COVID ABRUZZO: DOPO ANNUNCIO MARSILIO E SUMMIT DI IERI, PREVISTO PER OGGI PROGRAMMA DI AZIONE DA PARTE DI AGENZIA SANITARIA; ARCURI ANNUNCIA FORNITURA DI 200MILA TAMPONI PER AVVIARE SCREENING; IMPRUDENTE, "SERVE COLLABORAZIONE DI TUTTI"; SINDACI PRONTI A COLLABORARE, RUOLO COORDINAMENTO AD AGENZIA PROTEZIONE CIVILE

TEST DI MASSA NELL’AQUILANO, OGGI IL PIANO,
300MILA PERSONE COINVOLTE, ARRIVANO TAMPONI

23 Novembre 2020 09:23

L’AQUILA – Sarà messo a punto oggi il protocollo operativo con l’Agenzia sanitaria regionale di per procedere al test antigenico rapido massivo su tutta la popolazione della provincia dell’Aquila, la più colpita dalla seconda ondata di epidemia di coronavirus in Abruzzo, con altri 222 casi ieri, e 206 oggi, che fanno salire in totale a 7.994  il conto degli attualmente positivi. Oggi poi si sono registrati altri 8 morti, sui 18 in Abruzzo.

Azione drastica annunciata ieri presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ispirandosi a quanto sta facendo la Provincia autonoma di Bolzano dove sono stati già testati oltre 320mila cittadini su 536.667 residenti, con l’1% risultato positivo, pari a 3mila persone, che non hanno ancora sviluppato sintomi e che ora si trovano in quarantena.

Ed oggi il commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri ha accolto la richiesta di Marsilio, annunciando che mercoledì arriveranno 200mila tamponi rapidi per permettere l’avvio della campagna di screening massivo. Sarà l’Agenzia di Protezione Civile, nella persona del direttore Mauro Casinghini, rende poi noto il presidente, “la guida e il coordinamento di tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti”.

Subito dopo l’annuncio di Marsilio, si è tenuta ieri sera una riunione in videoconferenza a cui hanno partecipato i vertici della Asl, Protezione civile, sindaci e consiglieri regionali e comunali.

Il non facile compito di coordinare dal punto di vista sanitario le operazioni è stato affidato al commissario dell’agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, affiancato dal direttore generale dell’Asl provinciale, Roberto Testa.

E subito si è avuto contezza della complessità dell’operazione da mettere in campo in brevissimo tempo, che riguarda un potenziale di 300 mila cittadini in 108 comuni e in un territorio molto vasto. Occorrerà organizzare una capillare attività di test anche in centri molto piccoli a favore di persone anziane che vanno raggiunte a domicilio. Poi occorrerà raccogliere i dati e attivare i tracciamenti su migliaia e migliaia gli altri cittadini. E moltiplicare di conseguenza il numero dei tamponi giornalieri.

Intanto dal governo arriva un supporto quanto mai decisivo: Marsilio ha rivelato che “il commissario Arcuri mi ha da poco comunicato di aver accolto, in via del tutto eccezionale e tenuto conto della situazione che gli ho descritto, la richiesta di fornire un congruo quantitativo di tamponi antigenici rapidi per permettere l’avvio della campagna di screening massivo, che partirà dalla Provincia dell’Aquila. Al più tardi nella giornata di mercoledì saranno quindi consegnati 200.000 tamponi. Al fine di mettere in moto la macchina organizzativa, ho affidato all’Agenzia di Protezione Civile, nella persona del direttore Mauro Casinghini, la guida e il coordinamento di tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti”.

“Ringrazio nuovamente per la piena e sincera collaborazione il Commissario Arcuri e il Ministro Speranza, che hanno accolto la mia richiesta di replicare in Abruzzo quanto fatto in Alto Adige.
Nel pomeriggio di oggi le Asl dell’Aquila e di Bolzano si collegheranno in videoconferenza per proseguire lo scambio di informazioni utili per arrivare il prima possibile a ripetere l’operazione nel nostro territorio”.

Il vice presidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, aquilano e della Lega, al termine dell’incontro ha auspicato “la massima collaborazione tra istituzioni, enti, associazioni, categorie, volontari e cittadini. Solo con questo grande sforzo collettivo l’operazione potrà vedere la luce subito e dare i risultati sperati. L’obiettivo è quello di arrivare a un tracciamento puntuale di tutti i casi positivi e dei loro contatti stretti così da contenere l’epidemia. È chiaro che si tratta di un lavoro titanico che dovrà essere supportato adeguatamente con risorse umane e mezzi. E che richiederà uno sforzo incredibile anche nelle fasi successive. È su questo che stiamo lavorando in queste ore ed è su questo che concentreremo tutte le attenzioni nei prossimi giorni”.

