TRAGEDIA ASILO L’AQUILA: INCHIESTA SI ALLARGA A SICUREZZA. DOMANI INTERROGATORIO MADRE 38ENNE

19 Maggio 2022 14:48

L'Aquila - Abruzzo

L’AQUILA – Si potrebbe allagare e vedere altri indagati la inchiesta sul tragico incidente di ieri pomeriggio all’Aquila nella scuola dell’infanzia di Pile, frazione del Comune dell’Aquila, dove una Passat parcheggiata da una donna, indagata per omicidio stradale, con a bordo il figlio 12enne per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni, ha travolto la recinzione uccidendo un bimbo di 4 anni ferendone cinque: la Procura della Repubblica e la Squadra Mobile dell’Aquila stanno facendo accertamenti sulla questione della sicurezza all’esterno dell’asilo e negli spazi circostanti.

In particolare gli approfondimenti documentali e tecnici tendono a chiarire se le macchine potessero parcheggiare e se a norma e sufficiente era la recinzione nel giardino.

E’ in attesa invece di essere convocata per l’interrogatorio davanti al pm Stefano Gallo, la 38enne di origini bulgare, B.R.Z. alla guida della Passat, che fa parte di una famiglia che da anni vive e lavora da anni all’Aquila dove è perfettamente integrata e stimata. La donna non si dà pace per quanto accaduto, così come i suoi familiari: lei è casalinga, il marito operaio.

La donna è indagata per omicidio stradale, e secondo fonti investigative, la donna potrebbe essere ascoltata domani alla presenza del difensore Francesco Valentini, del foro dell’Aquila, per rendere le prime dichiarazioni ufficiali. Finora, non è stata ascoltata proprio perché unica indagata nell’ambito della inchiesta della Procura aquilana. Da fonti investigative emerge che la 38enne e suo figlio sono sconvolti e in stato di shock.

L’immobile della scuola dell’infanzia, risalente almeno agli anni ’80, è di proprietà del Comune dell’Aquila ed avrebbe avuto un intervento dopo il sisma del 6 aprile 2009.

La gestione è per così dire ‘mista’: nel piano terra c’è il nido (bambini da 0 a 3 anni), che è gestito dall’Amministrazione comunale, mentre nel seminterrato, dove è successa la tragedia, c’è la Materna (3-6 anni) la cui competenza è dell’Istituto comprensivo “Mazzini”.

Di conseguenza, anche i piani di sicurezza sono due e distinti: il parcheggio, non si sa se a norma, fa parte della struttura recintata con un muro di cemento e rete elettrosaldata, il giardino è chiuso con una recinzione sfondata dall’auto lasciata incustodita e partita inavvertitamente.

La Procura della Repubblica dell’Aquila ha intanto affidato la perizia tecnica ritenuta determinante per stabilire la dinamica del tragico incidente e che deve dimostrare il motivo per il quale la macchina si è sfrenata: se è stato il 12enne, o è stato un errore della mamma che per la fretta in una azione comunque abitudinaria perché giornaliera, non ha ingranato la marcia a motore spento lasciando il solo freno a mano attivato, oppure c’è stato un guasto tecnico.

“Sono sicura di aver lasciato la marcia inserita, il freno a mano non ricordo”, è quanto avrebbe
affermato, secondo quanto riporta ‘Repubblica’, la donna.

Una versione che deve essere ancora vagliata dagli investigatori e dagli inquirenti, che stanno facendo tutta una serie di riscontri, assieme ad altre testimonianze raccolte. ‘Il Messaggero’, riporta una frase che sarebbe stata pronunciata dal figlio 12enne della donna in lacrime: ‘l’ho ucciso io, l’ho ucciso io’, lasciando intendere di avere delle responsabilità dirette nell’incidente. Una versione che, riporta sempre il giornale, sarebbe confermata anche da altri testimoni che
avrebbero riferito di aver visto il ragazzino al posto di guida tentare di muovere il volante della Passat mentre si avvicinava al cancello dell’asilo.

Per l’omicidio stradale  è previsto l’arresto nella immediatezza. Secondo quanto si è appreso, il pm Gallo non ha fatto richiesta perché si attendono riscontri tecnici per chiarire dinamica e cause. Ma da come si stanno muovendo inquirenti ed investigatori la misura potrebbe non scattare.

 

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    ASILO L’AQUILA: LA 38ENNE, “MARCIA ERA INSERITA, FRENO A MANO NON SO”, IL FIGLIO, “L’HO UCCISO IO”
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