TERREMOTO, UN FASCIO DI LUCE TOCCA IL CIELO:
12 ANNI DOPO L’AQUILA RICORDA LE 309 VITTIME

ANCORA CERIMONIE RISTRETTE A CAUSA DELL'EMERGENZA COVID; MESSA NELLA CHIESA DI SANTA MARIA DEL SUFFRAGIO; PETROCCHI: "IL TEMPO NON CICATRIZZA LE FERITE, ED E’ GIUSTO COSI'"; "BIONDI: "COME 12 ANNI FA, DOBBIAMO REIMPARARE A VIVERE NELLA NORMALITA'"; VIGILE DEL FUOCO ACCENDE BRACIERE E LA CITTA' SI ILLUMINA

6 Aprile 2021 07:00

L’AQUILA – Era la notte del 6 aprile del 2009 quando, alle 3.32, una violenta scossa di terremoto devastò e cambiò per sempre la vita degli aquilani che da quel momento piangono 309 vittime.

Dopo 12 anni, con le cerimonie ristrette per il secondo anno consecutivo a causa dell’emergenza covid, L’Aquila ricorda quei momenti drammatici.

Prima la messa nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, officiata dal Cardinale Giuseppe Petrocchi, alla quale quest’anno hanno potuto partecipare anche i cittadini nel rispetto delle norme anticontagio, tra i banchi, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il prefetto Cinzia Torraco, il questore Gennaro Capoluongo,  il sindaco di Cugnoli (Pescara), Lanfranco Chiola, in rappresentanza dei Comuni del cratere, la deputata Stefania Pezzopane, il senatore Gaetano Quagliariello e le istituzioni locali.

Poi trecentonove rintocchi delle campane, come le vittime del terremoto, l’accensione del braciere da parte di un vigile del fuoco, davanti alla Chiesa di Santa Maria del Suffragio, e da Piazza Duomo un fascio di luce che si staglia verso il cielo in segno di ricordo e di speranza.

“Ricordo la paura, sento ancora il dolore, ma vedo la rinascita ogni giorno. I nostri cuori battono per L’Aquila, per gli aquilani che non ci sono più e per quelli che ci sono, più forti di tutto”, il messaggio del presidente della Regione, Marco Marsilio.

“Il tempo non cicatrizza queste ferite: ed è giusto così, perché testimonia un valore perenne! L’importante è che non si infettino. Questa sofferenza va avvicinata e condivisa con rispetto, secondo la sapienza e con la sensibilità della Pasqua”, ha detto nel corso dell’omelia il cardinale Petrocchi. Poi il sindaco Biondi ha ripercorso il dramma della notte del 6 aprile, parlando anche del Parco della Memoria che finalmente prende forma dopo 12 anni e la cui inaugurazione, però, è stata rinviata a causa dell’emergenza sanitaria. A tal proposito, un pensiero è andato ai giovani “che oggi si affacciano, sia pure con affanno, nel mondo del lavoro”. Ha sottolineato come, “ancora una volta, dopo il 6 aprile di 12 anni fa, oggi dobbiamo fare ricorso alla nostra forza interiore di gente di montagna. Dobbiamo reimparare a vivere nella normalità”. Ha ricordato i due operai stranieri morti nel tragico crollo a San Pio delle Camere e, come a loro, a tutto i lavoratori che “hanno contribuito con il loro lavoro a fare dell’Aquila una città ancora più sicura e ancora più bella”. E ancora, il messaggio di cordoglio e un pensiero commosso per Giovanna Di Matteo, simbolo dello storico corteo della Perdonanza, che si è spenta oggi 70 anni a causa di una malattia.

Neanche quest’anno, a causa delle prescrizioni e delle limitazioni dovute alla pandemia è stato possibile onorare le vittime del terremoto con la fiaccolata che tradizionalmente fino al 2019 ha attraversato il centro della città. Il Comune dell’Aquila e i Comitati familiari delle vittime hanno lanciato un appello ad Anci nazionale e ad Anci Abruzzo affinché i sindaci e gli italiani, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, accendano nei loro Comuni e alle loro finestre, una luce di speranza.

