TRIVELLE: 20 MILA CONTRO OMBRINA, IL PIU’ GRANDE CORTEO DEGLI ULTIMI ANNI

di Arianna Iannotti

13 Aprile 2013 20:25

Regione - Cronaca, Gallerie Fotografiche

PESCARA – Sfilano in circa 20 mila, riempiono il centro di Pescara con oltre 2 chilometri di corteo, tra striscioni, musica, cori ed esortazioni ai passanti a unirsi alla protesta: tutti in massa contro Ombrina Mare.

Si tratta della più grande manifestazione che l’Abruzzo ricordi negli ultimi anni. Gli organizzatori si dicono più che soddisfatti. “È una mobilitazione straordinaria – dice Luciano Di Tizio, presidente regionale del Wwf – che ha assunto il carattere di una vera e propria sollevazione pacifica contro la deriva petrolifera. Ma ora vogliamo che le istituzioni rispettino gli impegni presi e riportino immediatamente il blocco a 12 miglia, evitando tutte le attività di estrazione e di ricerca sugli idrocarburi”.

Molti gli esponenti della politica e delle istituzioni presenti. C’erano, fra gli altri, gli onorevoli Fabrizio Di Stefano (Popolo della libertà), Giovanni Legnini (Partito democratico), Gianni Melilla (Sinistra ecologia libertà) e Gianluca Vacca (Movimento 5 stelle), i consiglieri regionali Riccardo Chiavaroli ed Emilio Nasuti del Pdl, Maurizio Acerbo di Rifondazione, Franco Caramanico di Sel, Walter Caporale dei Verdi e Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori.

Tanti, inoltre, i sindaci con la fascia tricolore sulle spalle e anche i due presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa. Ha aderito anche la Regione, ma il presidente Gianni Chiodi non c’era, anche se sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Sta riuscendo bene la manifestazione di Pescara, per una volta l’Abruzzo unito”.

La partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni della provincia teatina è stata la più numerosa, visto che il progetto della piattaforma petrolifera Ombrina 2 interessa la costa al largo dei comuni di Fossacesia (Chieti), San Vito Chietino (Chieti) e Rocca San Giovanni (Chieti).

“Mi auguro di non dover vedere mai questa struttura a largo di Rocca San Giovanni – ha detto il primo cittadino Giovanni Di Rito – è un progetto scellerato che andrebbe a vanificare tutti i risultati ottenuti in termini di qualità delle acque e tutela dell’ambiente, attestati dall’aver ottenuto, unico comune in Abruzzo, le 4 vele di Legambiente”.

“Cominciammo nel 2008 la battaglia contro questa scelleratezza – ha ricordato il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro – che danneggia fortemente la nostra economia, sia dal punto di vista turistico che da quello agroalimentare”.





“Siamo pronti a utilizzare anche i cannoni contro questo progetto – avverte il sindaco di Fossacesia Fausto Stante – che non porta benefici ma solo danni”.

“Si dice che l’ambientalismo sia un tema caro solo alla sinistra – commenta il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia (Pdl) – con il nostro fattivo aiuto alla riuscita della manifestazione, abbiamo dimostrato che non è così e che siamo sempre in prima linea, sia nella battaglia contro l’inquinamento elettromagnetico, come nel caso delle antenne di San Silvestro, sia in quella contro l’inquinamento atmosferico, come dimostra la vicenda del cementificio, sia in questo caso”.

“Non mi iscrivo tra quelli che dicono no a prescindere nei confronti di nuovi insediamenti produttivi che creano sviluppo e posti di lavoro – ha detto il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa – credo che occorra prima analizzare ogni singolo caso. E in questo caso tutti gli elementi che sono venuti fuori sono di natura negativa”.

“Questa riuscitissima e partecipatissima manifestazione – ha aggiunto il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, che a un certo punto si è anche impossessato della bicicletta di un giornalista – è la testimonianza tangibile della bontà delle tante battaglie fatte per contrastare l’insediamento di Ombrina Mare e non solo. L’Abruzzo ha già dato alla causa petrolifera. Adesso occorre puntare sul turismo, volano della ripresa economica, soprattutto per quanto riguarda i giovani”.

