TURISMO LOW CARBON E CAMERE DELLA MERAVIGLIA, A CAPORCIANO NUOVE FRONTIERE DELL’ACCOGLIENZA

INTERVISTA A CONSOLE DEL TOURING CLUB ANDREA PORTANTE IMPEGNATO A DARE NUOVA VOCAZIONE AD ANTICO PALAZZO IN RICOSTRUZIONE NEL CUORE DEL PAESE DELL'AQUILANO. "FORMULA VACANZA IN TRENO E A PIEDI VINCENTE IN NORD EUROPA, IDEALE ANCHE PER L'ABRUZZO"

di Filippo Tronca

6 Gennaio 2022 07:47

L’AQUILA – Turisti, in particolare dal nord Europa, che scendono dal treno, in una delle stazioncine lungo la ferrovia tra L’Aquila e Sulmona, e poi percorrono a piedi sentieri tra boschi incantati, prati imperlati di rugiada, campi coltivati, tra torri e castelli,  trovando ospitalità in un palazzo nobiliare nel paese medioevale di Caporciano, affacciato sull’altopiano dei Navelli,  in cui non solo si può pernottare, ma anche lì vivere esperienze che alimentano lo spirito e il corpo, godendo anche nell’osservare e toccare con mano oggetti rari e sorprendenti in mostra nella Wunderkammer, o  camera delle meraviglie.

Questa la formula a cui lavora con grande passione il 60enne Andrea Portante, console del Touring club, dirigente Rai che si occupa di palinsesto e marketing, che ha ritrovato l’amore per la sua terra d’origine, dopo tanto girovagare per l’Italia e nel mondo, che lo ha indotto ora ad aprire una attività turistica nella grande casa di famiglia, palazzo D’Alessandro, nel cuore di Caporciano, dove trascorreva le vacanze da piccolo assieme al padre, Giuseppe Portante, e la madre Ornella D’Alessandro, e per il quale è in fase conclusiva  la ristrutturazione post-sismica. Edificio che fu dimora di fedeli sudditi di re borbone Ferdinando IV, ricco di affreschi di interesse storico, dove c’è anche il locale che un tempo ospitava la farmacia del paese. Qui si confezionava e si distribuiva lo zafferano prodotto nei terreni di famiglia.

Da esperto del turismo e del mondo della comunicazione quale è Andrea Portante non ha dubbi sulla formula  su cui puntare e che potrebbe fare scuola, quello del cosiddetto “low carbon tourism”, che molta fortuna sta avendo in nord Europa, e che è stata indicato come ottimale modello anche in occasione del COP26  di Glasgow a novembre scorso, nel corso del quale è stato approvato il  “Net Zero Roadmap for Travel and Tourism”, un piano ambizioso  per accelerare la transizione anche nel comparto turistico verso “soluzioni aziendali circolari e low-carbon, per creare nuove opportunità nella produzione di energia e dimezzare le emissioni dei trasporti entro il 2030 e per integrare soluzioni basate sulla natura nelle loro attività”.

Un obiettivo che a Caporciano, ha ragionato Andrea Portante, può essere realizzato anche ben prima del 2030.

“In attesa di poter partire con il completamento del restauro e funzionalizzazione del palazzo -, spiega Portante ad Abruzzoweb -, ho ospitato studenti e docenti dell’Università di Berlino, impegnati in progetti di ricerca antropologici, e il confronto è stato molto fecondo anche sul modello del turismo a bassa emissione, che è uno dei trend più promettenti, in particolare nei paesi scandinavi. Qui si potrebbe far leva sulla splendida tratta ferroviaria che attraversa la vicina media valle dell’Aterno e valle Subequana e sulle reti sentieristiche, per turisti che arrivati da Pescara o da Roma, possono raggiungere la loro meta con un basso impatto ambientale, spostandosi in treno, e poi a piedi o anche in mountain bike e a cavallo, una volta scesi in una delle piccole stazioni lungo la valle”.

Tra i luoghi che potranno fare da fulcro di questo flusso turistico appunto palazzo D’Alessandro, e già Portante sta raccogliendo oggetti sorprendenti che raccontano non solo il passato di questa terra, ma quanto è bello e vario l’ingegno artigianale e del design nell’intero mondo, da mettere in mostra in una “wunderkammer”, in italiano “camera delle meraviglie” o anche “gabinetto delle curiosità”,  ispirandosi ad un fenomeno in voga  a partire dal ‘500 e che ha avuto grandiosi esempi nei palazzi di Rodolfo II d’Asburgo, dei Gonzaga di Mantova, di Federico Augusto il Forte, principe elettore e re di Polonia, di Anna Maria Luisa de’ Medici.

“L’idea è non trasformare il palazzo D’Alessandro in un albergo – spiega Portante -, ma in un bed&breakfast di alto livello che sia al tempo stesso casa-museo e centro propulsore di cultura e socialità, a beneficio di tutto il paese e il territorio. Per questa ragione si potranno organizzare soggiorni tematici ed esperienziali, per godere della bellezza di boschi in autunno, quello che ora viene chiamato foliage, o anche la ricerca di erbe commestibili, di cui ricchissime sono queste montagne, corsi per imparare a fare la pasta e il pane, proporre itinerari d’arte, creare in particolare percorsi alla scoperta delle capanne a tholos in pietra, numerose in questa terra, ma poco valorizzate”.

E poi se dovesse piovere, sarà sempre possibile per gli ospiti trascorrere il tempo casalingo nella wunderkammer.

“E’ un aspetto a cui tengo molto, che reputo vincente. Tra gli oggetti che ho già selezionato c’è un pezzo di legno con cinque fori sparati nel 1799 dai soldati francesi contro il palazzo i cui proprietari erano di fede borbonica, un pezzo di filo spinato del campo di prigionia di  Mauthausen dove fu rinchiuso mio nonno, durante la prima guerra mondiale, reperti archeologici di epoca italica e romana, trovati nei campi qui intorno, e  ancora vecchi modelli di computer, frammenti di ceramica di varie epoche, pipe in terra cotta del 600 e altri frammenti trovati con la bassa marea sulle sponde del Tamigi, con la bassa marea, bustine dello zafferano degli anni ’30 ad uso medicinale, diplomi liberty, e documenti della battaglia del grano degli anni 30′, una quadreria con la collezione di famiglia, e tanto altro ancora, con l’obiettivo di unire tradizione e innovazione contemporanea”.

Allargando lo sguardo, Andrea Portante spiega infine che “questi modelli di offerta turistica funzionano,  ma occorre anche riuscire a creare relazioni e sinergie con il territorio, aspetto che in Abruzzo spesso è mancato, ma constato che la qualità dell’offerta sta crescendo, la professionalità aumenta. Al di là della formula del low carbon, resta nelle aree interne il problema dei trasporti, senza automobile è difficile potersi muovere, le corse degli autobus sono in numero insufficiente,   e potrebbe essere un’idea quella di creare reti di mobilità condivisa, di car sharing, o un servizio di trasporto automobilistico privato come Uber”.

Infine mette in guardia il console del Touring club, “il valore aggiunto delle aree interne abruzzesi, è il paesaggio rurale e urbano che si è salvato dall’ondata di cementificazione del dopoguerra. Il segreto del successo di Santo Stefano di Sessanio, risiede proprio in questo, nell’essere incastonato in un territorio incontaminato. Un tesoro che dobbiamo difendere, se vogliamo costruire una offerta turistica davvero competitiva a livello globale”.

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