Anche il consueto programma delle celebrazioni ha subito delle variazioni. Le autorità, anche su mandato dei Comitati dei familiari delle vittime, hanno rappresentato il sentimento della popolazione colpita dal drammatico evento del 2009.

“Vorrei proporvi la distinzione, tra ‘popolazione’ e ‘Popolo’ – le parole del cardinale Petrocchi – la prima parola esprime una molteplicità di individui che abitano nella stessa zona, senza che tra i componenti di questo ‘insieme’ si stabiliscano relazioni di reciproca appartenenza e interazioni per una condivisa progettualità. Per diventare ‘Popolo’, invece, occorre riconoscersi ed operare come comunità caratterizzata dalla stessa ‘identità’ – storica, culturale e sociale – così come sentirsi corresponsabili e protagonisti nell’affrontare sfide collettive, come anche nel costruire prospettive future che riguardano tutti e ciascuno. Il Popolo ha una cultura specifica, tradizioni proprie e stili di comportamento ‘tipici’. La storia è un influente fattore di coesione: determina saldature inscalfibili e disegni indelebili. Un ‘Popolo’ è reso tale non solo dalle sue conquiste e dai successi che si è guadagnato, ma anche dagli eventi drammatici che lo hanno segnato: queste sofferenze-condivise rappresentano un potente fattore unificante”.

“Il dramma del terremoto ha reso ancora più ‘Popolo’ la gente aquilana: la comune tragedia, affrontata ‘insieme’, ha stretto, con nodi inscindibili, il mutuo senso di appartenenza. Quando un trauma, che deriva da una calamità generale, colpisce una ‘popolazione’ viene vissuto in modo frammentato: ciascuno lo porta per conto suo o per aggregati sparsi. Invece, dove c’è Popolo, il dramma è condiviso: vissuto da tutti e da ciascuno in modo diverso, ma universale. Si stabilisce così una ‘interdipendenza’, in cui il ‘mio’ diventa ‘nostro’, e viceversa”.

“Le luci accese sulle finestre diventano espressione esterna delle lampade che ardono nel cuore, alimentate dalla condivisione d’anima e da vicinanza partecipe. I rintocchi delle campane,  non rappresentano segnali di lutto, ma un richiamo ad un ‘patto’ sociale – scritto non sulle carte, ma nelle coscienze – che ci impegna a tendere, insieme, non solo al ‘come prima’, ma al ‘di più’ e al ‘meglio’”.

In serata, luci blu, come quella del fascio luminoso, ad accendere i cuori in una coreografia dedicata all’Aquila: un gesto sentito della Questura dell’Aquila, condiviso sui social, con gli agenti che “disegnano” un’aquila in ricordo delle 309 vittime.

Oggi sarà proclamato lutto cittadino per l’intera giornata; verrà disposta l’esposizione a mezz’asta delle bandiere situate sugli edifici delle amministrazioni pubbliche. Con il provvedimento si invitano “tutti i cittadini- è scritto nell’ordinanza sindacale- e le organizzazioni sociali, culturali e produttive, le altre Pubbliche amministrazioni a prendere parte, pur nel rispetto della vigente normativa volta a prevenire e contenere il contagio da Covid-19, alle iniziative promosse per la commemorazione del sisma.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
  1. TERREMOTO L’AQUILA, BIONDI: “COME 12 ANNI FA, DOBBIAMO REIMPARARE A VIVERE NELLA NORMALITA'”
    L'AQUILA - "Sono due anni che questo rito del dolore, della speranza, è stato registrato dall'emergenza sanitaria da cerimonia corale a evento in sol...
  2. TERREMOTO L’AQUILA, L’OMELIA DI PETROCCHI: “IL TEMPO NON CICATRIZZA LE FERITE, ED E’ GIUSTO COSI'”
    L'AQUILA - Nel 12esimo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, in piazza Duomo, la celebrazione litur...
  3. TERREMOTO, PETROCCHI: “IL DRAMMA HA RESO ANCORA PIU’ ‘POPOLO’ LA GENTE AQUILANA”
    L'AQUILA - "Vorrei proporvi la distinzione, tra 'popolazione' e 'Popolo': la prima parola esprime una molteplicità di individui che abitano nella ste...


Ti potrebbe interessare: