TIMBRA CARTELLINO MA VA A PESCA E AL BAR: EX VIGILE CONDANNATO A 2 ANNI E SEI MESI DI RECLUSIONE

11 Ottobre 2019 17:35

CHIETI – Preferiva passare il suo tempo a pescare o a giocare alle slot machine, al bar.

Questa l'accusa rivolta a un ex maresciallo dei vigili urbani di Pescara, di 64 anni, che dopo aver timbrato il cartellino, tutto faceva tranne che prendere servizio.

Ieri il giudice monocratico del Tribunale di Chieti Chiara Di Gerio lo ha condannato a due anni e 6 mesi di reclusione e 700 euro di multa.

Il caso, riporato oggi sulle colonne del Messaggero, ha fatto molto clamore perché l'uomo, nel luglio del 2016, venne raggiunto da un provvedimento cautelare di arresti domiciliari.

In pratica l'allora maresciallo timbrava il cartellino non nella sede della polizia municipale in via del Circuito ma all'Aurum e poi, come accertato dalla Guardia di Finanza, se ne andava in giro. Fu anche ripreso a bordo di una imbarcazione oltre che al bar

Il difensore, l'avvocato Massimo Solari, ha annunciato ricorso in appello. 

I fatti contestati all'ex maresciallo, che in seguito a questa vicenda è stato licenziato, risalgono al periodo compreso tra fine 2015 e marzo 2016. La competenza dei giudici teatini è scattata perché l'accredito dello stipendio a favore del vigile avveniva presso l'ufficio postale di Francavilla al Mare. 

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