TRAGEDIA CAMPOTOSTO: UIL, ”QUELLA MALATTIA E LA BATTAGLIA PER I SUOI DIRITTI”

27 Settembre 2019 16:41

L'AQUILA – “Avevo seguito in maniera pedissequa la triste vicenda di Vincenzo Scimia, l'ex poliziotto  penitenziario di 52 anni suicidatosi ieri a Campotosto, quando lo stesso, con innata caparbietà e una non usuale ostinata combattività aveva intentato una causa nei confronti dell'Amministrazione Penitenziaria per dei danni alla sua salute derivanti, poiché successivamente dimostrati da indagini di laboratorio su campioni di acqua prelevati dalla caserma del carcere delle Costarelle, dall'aver bevuto quell'acqua infettata dal batterio della legionella”.

Sulla tragica viceda di Scimia, trovato ieri pomeriggio nei pressi del ponte delle Stecche, nel lago di Campotosto, interviene in una nota Mauro Nardella, vice segretario generale Uil Pa Polizia penitenziaria, che spiega: “Il 12 giugno 2019 aveva visto riconoscersi, dopo una battaglia durata 8 anni, il motivo della sua malattia dal Tar del Lazio e un conseguente risarcimento di un milione di euro dal Ministero della Giustizia. Tuttavia Vincenzo, con  molta probabilità, non ha ritenuto il riconoscimento economico sufficiente a restituirgli la giusta serenità”.






“Una malattia che anzitempo, così sembrerebbe, l'aveva costretto a congedarsi dal suo lavoro che amava e che svolgeva con innato senso di abnegazione e spirito di sacrificio. La Uil si associa al dolore  della moglie, dei tre figli e di tutti i parenti che sono convinto amavano Vincenzo più di ogni cosa”.

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