TERREMOTO L’AQUILA: “LA CONDOTTA INCAUTA E’ DELLE ISTITUZIONI”, LA RABBIA DOPO LA SENTENZA

12 Ottobre 2022 20:57

L'Aquila - Gallerie Fotografiche, Terremoto e Ricostruzione

L’AQUILA – “La condotta incauta è delle istituzioni”.

Una città indignata che chiede alla istituzioni di vergognarsi, e così circa 150 persone oggi pomeriggio si sono ritrovate al Parco della memoria, all’Aquila, unite sotto un unico cartello: “Anche io voglio il 30% di responsabilità”.

Furono imprudenti a non uscire dopo la seconda scossa in meno di due ore, quella di magnitudo 3.5 che precedette di qualche ora l’evento sismico disastroso
delle 3.32. Fu “una condotta incauta trattenersi a dormire” e, quindi, c’è “un concorso di colpa” per alcune delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009, morte nel crollo dell’edificio di via Campo di Fossa all’Aquila.





Il capoluogo regionale si è svegliato sotto shock questa mattina dopo la sentenza firmata dal giudice Monica Croci del Tribunale civile dell’Aquila, arrivata al termine del procedimento avviato dai familiari dei ragazzi morti nel crollo: avevano citato in giudizio i ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture, il Comune dell’Aquila e gli eredi del costruttore, ma il Tribunale ha riconosciuto una corresponsabilità delle vittime del 30%, misura di cui verrà decurtato il risarcimento danni stabilito.

Il Tribunale ha condannato i Ministeri per il 15% di responsabilità ciascuno, le eredi del costruttore per il 40% e ha respinto le domande nei confronti del Comune.

“Siamo davvero increduli per quello che abbiamo letto sui giornali stamattina – ha detto la professoressa dell’Università dell’Aquila Giusi Pitari, presente alla mobilitazione – Anche io ero a casa quella notte e ho avuto la fortuna di raccontarlo. Anche io voglio quel 30% di colpe. Questa sentenza crea un precedente terribile in una città che ha sofferto, anche alla luce della vicenda della commissione Grandi Rischi”.

“Ho letto la sentenza, non riesco a trovare una motivazione logica – afferma l’avvocato Wania Della Vigna, che ha seguito le vicende dei parenti delle vittime per la Casa dello Studente o altri fabbricati di via Campo di Fossa – Il giudice si contraddice, anche perché condanna enti e parti, ovvero gli imputa l’obbligo di proteggere l’incolumità delle persone”. Di sentenze di risarcimento civile per il sisma 2009, ricorda Della Vigna, ce ne sono state parecchie, ma “in nessuna è mai stato evocato il concorso di colpa”.





“Concorso di colpa. Condotta incauta. Chi affronta un terremoto non può mai essere colpevole di morire. Mi auguro che la sentenza cambi in appello” scrive su Twitter il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani.

“Una sentenza vergognosa” la definisce il segretario di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, “pare che chi l’ha emessa non ricordi i messaggi
ingiustificatamente rassicuranti ripetuti dalle autorità, la Protezione civile di Bertolaso e quella regionale, nonché la mancanza di indicazioni sul comportamento preventivo, nonostante settimane di sciame sismico”.

Per la senatrice del M5S Gabriella Di Girolamo la sentenza è una “vergogna. Una decisione sconcertante che non solo non rispetta la memoria di chi ha
perso la vita, ma crea un pericoloso precedente”.

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