BOLOGNA – Le scosse non sono fortissime e non hanno provocato danni, ma vanno avanti ormai da alcuni giorni e preoccupano la popolazione.

In Romagna è in corso uno sciame sismico, in particolare nella provincia di Forlì-Cesena: la magnitudo massima è stata raggiunta alle 11.45, 4.1, epicentro Cesenatico. Per precauzione gli studenti sono stati fatti uscire dalle scuole e sono state avviate immediatamente verifiche.

Al termine del pomeriggio, dopo una riunione con la protezione civile regionale, si è deciso che gli istituti saranno regolarmente aperti.

Nel corso della giornata le scosse sono state una decina, tra Cesenatico e Gambettola e il terremoto è stato percepito anche nelle province di Rimini e Ravenna, ma pure in Veneto e nelle Marche, fino ad Ancona.

Proprio sulla costa marchigiana, al confine con l’Emilia-Romagna, il 9 novembre era iniziata una scia sismica con le due scosse più forti (5.5 e 5.2 di magnitudo) poco dopo le 7 di mattina, che causarono danni e sfollati.

Poco prima di mezzogiorno è stata anche sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea adriatica, per consentire i controlli di sicurezza e dopo un paio d’ore i treni hanno ripreso regolarmente a viaggiare tra Cesena e Santarcangelo e tra Igea Marina e Cervia. Tutte le verifiche sugli edifici nei comuni della zona hanno dato esito negativo.

Le scosse, quattro delle quali nelle primissime ore del mattino, hanno spaventato le persone: molti sono usciti di casa, e in diversi hanno chiamato i vigili del fuoco. In Romagna nei giorni scorsi c’erano stati anche non pochi disagi legati a piogge e nevicate.

Nel pomeriggio l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, vicepresidente della Giunta, ha convocato il comitato regionale di direzione per un briefing di aggiornamento e analisi dell’evento e ha incontrato i sindaci dei comuni coinvolti per fare il punto.

“Per fortuna – ha detto Priolo alla fine – non ci sono state situazioni di reale pericolo e danni. Però, forti delle esperienze del passato, vogliamo essere pronti a intervenire in tutti i casi in cui si rendesse necessario farlo. Stiamo quindi osservando l’evoluzione del fenomeno in queste ore in relazione anche alla storicità sismica del territorio che, già in passato, ha registrato eventi di questo tipo”. Domani scuole aperte, conferma la Regione, e nessuna ordinanza di chiusura da parte dei sindaci.