TERREMOTO L’AQUILA, IL RICORDO 12 ANNI DOPO: “LA NOSTRA LOTTA PER EVITARE ALTRE TRAGEDIE”

ALLA VIGILIA DELL'ANNIVERSARIO DEL 6 APRILE 2009, CON CERIMONIE RISTRETTE A CAUSA DELL'EMERGENZA COVID, L'APPELLO A "RICOSTRUIRE". CENTOFANTI: "RIPORTARE GIOVANI E FAMIGLIE IN CITTA'"; BIONDI: "SARA' UN GIORNO DIFFICILE, MA TANTI PASSI AVANTI"

di Azzurra Caldi e Mariangela Speranza

5 Aprile 2021 07:52

L’AQUILA – Sono passati 12 anni dal terremoto che il 6 aprile 2009 sconvolse L’Aquila, e la città, come ogni anno, rivive quel dolore ricordando e commemorando 309 vite spezzate.

Per il secondo anno consecutivo, però, a causa dell’emergenza sanitaria e le norme anti coronavirus, le cerimonie si svolgono in forma ristretta. Al posto della fiaccolata, tante luci delle candele alle finestre.

E a piazzale Paoli, 12 anni dopo, il parco della memoria prende forma, poco più di 2 settimane fa l’installazione dell’obelisco della memoria, alto 15 metri, in un luogo non casuale. Il piazzale infatti si trova nell’area compresa tra via XX Settembre, via Campo di Fossa e via Luigi Sturzo, dove si è registrato il più alto numero di vittime.

“Quella notte del 6 aprile credo che sia identica per tutti: restare a casa nonostante le scosse perché siamo stati rassicurati, molti sono stati colpiti nel sonno, proprio perché si sentivano tranquilli. Ci avevano detto che la terra più ballava e più buttava fuori energia, che non sarebbe mai accaduto un evento catastrofico. Poi invece alle 3.32 è accaduto”, racconta ad AbruzzoWeb Antonietta Centofanti, del Comitato Vittime della Casa dello studente, che la notte del 6 aprile del 2009 ha perso il nipote, Davide, che frequentava l’Università del capoluogo abruzzese.

“I comportamenti sono stati identici per tutti, chi è riuscito ad uscire si è salvato, altri sono rimasti sotto le macerie. Quello che è cambiato, dopo quella notte, sono le scelte che ciascuno ha compiuto per fare i conti con ciò che era accaduto. Io ho scelto di dare un significato a questo lutto terribile, di farne un’occasione di impegno sul fronte della rivendicazione della sicurezza in tutte le sue declinazioni. È nato il Comitato dei familiari delle vittime della casa dello studente e dopo un paio di anni abbiamo messo su una rete nazionale che raccoglie i famigliari delle vittime della ThyssenKrupp, della strage di Viareggio. Sono arrivate qui le mamme della terra dei fuochi, che hanno perso bambini avvelenati dai rifiuti tossici che la mafia e la camorra seppelliscono in quel territorio. Ciascuno di noi ha scelto di fare un percorso di lotta, dando un significato al lutto, utilizzando quest’esperienza di dolore per fare in modo che queste tragedie non si verifichino più”.

Per il secondo anno consecutivo, a causa delle dell’emergenza sanitaria e le norme anti coronavirus, mancherà la fiaccolata: “Come lo scorso anno abbiamo lanciato un appello affinché in Abruzzo, e in tutta Italia, si accenda un lume nella notte tra il 5 e il 6 aprile in ricordo delle nostre vittime ma anche in ricordo di tutti coloro che sono morti per Covid, soprattutto gli anziani che sono stati strappati alla vita in maniera terribile nella solitudine più assoluta”.

Dopo 12 anni, però, finalmente, prende forma il Parco della Memoria: “Non si tratta di un luogo cimiteriale come da più parti si è tentato di dire – sottolinea Centofanti – ma è il fondamento del cambiamento, perché se non ricordiamo cosa è accaduto in passato, non possiamo migliorare il presente e il futuro”.

Il centro storico del capoluogo è di nuovo deserto e silenzioso, come nel 2020 a causa del covid, che costringe tutti gli italiani, aquilani compresi, a stare a casa nel rispetto delle norme per arginare il contagio. Per le celebrazioni i decreti governativi hanno imposto la sola presenza dei rappresentanti istituzionali e religiosi della Regione, della città e di tutto il cratere sismico. Ma, spiega ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, nonostante si tratti di un’anniversario “naturalmente difficile” per tutti, “la città inizia a manifestarsi in tutta la sua bellezza, sul fronte della ricostruzione ormai la strada è in discesa e si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel”.

“La ricostruzione è anche visiva, non solo sulla carta – dice – In questi anni sono state istruite più di 28mila pratiche, meno di un migliaio sono ancora da istruire e sono stati erogati fondi per 6 miliardi di euro. Resta un po’ il nodo della ricostruzione pubblica, però di passi in avanti sono stati fatti”.

Tra questi, “lo sblocco sui cantieri, con le norme di facilitazione che abbiamo reclamato sin dall’insediamento, ma anche il rifinanziamento della ricostruzione con due 2.8 miliardi, quando anche una parte della politica locale diceva che non c’era necessità di ulteriori risorse”. Ma ancora, “la scuola di formazione dei vigili del fuoco, questa grande novità che porterà altri ragazzi in città il finanziamento della casa delle tecnologie emergenti, l’apertura della sede aquilana del Maxxi, il consolidamento del Gran Sasso Science Institute e l’istituzione del Collegio di merito”.

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