AUTOSTRADA A24-A25: COMMISSARIO PAVENTA BLOCCO TRAFFICO DA 15 OTTOBRE DOPO CHE PARCO NAZIONALE GRAN SASSO CONFERMA NECESSITA' VALUTAZIONE INCIDENZA AMBIENTALE PER OPERE PROPEDEUTICHE A VERIFICA VULNERABILITA' SISMICA; AMBIENTALISTI, "PROCEDURE A TUTELA ACQUIFERO NON SONO ORPELLI BUROCRATICI!"

TRAFORO GRAN SASSO: GISONNI SHOCK, ‘CON OBBLIGO VINCA RISCHIO CHIUSURA’

21 Settembre 2020 17:22

L’AQUILA – “C’è la possibilità concreta che, il 15 ottobre, il traforo del Gran Sasso debba chiudere”.

La bomba l’ha lanciata il commissario straordinario per la messa in sicurezza dell’acquifero, Corrado Gisonni, in un’intervista al quotidiano Il Centro.

A determinare l’incredibile eventualità potrebbe essere la necessità di procedere alla Valutazione di incidenza ambientale” (Vinca), a tutela  della falda acquifera sottostante, prima dei lavori di lavaggio del tunnel autostradale, propedeutici alle indagini sulla vulnerabilità sismica all’interno delle galleria dell’A24 a A25.

Intervento che il Ministero delle Infrastrutture ha intimato a Strada dei Parchi,  la società concessionaria di A24 e A25, di realizzare entro il  prossimo 30 settembre, termine prorogabile al massimo entro il 15 ottobre.

L’inghippo è emerso nella riunione del tavolo tecnico, in videoconferenza, convocata ieri dal vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente.

Ad evidenziare la necessità della Vinca, ineludibile in base alle normative vigenti, il presidente del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, l’avvocato Tommaso Navarra. che ha interessato anche la Procura della Repubblica di Teramo.

Gisonni ha però fatto osservare che in questo modo i tempi saranno destinati ad allungarsi oltremodo osservando che  “pretendere di inscatolare il sistema idrico del Gran Sasso agli standard attuali è impossibile: si tratta di un sistema unico al mondo, che già di per sé sfugge alla normativa. In questo caso la regolamentazione non è applicabile in modo rigido”.

Sulla vicenda interviene anche il cartello di associazioni ambientaliste “Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso: Il Commissario sul Gran Sasso, lanciando bordate a Gisonni





“Il commissario – si legge in una nota – continua imperterrito a rilasciare dichiarazioni inaccettabili nonostante la magra figura rimediata sulla vicenda della Valutazione di Incidenza Ambientale su cui bastava consultare la norma del 1997, notissima a tutti gli addetti ai lavori, per concludere sulla sua obbligatorietà. La lettera del Parco del Gran Sasso, oggetto delle sue infondate critiche, era addirittura pleonastica”.

“La Valutazione di Incidenza  – proseguo gli ambientalisti – non è un orpello burocratico ma una procedura utilissima, se realizzata con tutti i crismi, per prevenire e non inseguire i problemi, mettendo nero su bianco le fasi da attuare e i possibili impatti sull’acqua e capire come mitigarli. In realtà la querelle sembra essere diventata solo l’ennesima occasione per cercare di passare il cerino in vista di una possibile chiusura delle gallerie per le molteplici inadempienze e precise responsabilità che, invece, andrebbero opportunamente evidenziate e perseguite”

Non è la prima volta che il traforo rischia di essere schiuso, tagliando l’’Abruzzo e il centro Italia in due: a maggio 2019 Strada dei Parchi aveva minacciato di fare lo stesso, per la possibile reiterazione del reato in vista del processo al Tribunale di Teramo, nel quale sono imputati i vertici insieme gli amministratori di Ruzzo Reti Spa, società pubblica del ciclo idrico integrato nel teramano, e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso. La vicenda giudiziaria riguarda le “presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate e con un rischio permanente per la salubrità delle acque” delle falde acquifere del massiccio, il più alto dell’Appennino, che servono circa 700mila cittadini abruzzesi.

Quello del Gran Sasso continua poi ad essere un nodo non risolto. Al momento insistono due commissariamenti.

Quello già definito per la messa in sicurezza complessiva, in capo a Corrado Gisonni, che fino adesso ha potuto fare ben poco nonostante la disponibilità di 120 milioni di euro per i lavori.

Il consiglio di stato ha poi accolto il ricorso contro il ministero per le infrastrutture e trasporti presentato da Strada dei Parchi, finalizzato alla “richiesta di ottemperanza” di quanto stabilito dagli stessi giudici amministrativi nella sentenza del 17 luglio scorso, con la quale si obbligava il Mit ad approvare entro il 31 ottobre il nuovo piano economico finanziario (Pef). I giudici amministrativi ai quali Sdp si era rivolta, nel dicembre scorso, in seguito al mancato rispetto della sentenza, hanno nominato un commissario ad acta nella persona del capo dipartimento per il coordinamento amministrativo (Dica) presso la presidenza del consiglio dei ministri, Maria Barillà, che ha – si legge nella sentenza – facoltà di sub delega.

L’alto dirigente del ministero è chiamato a dare attuazione al Pef che prevede la messa in sicurezza strutturale antisismica delle due autostrade con un intervento sull’attuale tracciato: si tratta di un mega progetto previsto nelle legge di stabilità 2012 nella quale le due arterie in seguito al terremoto

dell’Aquila del 2009, vengono considerate strategiche in caso di calamità naturali. L’attuale versione del Pef prevede un maxi investimento di circa 3,1 miliardi di euro, di cui 2 coperti dallo Stato e la restante parte da Sdp, e la calmierazione delle tariffe, il cui aumento dopo le polemiche nei territori, è congelato. Il Pef, ai tempi del ministro pentastellato Danilo Toninelli, è stato oggetto di presa d’atto da parte del Cipe il primo agosto e poi inviato in Europa per il passaggio definitivo. Nei mesi scorsi, con la testa del Mit passata a Paola De Micheli (Pd), è emerso che la commissione europea non lo ha esaminato rimandandolo indietro a causa del mancato invio da parte del Mit, dei chiarimenti richiesti in sede comunitaria. Il Pef era stato approvato il 31 luglio scorso anche dall’autorità di regolazione dei trasporti (Art).

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