TRASPORTI: ”30 PER CENTO IN PIU’ DI BUS”, PRESSING REGIONI SU GOVERNO

7 Agosto 2020 17:20

ROMA – Un aumento del 30% delle linee del trasporto pubblico locale, il coinvolgimento delle compagnie di pullman turistici, rimborso degli abbonamenti del periodo lockdown e ingressi scaglionati per gli studenti a scuola, con l'uso di mascherine per i ragazzi a bordo.

Sulla ripresa delle attività a settembre, prima fra tutti quella delle scuole, c'è già la proposta di un Piano per i trasporti messo a punto dalle Regioni, che lanciano l'allarme su “ritardi”, “difficoltà economiche” e “disorganizzazione” in vista dell'incontro con il Governo fissato per lunedì prossimo. 

La Conferenza dei governatori ha approvato un documento dove si sollecitano interventi il prima possibile: ragioni che saranno avanzate ai ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Paola De Micheli, i quali dovranno conciliare le disposizioni di sicurezza anti-Covid senza rischiare il caos della mobilità in vista delle riaperture, in particolare quella delle scuole, soprattutto nelle grandi città.

“Ho chiesto a nome delle Regioni un confronto proprio per cercare di comunicare in maniera migliore”, spiega Stefano Bonaccini, governatore emiliano e presidente della Conferenza. 

Per i governatori servono mezzi aggiuntivi, personale e risorse. 

E se il distanziamento sociale ha portato ad abbattere la capienza sui bus del 50%, la proposta in vista della ripresa della scuola è di “un aumento delle linee del trasporto, ovvero un'integrazione, non inferiore al 30%”, spiega Fulvio Bonavitacola, coordinatore della Commissione Trasporti in seno alla Conferenza. 

Ma bus e autisti non basteranno.

Da qui l'idea – già sperimentata in città come Roma durante il lockdown – di avere un supporto dai servizi privati: “per settembre servono deroghe alle autorizzazioni anche riguardo al personale – aggiunge Bonavitacola – Con un aumento di linee serviranno più conducenti e, aldilà dell'aumento di straordinari e delle assunzioni, un'ipotesi potrebbe essere l'utilizzo di conducenti che già lavorano nell'ambito di servizi diversi dal Tpl, penso ad esempio agli autisti di pullman turistici”. 

Per la Commissione, la mobilità alternativa non sembra dunque essere una soluzione efficace a risolvere il problema in vista di settembre ma “sarebbe solo un palliativo”. 





Alcune città a breve faranno simulazioni ed esercitazioni: nella Capitale, dove a regime durante l'inverno circolano 1.400 bus al giorno, l'Atac farà simulazioni a fine agosto quando avrà chiaro il quadro anche in materia di distanziamento sui bus e potrà così eventualmente ipotizzare potenziamenti. 

L'altra questione sul tavolo è il crollo dei ricavi per le aziende dei trasporti e la necessità di misure integrative per un ristoro delle risorse, per esempio riguardo al rimborso degli utenti per il mancato utilizzo degli abbonamenti al trasporto da parte degli utenti durante il lockdown.

Su questo alcune Regioni si sono già mobilitate. 

Nel Friuli sono già previsti i risarcimenti a lavoratori e studenti per il mancato utilizzo dei ticket del Tpl causa Covid-19 e gli sconti sugli abbonamenti che verranno emessi per l'anno scolastico 2020-2021 con riduzione di prezzo estesa anche agli studenti che utilizzeranno il servizio urbano per il percorso casa-scuola. 

Da settembre nella provincia di Trento, per agevolare lo spostamento di 50.000 studenti, i trasporti saranno gratuiti per tutti gli alunni trentini di ogni ordine e grado: il provvedimento rimarrà in vigore per tutto l'anno scolastico. 

Sul fronte delle scuole vengono denunciati i ritardi maggiori. 

Il Cts e il Ministero dei Trasporti, deputati a decidere, sono al lavoro per fornire un sistema efficace che potrebbe essere rappresentato dagli scaglionamenti degli studenti per orari, come sarà disposto nel Lazio: gli orari potrebbero essere 8,30 per gli alunni di elementari e medie e 9,30 per quelli delle superiori. 

Una misura volta appunto a far respirare il trasporto pubblico ed ad alleviare il traffico, “serviranno risorse aggiuntive, soprattutto per i servizi di Tpl mirati al trasporto degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado, che rappresentano almeno il 30% del totale. Purtroppo, ancora oggi il tema è oggetto di confronto con il Mit e Miur, che hanno rimesso ai tavoli regionali le decisioni conseguenti, senza considerare che l'inizio delle attività scolastiche è ormai prossimo – si legge nel documento della Commissione – Regioni e Pa hanno evidenziato da tempo la necessità di un coordinamento a livello nazionale delle singole autonomie scolastiche in relazione agli orari di inizio e fine lezioni, nonché alle provenienze degli alunni, con una proposta di calendario”. 

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