È polemico, invece, il commento del consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale che ha approfittato dell’appuntamento per fare volantinaggio distribuendo la risoluzione urgente da lui presentata per una moratoria delle estrazioni di idrocarburi: “La manifestazione di oggi è la più grande mai realizzata in Abruzzo – ha detto – peccato che si sia dimostrata anche una fiera dell’ipocrisia. Perché hanno sfilato anche i responsabili politici dell’inquinamento e della petrolizzazione in Abruzzo. Pdl in primis”.

Ma oltre agli esponenti politici e ai gonfaloni dei tanti comuni aderenti, compresi quelli dell’entroterra abruzzese, occorre sottolineare che la maggior parte del corteo era animata dalla cosiddetta società civile: associazioni, sindacati, rappresentanti di aree protette, movimenti e comitati. C’era inoltre tanta gente che non apparteneva a niente, famiglie in bicicletta arrivate semplicemente per dire no a mbrina.

“Il nostro fondatore Baden Powell – ha detto Fabrizio Talone, del gruppo scout Lanciano 1 – ci ha esortato a lasciare il mondo un po’ meglio di come l’abbiamo trovato. Ecco perché noi degli Scout e dell’Agesci siamo venuti qui oggi”.

“Noi siamo stati il primo comitato a sorgere nel 2007 contro il Centro Oli – spiega il francavillese Nicola Lorito, membro del comitato Natura Verde – oggi non potevamo non essere qui contro Ombrina”.





Ci sono anche gli studenti di Lanciano (Chieti) che qualche giorno fa hanno organizzato flash mob e cortei contro le trivelle: “Attorno a questa battaglia – spiega uno di loro, Raffaele Spadano – stiamo cercando di organizzare un collettivo studentesco che sinora ha risposto benissimo”.

Sfilano pure le bandiere del comitato 3.32 dell’Aquila. “Sappiamo come operano le istituzioni e siamo abbastanza disillusi – dice Marco, un membro del comitato – crediamo che bisogna manifestare per fare informazione dal basso e arginare in questo modo le favole che ci propinano le istituzioni, perciò per noi è importante essere venuti qui dall’Aquila”.

C’è anche una rappresentanza della Valle Peligna. “Il problema di Ombrina non ci vede solo solidali – spiega Mario Pizzola, portavoce dei comitati cittadini per Sulmona (L’Aquila) – perché il problema ci interessa e ci tocca da vicino, visto che oltre il 50 per cento del territorio abruzzese è interessato da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. Noi, per esempio, ci stiamo battendo da 5 anni per impedire la realizzazione di un grande metanodotto che passa all’interno della regione e contro la centrale di spinta e compressione della Snam”.

Dopo essere partita intorno poco dopo le 15.30 dalla Madonnina e aver girato in corso Vittorio Emanuele e corso Umberto per poi tornare sul lungomare Matteotti, il corteo, verso le 18.30 è arrivato allo Stadio del Mare.

Qui, sul palco allestito sulla spiaggia, hanno preso la parola Antonio Onorati, “contadino laureato in economia” com’è stato presentato, Valerio Rossi Albertini, fisico del Cnr, e l’attore Domenico Galasso del gruppo “Artisti per il Matta”, che ha letto un documento condiviso da tutti gli organizzatori. Poi i microfoni sono stati ceduti alla musica di Anemamè e C.U.B.A Cabbal.

Alla sfilata era presente anche la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, che nei giorni scorsi ha presentato in Parlamento un’interrogazione orale ed un disegno di legge per modificare l’articolo 6 comma 17 del D.L.152 del 3 aprile 2006.

Con l’iniziativa in Senato si vuole chiedere nuova successiva procedura Via ovvero di limitare la possibilità di eseguire prospezioni in area marina in prossimità delle coste.

La maternità di tale proposta di modifica è stata rivendicata anche dalla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, ma la Blundo spiega che “al di là di quale sia la promotrice di tale proposta, dato che i due documenti risultano depositati nello stesso giorno, ciò che si rileva è l’attenzione e l’amore dimostrato verso il nostro territorio”.

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