Esprime soddisfazione per l’operazione test di massa il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi:

“Finalmente giunge una risposta energica per fronteggiare l’emergenza come auspicavo da tempo. Trovano concretezza, in questo modo, le ripetute istanze che in tal senso ho formulato da tempo al presidente e ai vertici dell’Azienda sanitaria, raccogliendo i timori e le legittime preoccupazioni di un territorio che ha dovuto fronteggiare un importante aumento dei casi di positività al coronavirus, superiori a quelli registrati nella cosiddetta prima ondata – sottolinea il primo cittadino – Il mio appello, adesso, è quello di concretizzare in tempi rapidi questo progetto: per questo chiedo un ulteriore sforzo a tutti gli operatori sanitari, compresi quelli in pensione, ai medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ai farmacisti e a tutti coloro che possono rendersi utile per questo piano che non ha pari nel resto d’Italia, fatta eccezione per la provincia autonoma di Bolzano. Il Comune farà ampiamente la sua parte, mettendo a disposizione uomini mezzi e spazi. Il programma di test annunciato dalla Regione, infine, sarà implementato con il progetto di screening sulla popolazione studentesca già avviato dal Comune”.

“La circolazione in provincia dell’Aquila è cominciata durante l’estate con i diffusori individuati con i soggetti più giovani legati ad assembramenti, feste e manifestazioni di socialità”, ha spiegato il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi – Poi con le scuole e con il rientro nei nuclei familiari i giovani hanno trasmesso il contagio e le corsie degli ospedali si sono affollate. E’ una ricostruzione che emerge dall’analisi del tracciamento dei tamponi”.

La circolazione, ha sottolineato Grimaldi, “è altissima, soprattutto all’Aquila e ad Avezzano, è come a Milano e in Lombardia, e questo causa una forte pressione sugli ospedali con il sistema che è messo a durissima prova, e la crescita è progressiva. Un grande vantaggio rispetto alla Lombardia nella prima fase, è che conosciamo meglio la malattia e siamo anche meglio organizzati. Come si affronta il problema? Facendo tantissimi tamponi, tracciando persone e circolando poco, ed avviando subito le cure è per coloro che sono positivi sintomatici.  La zona rossa ancora deve ancora dare i suoi frutti, stiamo vedendo una crescita progressiva dell’Rt che fino alla seconda metà di ottobre è stata esponenziale. Speriamo di vedere tra due – tre settimane i risultati delle chiusure. Invito a stare a casa ed uscire solo in caso di necessità improrogabile”.




CIALENTE: “NOTIZIA IMPORTANTE MA LO SCREENING NON RISOLVERA’”

“L’annuncio del presidente Marsilio, con il quale ci ha comunicato che il Governo assicurerà l’esecuzione di test rapidi antigenici (che dovrebbero esserci inviati dal Commissario Arcuri già dalla giornata di martedì) a tutta la popolazione della provincia è notizia importantissima ed ottima. Ottima perché se organizzata bene e rapidamente (pubblico , invitandovi a leggerlo, il sito della Provincia di Bolzano), ci permetterà di interrompere la catena dell’infezione ed isolare le persone che, inconsapevolmente infette, perché asintomatiche, sono fonte di un contagio inarrestabile nella nostra provincia”.

A scriverlo, sulla sua pagina Facebook, l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

“Nello stesso tempo la decisione del Governo ( e questo non mi fa comprendere i toni trionfalistici, offensivi se non altro per le nostre tante vittime, che hanno accompagnato il comunicato) certifica la gravità assoluta della situazione pandemica nella nostra provincia e della quale il Governo ha preso atto. E’ purtroppo così: ci hanno portato ad una situazione simile a quella che in primavera colpì il bergamasco. Per l’ennesima volta devo purtroppo ripetere, come mi permisi di segnalare sin dalla metà di ottobre, che a causa della totale disorganizzazione, la situazione aquilana è assolutamente fuori controllo”, dice.

“Alla realtà allucinante e disperante dei nostri ospedali, si accompagna un netto aumento dei decessi e dei pazienti che, seguiti a domicilio, non possono addirittura neanche fruire della terapia con l’ossigeno, introvabile. Comunque l’importante adesso è che venga organizzato tutto al meglio, velocemente, con il concorso e l’adesione di ciascuno di noi. Ciascuno di noi, per quanto potrà e per le proprie competenze e ruoli , dovrà partecipare a questa operazione. Lo screening sarà una fotografia, si, come quella che facevamo tutti insieme ai tempi della scuola, tutta la classe”.

