TERREMOTO CORECOM: TAR ANNULLA NOMINA CHIAVAROLI, ACCOLTO RICORSO DI LA RANA

CLAMOROSA DECISIONE GIUDICI AMMINISTRATIVI: IN SCELTA PER PRESIDENZA DELL'EX CONSIGLIERE REGIONALE FI ORA LEGHISTA, " MANCA QUALSIASI RIFERIMENTO CONCRETO AI TITOLI PRESENTATI CHE DOVREBBERO GIUSTIFICARE LA PREFERENZA RISPETTO AD ALTRI CANDIDATI”; ESULTA EX PRESIDENTE PRO TEMPORE, "RICONDOTTA L’AZIONE AMMINISTRATIVA DELLA REGIONE SUI BINARI DELLA LEGALITÀ"

di Filippo Tronca

7 Maggio 2021 16:24

L’AQUILA – Terremoto al Corecom, il comitato regionale per le comunicazioni:  il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha  accolto il ricorso presentato dall’ex presidente “provvisorio” Giuseppe La Rana, e ha annullato con sentenza immediatamente esecutiva la nomina avvenuta il 18 febbraio di quest’anno di Ricardo Chiavaroli, ex consigliere regionale di Forza Italia, iscritto ai Radicali italiani, poi ex coordinatore della Lega di Pescara, nominato al Corecom in quota dei salviniani.

L’importante organismo che si occupa di telecomunicazioni e contenziosi tra cittadini e compagnie telefoniche torna dunque ad essere senza una guida, come avvenuto dal settembre 2019 al gennaio 202o, a seguito della decadenza anticipata del presidente Filippo Lucci, con conseguente rischio di nuova paralisi.

Si legge nella sentenza che alla base della nomina di Chiavaroli non c’è “nemmeno un sintetico cenno ai motivi per i quali il suo curriculum, più di quello posseduto dagli altri aspiranti, sia stato ritenuto adeguato al ruolo da rivestire”.

A darne notizia lo stesso La Rana, avvocato 35enne originario di Atessa, che era stato nominato pro tempore a gennaio all’ottobre 2020, prorogato giusto in attesa dell’esito del bando poi vinto da Chiavaroli, nominato con decreto del presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, il 18 febbraio di quest’anno.

La Rana – figlio del noto e stimato magistrato Antonio La Rana, da una quindicina di anni in forza al tribunale di Campobasso – che aveva partecipato al bando per la presidenza però ha presentato ricorso, difeso dai legali Pierpaolo Andreoni del foro di Vasto e Fabrizio Foglietti del foro di L’Aquila.  E ora il Tar gli ha dato ragione.

“Non posso che esprimere soddisfazione per la decisione dei giudici amministrativi che hanno ricondotto l’azione amministrativa della Regione sui binari della legalità – commenta La Rana ad Abruzzoweb -, evidenziando che le nomine dei vertici degli enti pubblici, ancor più se con funzioni di controllo e garanzia, devono essere rispettose delle regole imposte dalla legge, restando preclusa ogni valutazione e condizionamento di carattere esclusivamente politico”

“I giudici hanno ritenuto la nomina  –  prosegue La Rana – totalmente carente di motivazione, violando palesemente il principio di imparzialità, perché non vi è stata alcuna valutazione dei curriculum né indicazione dei titoli preferenziali”.

E tiene a sottolineare: “è stato confermato il principio che la nomina del presidente del Corecom non è atto a discrezionalità politica, sottratto al controllo giurisdizionale, ma trattandosi di un organo di controllo e garanzia, deve dare conto della scelta della nomina che deve ricadere su persona assolutamente indipendente dal sistema politico istituzionale, dal sistema degli interessi del settore delle comunicazioni e in possesso di comprovata esperienza e competenza nel settore delle comunicazioni, nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici”.

Requisiti che evidentemente per i giudici amministrativi Chiavaroli non possiede.

Si legge infatti in un altro passaggio saliente della sentenza, in riferimento al decreto di nomina: “Manca qualsiasi riferimento concreto ai titoli presentati dal dott. Chiavaroli che dovrebbero giustificare la scelta fra gli altri candidati, né si comprende quali siano le concrete caratteristiche dell’attuale contesto socio-istituzionale che, confrontate con il curriculum del controinteressato, hanno condotto a preferirlo agli altri candidati”.

Altro motivo accolto in sentenza è quello relativo all’assoluta carenza di istruttoria sulla domanda di partecipazione del Chiavaroli, che “non ha dichiarato di essere in possesso di requisiti generali di accesso a pubblici uffici”.

Pertanto il Tar ha accolto il ricorso e ha annullato  il decreto del 18 febbraio 2021 del Presidente della Regione Abruzzo.

Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, ha nominato sempre a febbraio di quest’anno i due nuovi componenti, la giornalista aquilana Roberta Galeotti editore del quotidiano Il Capoluogo.it, in quota Fratelli d’Italia e l’avvocato Gaetano Di Tommaso, in quota Movimento 5 Stelle.

Tutto da rifare, insomma, e per il Corecom significa il rischio di tornare nella paralisi, come avvenuto dopo che la legge regionale 17 approvata ad agosto 2019, su iniziativa di Sospiri, ha accorciato di un anno e mezzo la durata del mandato del presidente nominato nell’agosto 2009,  il giornalista teramano Lucci,  e che poi ha mantenuto la carica in proroga. Per effetto della “decurtazione”, Lucci ha dovuto fare le valige nel settembre 2019. Da allora un lungo periodo di vacatio,  in attesa del nuovo bando, con conseguente paralisi dell’organismo, anche perché  i due ex componenti Ottaviano Gentile e Michela Ridolfi, per una controversia giuridica sulle prerogative dei loro poteri, non hanno di fatto potuto assumere alcuna decisione, con decine e decine di istanze di pagamento bloccate di rimborsi di cittadini che hanno avuto ragione nei contenziosi con le compagnie telefoniche, come pure i pagamenti di radio e tv private abruzzesi per gli spot elettorali. Sbloccati solo con l’arrivo di La Rana a gennaio 2020.

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: