accelerazione decisa. E per farlo – ha aggiunto Decaro – occorrono alcuni strumenti che abbiamo chiesto al presidente del Consiglio: rendere stabile fino al 2024 la struttura commissariale e rafforzare il rapporto con i territori individuando nei sindaci i subcommissari, prorogare a tutto il 2024 lo stato di emergenza e le procedure semplificate in materia di appalti nei territori del cratere, nuovi piani per agevolare e dare impulso alla ricostruzione pubblica, un regime speciale, dedicato ai Comuni terremotati, per le assunzioni in modo da garantire la continuità tecnico-amministrativa essenziale ed evitare che si disperdano competenze ed esperienze acquisite”.

“Infine – ha proseguito – siamo soddisfatti dell’apertura del presidente Conte alla nostra proposta di sostenere alcuni progetti dei Comuni del cratere con le risorse del recovery fund. La ripresa economica dell’area colpita da sisma va sostenuta. E i 138 Comuni del cratere dispongono di un parco progetti di opere pubbliche strategiche (scuole, impianti sportivi, musei, infrastrutture per il sociale) per 7 miliardi di euro. L’uso del recovery fund in questa direzione è proprio l’occasione che l’Unione europea si aspetta l’Italia colga”.

Il commissario al sisma dell’Italia Centrale Giovanni Legnini ha evidenziato: “Abbiamo necessità di completare questo processo normativa già ben avviato con il dl semplificazioni e il dl rilancio II. L’uso del Recovery Fund è un’ipotesi, fermo restando che non abbiamo un problema finanziario per l’immediato, per cui ci sono 9 miliardi. Ma attorno ad una ricostruzione di qualità, sicura, sostenibile e con borghi connessi digitalmente, si può costruire un progetto da sottoporre alla votazione del governo anche sull’uso del Recovery Fund”.

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