TUMORE AL SENO: “GRAVI RITARDI PER PAZIENTI”. APPELLO AD ASL CHIETI: “TEMPI RAPIDI PER CURE”

di Azzurra Caldi

2 Marzo 2021 07:11

CHIETI – “Tempo, luogo e organizzazione sono aspetti fondamentali per la diagnosi e la cura, purtroppo, la vita è sempre più difficile per le donne, colpite da tumore del seno, che devono ricevere cure nella Asl Lanciano -Vasto- Chieti”.

Ancora una denuncia, questa volta dall’Associazione Europa Donna Abruzzo, che torna su una questione ancora irrisolta, nonostante le numerose polemiche da una parte e rassicurazioni dall’altra. Passano i giorni ma, da secondo le testimonianze dei pazienti, permane il blocco della Pet-Tac dell’ospedale di Chieti, con i malati oncologici impossibilitati ad effettuare esami in tempi certi. Dopo anni di esami sui Tir, diverse associazioni, nei giorni scorsi, hanno minacciato una denuncia in procura. L’obiettivo è una Pet-tac fissa nell’ospedale teatino dove il servizio si è anche interrotto dallo scorso 2 febbraio. Sette associazioni che si occupano dei malati oncologici e di sociale hanno deciso di unirsi nella rete “No Pet su Tir” e hanno raccolto circa 6mila firme per chiedere una Pet fissa all’interno del reparto di Medicina nucleare.

A rassicurare sul ritorno in servizio della Pet-tac, la scorsa settimana, il direttore sanitario Angelo Muraglia, ma la storia parte nel 2012, da quando la Asl ha deciso di dotarsi di una Pet-Tac in affitto “nelle more di una gara di appalto – si legge nell’esposto delle Associazioni – La Asl non ha mai provveduto a bandire la gara d’appalto per l’acquisto del tomografo. Dal 2012 a oggi, la Asl ha speso complessivamente almeno 8 milioni di euro (4 milioni per il noleggio più 4 di rimborsi per mobilità extraregionale). Una Pet di ultima generazione costa, in base al modello, da 1,5 a 2,2 milioni di euro. Si segnala, inoltre, che dal 3 febbraio a tutt’oggi, i pazienti che da mesi avevano una prenotazione per eseguire una Pet sono stati contattati per essere avvisati che l’appuntamento veniva annullato. Questa mancata erogazione del servizio è avvenuta a causa della scadenza della quarta proroga del contratto di noleggio e del mancato rinnovo. Il fatto che il contratto fosse in scadenza era cosa nota agli organi competenti che non possono invocare nessuna esimente per un comportamento negligente ed omissivo concretizzatosi in un’interruzione di un servizio pubblico essenziale volto a garantire un diritto costituzionalmente garantito del cittadino, quello alla salute”.

“Una serie di avvenimenti rallentano o interrompono il percorso di molte pazienti per le quali il tempo, il luogo, l’organizzazione sono aspetti fondamentali per la diagnosi e la cura. Chiediamo quindi un intervento immediato del direttore generale della Asl e dell’assessore alla Salute della Regione Abruzzo. Bisogna al più presto mettere in sicurezza il percorso senologico, di quel territorio, in ogni suo aspetto”, è la richiesta avanzata dalla Europa Donna-Abruzzo.

“Da tempo ci arrivano segnalazioni di disagio vissuto da coloro effettuano presso l’ospedale ‘Santissima Annunziata’ di Chieti l’esame diagnostico Pet-Tac – spiega Benedetta Cerasani, referente di Europa Donna Abruzzo – I malati devono recarsi all’esterno della struttura e salire sopra un tir dove è collocato il dispositivo. Tale situazione, già di per sé critica, dura da anni e si è ulteriormente aggravata con la sospensione del servizio per la scadenza del contratto di noleggio degli strumenti diagnostici e il conseguente annullamento degli appuntamenti. Viste le lunghe liste di attesa negli altri ospedali regionali viene consigliato alle pazienti di svolgere l’esame in Molise”.

