TERREMOTO GIUDIZIARIO A PESCARA: ARRESTATI IMPRENDITORE MARINELLI E FUNZIONARI DELLA ASL

14 Giugno 2022 11:30

Pescara - Cronaca

PESCARA – Terremoto giudiziario alla Asl di Pescara: l’imprenditore della sanità, Vincenzo Marinelli, 86 anni, questa mattina è stato posto agli arresti domiciliari insieme, insieme al suo collaboratore Graziano Canonico, due funzionari della Asl, Tiziana Peterella e Antonio Verna, oltre all’imprenditore Fabio Tonelli.

Uomini della guardia di finanza e della polizia di Stato hanno messo in esecuzione una misura cautelare richiesta dal pm Andrea Di Giovanni e firmata dal gip.

L’inchiesta è quella che riguarda le attività delle società di Marinelli in relazione ad alcune gare di appalto che avrebbero predisposto gli uffici della Asl. Marinelli è stato raggiunto dalle fiamme gialle a Grottammare dove si trovava in qualità di accompagnatore della nazionale under 21 di calcio. L’inchiesta risale al 2019 e conta una quarantina di indagati fra cui anche esponenti politici.

I reati ipotizzati dalla Procura fanno riferimento a presunta corruzione e turbativa d’asta.

Altri 13 indagati: tra questi spiccano i nomi del presidente del Consiglio Regionale abruzzese Lorenzo Sospiri e l’ex sottosegretario alla Giustizia dei governi Renzi e Gentiloni Federica Chiavaroli, entrambi per concorso in turbativa d’asta. Per Sospiri si tratta di una nuova iscrizione sull’albo degli indagati dopo la prima dello scorso maggio 2021.

Secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore pescarese Di Giovanni, si legge sull’Ansa, Sospiri si sarebbe adoperato per turbare una gara d’appalto per la gestione dell’affidamento dei servizi in favore dei pazienti in stato di fragilità; Federica Chiavaroli avrebbe fatto pressioni su un medico dell’ospedale di Pescara per intervenire su una commissione aggiudicatrice su un appalto per sistemi diagnostici. I fatti risalgono ad un periodo che va dal febbraio 2019 al giugno 2020.

Gli altri indagati sono a vario titolo primari, presidenti di commissione, dirigenti di società, avvocati, e sono: Donato Marinelli, Vincenzo D’Egidio, Roberto Vezzaro, Romina Iacoponi, Cristiana Marinelli, Paolo Zappalà, Tommaso Marchese, Maria Manfellotto, Leone Giansante, Silvia Marinelli e Pasquale Sentenza. 

Gli arresti di oggi arrivano dopo “molteplici attività di accertamento effettuate e caratterizzate da intercettazioni telefoniche ed ambientali, acquisizione ed analisi di dati telefonici , servizi di osservazione da parte della polizia giudiziaria, acquisizioni documentali, perquisizioni e sequestri di dispositivi informatici con conseguente analisi forense del loro contenuto (in parte ancora in corso) , hanno disvelato una parte della fitta e ramificata rete di relazioni dell’imprenditore pescarese Vincenzo Marinelli, referente sul territorio di società nazionali e multinazionali operanti nel settore medico-sanitario quali Philips, Servizi Ospedalieri ed Abbott”.

Lo si legge in una nota della Procura di Pescara a chiarimento dei 5 arresti odierni per l’inchiesta sulla sanità pescarese.

Nel mirino reati di corruzione e turbativa d’asta per 8 episodi.

Per la Procura guidata da Giuseppe Bellelli “le indagini hanno consentito di raccogliere gravi e plurimi indizi colpevolezza, ritenuti sussistenti dal Gip di Pescara Antonella Di Carlo, a carico dei protagonisti di un collaudato meccanismo corruttivo all’interno dell’Ufficio UOC/ABS della ASL di Pescara che ha determinato il condizionamento di almeno cinque gare d’appalto per un valore complessivo pari a trentacinque milioni di euro circa, con costosi doni, cene conviviali, promesse di incarichi più prestigiosi e remunerativi, e con vere e proprie tangenti in denaro che Marinelli, direttamente o attraverso i suoi emissari (tra cui Canonico, autista e factotum di Marinelli), faceva pervenire alla Petrella, direttore della Unità Operativa Complessa (UOC) – Acquisizione Beni e Servizi (ABS) della ASL di Pescara nonchè RUP/Autorità di gara. L’utilizzo di fatturazioni false emesse da enti e società compiacenti al gruppo di Marinelli e la creazione di appositi fondi neri consentivano di creare la provvista in denaro necessaria per le successive tangenti”.

Il giudice non ha accolto la richiesta di misura nei confronti di altri due indagati, la figlia di Marinelli, Silvia e Pasquale Sentenza, non ravvisando il medesimo pericolo di reiterazione del reato.

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