“Lo screening fotograferà la situazione dei contagi in quelle ore. Ci permetterà di identificare coloro che inconsapevolmente, sono infettati, asintomatici o ancora asintomatici. Ma l’epidemia è purtroppo un film dell’orrore, fatto di tanti fotogrammi, tante fotografie, che si susseguono di giorno in giorno. Voglio sottolineare che non dobbiamo pensare che eseguito lo screening sia finita lì. No. Lo screening ci permetterà di rallentare ed in parte controllare questo andamento così grave, ma poi la battaglia, la guerra, continuerà”.

“Ecco perche’ la regione e la asl dovranno comunque finalmente attrezzarsi per continuare a controllare l’epidemia con i tamponi molecolari a risposta in tempi ragionevoli ed utili, cominciare un tracciamento efficace, far funzionare il numero verde ed immuni, realizzare le necessarie infrastrutture ospedaliere, assicurare l’utilizzo della raccolta dei dati che usciranno dallo screening ed il loro immediato impiego. Ci siamo fatti trovare indifesi, dobbiamo ora alzare le mura difensive, come L’Aquila fece nel duecento. Consiglio, disperatemente, di attuare quanto riportato nel documento che all’inizio di maggio stesero i medici e tecnici della nostra Asl, che pure fu inviato alla Regione, ed i 10 punti che ci siamo permessi di suggerire come coordinamento sanità del Pd”, ha aggiunto Cialente.

“Abbiamo una settimana per tentare di tornare alla normalità, se tale può definirsi, della situazione pandemica di altri territori più virtuosi,Per noi è una nuova emergenza drammatica, come fu quella del sisma. Il sisma lo superammo tutti insieme. Dobbiamo ripeterci. Ne va del futuro di ciascuno di noi”, ha concluso.

SULMONA, CASINI: “COMUNE SI PREPARA, SINDACI PRONTI A DARE SUPPORTO”

Il Comune di Sulmona si prepara per il progetto regionale dei tamponi brevi: i sindaci del territorio non faranno mancare il loro supporto.

A comunicarlo il sindaco Annamaria Casini. Nella seduta del Comitato Ristretto dei Sindaci, convocata d’urgenza ieri pomeriggio, in videoconferenza con i vertici regionali e aziendali, Protezione Civile regionale, rappresentanti delle professioni sanitari e dell’ Anci regionale, è stato presentato il progetto da realizzare su tutta la provincia dell’Aquila di una massiva somministrazione a tutta la popolazione di tamponi brevi antigenici in tempi brevi, per isolare velocemente i positivi asintomatici.

I test non sono obbligatori, ma fortemente raccomandati per consentire di individuare e isolare i focolai e circoscrivere i contagi. La Asl1 e la Regione sono impegnati a reperire il personale sanitario che dovrà somministrare i Test mentre ai Comuni è stato chiesto di fornire supporto logistico, personale amministrativo e informatico, servizi di connettività e comunicazione.

“I sindaci sono sul campo e non faranno mancare il loro supporto. Sulmona era già partita da giorni mettendosi a disposizione dei Medici di Medicina Generale e del Distretto Sanitario con un supporto logistico insieme alla nostra Protezione Civile comunale. Nella giornata di oggi sono programmati sopralluoghi su spazi pubblici da attrezzare, che sosterranno il più rapido avvio possibile del progetto. Inoltre i volontari alpini dell’Ana Sulmona, in sinergia con il Comune, stanno anche loro predisponendo un’ulteriore “drive in” per fare tamponi veloci antigenici alla popolazione che sarà pronto già per i prossimi giorni anche a supporto di questo progetto regionale”, dice il sindaco.

“Questa iniziativa è importante perché finalmente, nel prendere coscienza del fatto che è completamente saltato il sistema di tracciamento su tutta la provincia, si individua una strategia di screening a tappeto per individuare asintomatici e bloccare il contagio incidendo proprio sul territorio. Ho rappresentato come il supporto dei sindaci che è doveroso e determinante può rappresentare l’occasione per recuperare la collaborazione con la Asl1 che potrà proseguire rinforzando il sistema locale anche per i mesi successivi”.

“I sindaci hanno chiesto una priorità nell’attività di screening alla popolazione scolastica e la necessità di proseguire con cadenza periodica frequente lo screening se non si decide di sospendere le attività didattiche in presenza, come sarebbe auspicabile in questa fase”, conclude Annamaria Casini.

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