TURISMO, RISCOSSA PER L’ABRUZZO INTERNO:
GLI OPERATORI, ”STAGIONE DA RECORD”

Autore dell'articolo: Mariangela Speranza

24 Agosto 2020 09:30

L'AQUILA – Molte prenotazioni dal nord Italia e soggiorni più lunghi rispetto al passato. 

A registrarlo i ristoratori, gli albergatori e gli operatori turistici dell'Aquilano che hanno tenuto aperta la propria attività nelle settimane più calde di agosto. In barba alle previsioni dei mesi scorsi che, a fronte delle problematiche legate al covid e al conseguente lockdown, davano per spacciata una bella stagione caratterizzata invece da un generale aumento di presenze rispetto agli anni passati e, soprattutto a ridosso delle aree montuose e dei borghi d'altura, di un vero e proprio boom di visitatori. 

Come spiega ad Abruzzoweb Fabiano Accatino, titolare dell'albergo Campo Felice, situato in località Casamaina di Lucoli (L'Aquila), “i dati delle ultime settimane parlano di prenotazioni e conseguenti tassi di occupazione altissimi”.

“I turisti scelgono le nostre zone principalmente per viaggi itineranti o per il fenomeno dello stop over, fermandosi quindi per una sosta tra una tappa e l’altra di un percorso – dice -. Parliamo principalmente di gruppi di motociclisti e famiglie provenienti da regioni come la Lombardia, l'Emilia Romagna e la Toscana che, piuttosto che fermarsi solo per un weekend, come sempre accaduto in passato, quest'anno hanno deciso di rimanere in Abruzzo per qualche giorno in più e godere appieno delle bellezze paesaggistiche delle nostre zone”

Un flusso continuo quindi che, prosegue lo stesso Accatino, con molta probabilità durerà “anche nel corso delle prossime settimane”. 

“Superato il giro di boa del Ferragosto, la maggior parte delle strutture alberghiere, compresa la mia, sta ancora registrando il quasi tutto esaurito e sarà così almeno fino ai primi di settembre”.

Il dato più incoraggiante riguarda inoltre le tariffe, che non hanno subito particolari ribassi e l'esiguo numero di famiglie che ha deciso di usufruire del bonus vacanze.

“Parliamo di circa il 15 per cento di ospiti – prosegue il titolare dell'Hotel Campo Felice – segno che quella aquilana è una vacanza di valore e i clienti sono ancora disposti a pagare il prezzo pieno di una stanza per il loro soggiorno”. 






Dare una spiegazione a questo afflusso non è però semplice come sembra. Il 2020 è in generale un anno difficile da leggere, ma di certo senza una adeguata gestione della comunicazione e della pandemia questi numeri non sarebbero mai arrivati. Non è di contro da escludere che in questo momento storico si preferiscano le località medio piccole e la natura incontaminata della regione più verde d'Europa rispetto a quelle più blasonate e gettonate. 

“La nostra soddisfazione è in ogni caso palpabile”, aggiunge il titolare del Country House Al Faraone, situato a Poggio Picenze (L'Aquila), Mattia Faraone che spiega inoltre come, per fronteggiare gli afflussi turistici, “sia stato necessario organizzarsi in modo del tutto diverso rispetto alle estati precedenti al covid”. 

“Abbiamo tutti fatto in modo da dotarci di specifiche apparecchiature per la sanificazione dei locali, sia al momento dell'arrivo che della partenza degli ospiti che decidono di prenotare da noi – spiega – e per tutto il 2020, visto che in base alle direttive nazionali a tutti i gestori è vietato allestire buffet, permetteremo di scegliere o meno di usufruire del servizio colazione a tutti i clienti che decideranno di prenotare da noi”. 

Clienti che, spiega lo stesso Faraone, arrivano principalmente dal nord e che, come avveniva già nel 2008, “quest'anno preferiscono prenotare per intere settimane piuttosto che soggiornare solo per i weekend”.

Stesso trend anche nei borghi a ridosso del Gran Sasso, dove si è registrato un vero e proprio boom di turisti sin dai primi mesi estivi. A confermarlo gli stessi operatori. Tra questi Davide D'Angelo, gestore dell’info point di Castel del Monte (L'Aquila).

“Già con la fine del lockdown – dichiara – le vie del paesino si sono riempite e molti dei turisti hanno addirittura deciso di prenotare le visite guidate all'interno dei nostri musei diffusi, nonostante gli ambienti angusti e le misure imposte dall'emergenza covid. In agosto l'affluso è inoltre aumentato esponenzialmente e, nonostante sia ancora presto per tirare le somme, posso confermare con certezza di aver lavorato molto di più rispetto agli anni passati”.

Di “andamento da infarto” parla infine Roberta Ianni, guida turistica che gestisce il centro visite del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga a Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila)

“Di movimento ce n’è tanto e, per la prima volta, ci ritroviamo a lavorare con molti turisti che vengono dal nord, che in una situazione normale avrebbero prenotato le vacanze sulle Alpi e che invece quest’anno hanno deciso di trascorrerle in Abruzzo. Il che è positivo, visto che abbiamo recuperato il lavoro andato perso a causa della pandemia, ma c'è anche il risvolto della medaglia: l'Abruzzo non è ancora pronto ad accogliere tutte le persone che sono arrivate ed è difficile riuscire a gestire la situazione singolarmente. Ecco perché a mio avviso, soprattutto in alcune situazioni, sarebbe stato necessario potenziare maggiormente i controlli, in modo da evitare il sovraffollamento e lo snaturamento dei nostri paesaggi fino a qualche mese fa incontaminati”, conclude.

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