MAFIA NIGERIANA, TRIBUNALE L’AQUILA: CONDANNE DA 5 A 12 ANNI PER SEI DEGLI IMPUTATI

17 Maggio 2022 14:07

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – Confermata l’associazione di stampo mafioso, condanne dai 5 ai 12 anni per sei degli imputati che avevano chiesto il rito abbreviato: è quanto deciso ieri dal Gup del tribunale dell’Aquila nella sentenza di primo grado emessa a carico degli imputati, appartenenti alla così detta mafia nigeriana ‘Black Axe’,  dedita al compimento di numerosi reati tra cui traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, truffe romantiche, truffe informatiche e riciclaggio anche attraverso la compravendita di bitcoin, per un totale di quasi 100 capi di imputazione.

Con a capo “Titus”, nigeriano di 35 anni che dirigeva, dalla città dell’Aquila, tutte le attività criminali del sodalizio, in numerose città italiane.





La condanna più pesante, 12 anni e 6 mesi, è stata inflitta proprio a Titus ,ritenuto il capo dell’associazione, contro i 14 anni richiesti dalla pubblica accusa rappresentata dal pm Stefano Gallo. Gli altri 5 imputati sono stati condannati rispettivamente a 8 anni, 6 anni, 5 anni e 4 mesi, 8 anni e 9 anni.

Per tutti è stata confermata l’associazione di tipo mafioso, ex 416 bis. Contestati altri reati relativi a utilizzo di documenti falsi, truffe romantiche, truffe informatiche.

In particolare, il Gup del Tribunale dell’Aquila ha condannato a 12 anni e sei mesi di reclusione e 20.000 euro di multa Igiehon Martins, a 8 anni di reclusione Issac Promise, a 6 anni di reclusione e 400 euro di multa Halekhuosa Osazee, a 5 anni e mesi Iyalekhuosa Nosa, a 9 anni e 2 mesi e 20.000 euro di multa Oziegbe Marc Bright, e ad 8 anni Omorodion Joseph Eseosasere. Per gli altri imputati si sta celebrando il dibattimento con rito ordinario, e quindi con tempi più lunghi, dinanzi al Tribunale collegiale.





Il processo e relativa sentenza è l’estio dell’inchiesta condotta dalla Polizia di Stato dell’Aquila, con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, delle Squadre Mobili  di altre 12 città, che ad aprile aveva portato a termine l’operazione ‘Hello Bross’ eseguendo trenta misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani dimoranti in Italia.

Il 24 aprile del 2021 la Polizia di Stato aveva eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di trenta cittadini nigeriani: il capo del ramo italiano aveva scelto L’Aquila come propria dimora, pensando che una città periferica si prestasse meglio a mimetizzare le attività illecite dei Black Axe. Il calcolo si è rivelato inesatto, perché gli investigatori dello Sco, della Squadra Mobile e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura dell’Aquila sono riusciti a raccogliere materiale sufficiente per l’emissione delle ordinanze cautelari.

 

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