Disservizi sono stati riscontrati anche all’ospedale “G. Bernabeo” di Ortona dove le sedute chirurgiche sono diminuite per mancanza di anestesisti: 12 unità nel 2019 contro le 4 unità di adesso. Il centro di Procreazione Medica Assistita, la Ginecologia Oncologica e la Chirurgia Generale a indirizzo Senologico sono altri reparti che hanno dovuto rallentare le sedute operatorie.

“A nostro avviso bisogna salvaguardare l’integrità della Breast Unit di Ortona in quanto è un centro di senologia certificato Eusoma – prosegue Cerasani – È una struttura sanitaria fondamentale per garantire un’assistenza multidisciplinare alle donne con tumore al seno. Risulta ancora più importante preservarne le funzionalità in questo difficile momento storico caratterizzato dalla pandemia da Covid-19”.

Per quanto riguarda l’annosa vicenda della Pet-Tac di Chieti, l’esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti della consigliera regionale M5S Sara Marcozzi è solo l’ultimo step di un percorso tortuoso e insoluto. La vicenda, ancora irrisolta nonostante le numerose sollecitazioni, è stata anche tema della lettera che l’Amministrazione comunale ha inviato alla Direzione generale proprio per avere notizie sull’iter relativo all’acquisto dell’acceleratore lineare e della Pet Tac fissa da destinare al percorso oncologico.

“Sono iter precedenti all’emergenza covid ed è necessario agire perché quando il virus sparirà, resteranno tutte le altre patologie da affrontare, al meglio e in tempi stretti”, ha ribadito in occasione di una conferenza stampa a metà gennaio  la presidente della Commissione Sanità Gabriella Ianiro.

Sempre in quell’occasione,  l’avvocato Federico Gallucci, dell’associazione La Gente d’Abruzzo, aveva evidenziato: “La tac a servizio dei laser è obsoleta, comprarne una di ultima generazione costa sui 400.000 euro, si tratta di una minima spesa rispetto a quanto si spende impiegando male le risorse, senza ottimizzare la nostra radioterapia. Cosa possibile, invece, se si vince la burocrazia, perché sappiamo che ci sono oltre 2 milioni di euro che dal Governo sono stati inviati da tempo alla Regione e alla Asl di Chieti allo scopo, grazie a un’istanza dell’onorevole Amato, ma mentre altre regioni hanno ottemperato, speso e messo in funzione i macchinari, potenziando i loro reparti, questo non è successo in Abruzzo, a Chieti. Per questo, se non avremo risposte, chiederemo anche al Prefetto di essere ricevuti e andremo oltre, anche in Procura perché i malati non possono aspettare”.

“I pazienti sbugiardano la maggioranza regionale e confermano la denuncia che abbiamo fatto pochi giorni fa – ha evidenziato qualche giorno fa la consigliera regionale Marcozzi – la Pet-Tac dell’Ospedale di Chieti è bloccata per il mancato rinnovo del noleggio del macchinario che, ricordo, si trova in un container, all’esterno della struttura, dal costo di 500mila euro annui per la sanità pubblica. Si tratta di una problematica enorme, che impedisce ai malati oncologici di avere tutto il supporto necessario, costringendoli a curarsi fuori regione. Una vergogna sulla quale Regione Abruzzo deve intervenire immediatamente”.

Infatti, ha ricordato Marcozzi, “nel Consiglio regionale del primo dicembre scorso, l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, in risposta a una mia interpellanza al riguardo, aveva affermato che era prevista l’acquisizione in proprietà di una Pet-Tac da posizionare all’interno del presidio ospedaliero. Aveva anche dichiarato, come riportato nel resoconto generale della seduta, che ‘Un presidio ospedaliero debba avere una Pet-Tac di proprietà e quindi questo è un obiettivo fondamentale che presto raggiungeremo e che sto seguendo da un po’ di mesi’.  Queste erano le promesse: la realtà a due mesi di distanza è che la Pet-Tac è inutilizzabile per un cavillo burocratico e i pazienti oncologici devono lasciare l’Abruzzo per avere le prestazioni di cui hanno urgente bisogno”.

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