TRIBUNALI: L’IRA DI MARSILIO CONTRO GOVERNO DRAGHI.
“DERIVA AUTOCRATICA, SCHIAFFO ALL’ABRUZZO”

30 Luglio 2021 13:25

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – “Assistiamo di fatto, con questo autentico schiaffo all’Abruzzo, ad una deriva autocratica, dove alcuni ministri evidentemente sono più uguali degli altri. Sulla richiesta di proroga sacrosanta per evitare la chiusura dei nostri quattro tribunali, c’era l’unanimità dei deputati e senatori,  ma evidentemente accade che se il governo o il ministro di turno non intende aderire, si trovano altri strumenti per andare a bloccare l’approvazione delle leggi. Questo contraddice la dialettica parlamentare e la democrazia sostanziale che vuole che sia il Parlamento fare le leggi. Se neanche il cento per cento dei voti bastano per ottenere ragione, mi chiedo che cosa debba accadere”.

Un presidente della Regione Marco Marsilio furioso, quello che, a margine della inaugurazione della filiale di Bper banca di via Vittorio Emanuele II a L’Aquila, commenta la notizia dello stralcio dell’emendamento che prorogava di due anni la soppressione dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, fino al settembre 2024, con l’obiettivo di evitare un accorpamento già a settembre 2022 e garantire il normale svolgimento anche delle cause penali a lungo termine.

Fatale il niet del ministro della Giustizia Marta Cartabia.

“Lo stralcio della proroga dell’apertura dei tribunali minori abruzzesi è stato uno schiaffo all’Abruzzo e alla democrazia – . E’ chiaro da come si sono svolti i fatti che non è stata una questione di tecnicismi ma che dietro la inammissibilità decretata dal Presidente del Senato c’è stata una evidente volontà politica del Governo. La ministra della Giustizia Marta Cartabia aveva già espresso il suo parere contrario in Commissione Giustizia e ciononostante l’emendamento era stato approvato all’unanimità. La Ministra non si è rassegnata e ha messo in campo tutta la sua forza e le sue relazioni per sbarrare questo emendamento e la strada dell’approvazione in Aula”, tuona Marsilio.

E rivela Marsilio, ieri sera a margine del concerto offerto dal presidente Sergio Mattarella  ho sentito il dovere di disturbare il ministro Cartabia, per rappresentarle la richiesta dell’ Abruzzo e chiedere di fare una riflessione e di accettare il voto del parlamento che in due diverse commissioni sempre all’unanimità aveva accolto la richiesta di proroga. Non c’è stato nulla da fare lei mi ha detto chiaramente che considererebbe questa ulteriore proroga un precedente pericoloso per la geografia giudiziaria nel suo complesso con altri territori che hanno visto i loro tribunali soppressi e chiusi definitivamente, che rischierebbero di poter utilizzare l’argomento per rimettere in discussione queste scelte”.

Nella nota di questa mattina Marsilio ha poi dichiarato: “Già ieri nel pomeriggio, nel corso della riunione dei capigruppo in Senato, la Presidente aveva rappresentato ai Gruppi che su questo emendamento vi era una richiesta di stralcio. Fonti parlamentari parlano di un interessamento diretto del Quirinale anche a seguito della recentissima lettera alle Camere per richiamare il Parlamento a non varcare certi limiti nella conversione in legge dei decreti. Tutti i gruppi hanno respinto questa richiesta e a quel punto si è provato con il tipico argomento della copertura finanziaria, cercando di affossare l’emendamento in Commissione Bilancio. Anche la Commissione Bilancio ha respinto questo tentativo individuando le coperture necessarie e riapprovando un’altra volta all’unanimità l’emendamento”, ha aggiunto.

“A quel punto non è rimasto altro che assegnare al Presidente del Senato l’ingrato compito di dare esecuzione al diktat, dopo che per tutta la giornata negli ambienti istituzionali era circolata la voce che il Quirinale avrebbe rinviato alle Camere il Decreto se non fosse stato ripulito nei provvedimenti ritenuti estranei compreso questo dei tribunali. Come possa definirsi estranea una norma sui tribunali quando il decreto parla di semplificazione della giustizia è un mistero”.

“E’ arrivato quindi il momento di affrontare pubblicamente la questione visto che le scorciatoie e i sotterfugi per ottenere di volta in volta le proroghe si stanno rivelando inefficaci. Ora pretendiamo che il Parlamento esamini il Disegno di Legge proposto dal Consiglio regionale e che tutte le forze politiche si esprimano nel merito sula soppressione dei tribunali minori. E se il caso abruzzese dovesse offrire l’occasione per riaprire la discussione dei tribunali già soppressi e sulla geografia giudiziaria nel suo complesso non potremmo che essere onorati di aver fatto da apripista”, ha proseguito il governatore.

“Quella di ieri è stata una brutta pagina nella storia della democrazia parlamentare. Un emendamento due volte approvato all’unanimità, in due diverse commissioni, è stato gettato nel cestino per volontà di un Governo che non era stato capace di convincere neanche uno dei parlamentari che fanno parte della sua maggioranza a sostenere le sue convinzioni. E’ un metodo autocratico, molto pericoloso e mi auguro che il Parlamento torni a riappropriarsi della piena potestà legislativa”, ha concluso.

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