TROUPE RAI AGGREDITA: COMITATO CELANO, ”SOLIDARIETA’ AD IMPRENDITORE”

9 Ottobre 2019 15:04

L'AQUILA – “Esprimiamo solidarietà alla famiglia dell'imprenditore di Carsoli, reo di aver aggredito la troupe della Rai. Essendo innocenti fino a prova contraria e non viceversa, (ma siamo in Italia), fermo restando poi che ci sia stata effettivamente l'aggressione, non ci si è fatto scrupolo all'unanimità, sia politica che sociale, a condannare prima di tutto un uomo, un padre di famiglia ed infine un imprenditore”.

Esordisce così la nota a firma del Comitato Celano Città Sicura, che prende le difese dell'imprenditore del settore petrolifero Mauro Lilli, che assieme al figlio ha, oppure a sentire il comitato “avrebbe” aggredito i giornalisti della Rai  Serena Massimini e Ennio Balducci, operatore di ripresa, a Carsoli e Oricola per un servizio sui cattivi odori che esasperano i cittadini della Piana del Cavaliere, causate dalle attività industriali. Aggressione testimoniata da immagini video. La giornalista è stata portata in ospedale dove è stato refertato uno “stato di agitazione post traumatico e ferite multiple alle mani”, per dieci giorni di prognosi. 

“La televisione e i programmi di indagine giornalistica – scrive però il comitato nella nota -, di certo sono indispensabili per portare alla luce atteggiamenti e soprusi di ogni genere ed in ogni ambito, altrimenti impossibili da far emergere e combattere. Quello che però dovrebbe lasciare un po' di perplessità è la velocità e la superficialità di giudicare e condannare un atteggiamento in soli 20 secondi di filmato. Almeno quello che gira sulle diverse piattaforme. Sicuramente un fare sospetto c'è stato da parte della troupe Rai. Sicuramente molti avrebbero reagito indispettiti nel vedersi riprendere da lontano, che sia un piccolo orticello, una stalla, un abitazione. Soprattutto se stiamo parlando di uno dei più grandi depositi petroliferi in Italia, passibili di spionaggio, di danneggiamento, di furto, di sicurezza e così via”.






“Qualche dubbio forse verrebbe spontaneo sull'atteggiamento incalzante di alcuni giornalisti – prosegue la nota – che a volte pur di inseguire lo scoop premeditato, risultano essere troppo incalzanti, poco cauti e spesso sfrontati..  Ma come Striscia la Notizia ci insegna,  per arrivare ad una aggressione ce ne vuole di tempo e pare che di tempo in quel video ce ne sia stato pochissimo. Forse i giornalisti dovevano chiedere informazioni prima di recarsi in quelle zone ed in quell'area industriale, specialmente a seguito delle aspre polemiche ed accuse delle ultime settimane e del nervosismo che queste hanno generato. Fermo restando che qualsiasi aggressione, sia verbale, sia social e soprattutto fisica, deve essere punita, specialmente quando a subirla sono donne, bambini ed anziani”. 

“Le indagini faranno chiarezza, il risarcimento farà contenti tutti.  Rimane il fatto che sarebbe corretto e nel rispetto delle parti, riflettere ed essere sicuri di ciò che realmente è accaduto, valutare il grado della cosiddetta “aggressione violenta” prima di condannare”, conclude la nota. 

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