UCRAINA: AL VIA REFERENDUM IN ZONE OCCUPATE, “UNA FARSA”, RUSSI IN FUGA DALLA GUERRA DI PUTIN

23 Settembre 2022 08:42

L'Aquila - Cronaca

ROMA – Le agenzie di stampa russe hanno annunciato questa mattina l’avvio dei referendum sull’annessione alla Federazione di alcune zone dell’Ucraina controllate in tutto o in parte da Mosca.

Le votazioni si terranno fino al 27 settembre nelle regioni separatiste filorusse di Donetsk e Lugansk (a Est) e nelle aree occupate dai russi di Kherson e Zaporizhzhia (a Sud), nel contesto dell’offensiva militare di Mosca contro l’Ucraina.

Lunghe code si sono formate nella notte al confine tra Russia e Georgia, secondo quanto riferisce la Bbc, che mostra anche le immagini di file interminabili di auto con a bordo soprattutto uomini russi che stanno tentando di lasciare il Paese per evitare l’arruolamento forzato per la guerra in Ucraina.

Il Cremlino afferma che le notizie sulla fuga di uomini in età da coscrizione sono esagerate, ma alcuni testimoni hanno stimato che la coda di auto al checkpoint di Upper Lars fosse lunga circa 5 chilometri, mentre un altro gruppo ha affermato che ci sono volute sette ore per attraversare il confine.

Intanto Kiev e l’Occidente hanno definito le votazioni una “farsa”.

“Gli occupanti russi hanno organizzato gruppi armati per circondare le abitazioni e costringere le persone a partecipare al cosiddetto ‘referendum’. I cittadini sono stati minacciati: “coloro che non parteciperanno alla votazione verranno automaticamente licenziati dal lavoro”. “Le autorità hanno vietato alla popolazione locale di lasciare la città tra il 23 e il 27 settembre (date in cui si tiene il referendum di annessione alla Russia)”, ha riferito il governatore ucraino in esilio di Lugansk Sergey Gaidai, riportato dal Guardian.

“Per motivi di sicurezza”, nei primi quattro giorni di referendum la popolazione delle quattro regioni sarà invitata a votare vicino alle proprie abitazioni, piuttosto che ai seggi elettorali, oppure saranno effettuati dei giri presso le abitazioni dei cittadini, spiega l’agenzia di stampa statale russa Tass.

Oggi sono stati aperti i seggi elettorali per i rifugiati in diverse città russe. La Commissione elettorale centrale della regione di Kherson prevede che circa 750mila persone parteciperanno alle votazioni, con mezzo milione di persone registrate come elettori nella regione di Zaporizhzhia. Le schede elettorali per il referendum sono state stampate per 1,5 milioni di elettori della dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk (Rpd). Per i residenti della Rpd sono disponibili 450 seggi elettorali nella Repubblica e più di 200 in Russia.

La Commissione elettorale centrale della Rpd ha aperto 461 seggi elettorali nella Repubblica e 201 in Russia. Secondo la Regione di Zaporozhzhia, sono stati istituiti 394 seggi elettorali nella regione e altri 102 in Russia. I cittadini della Regione di Kherson possono esprimere il proprio voto in una qualsiasi delle otto commissioni elettorali territoriali o 198 locali, oppure possono farlo in Crimea, a Mosca o in altre città russe.

La comunità internazionale ritiene il voto referendario “illegittimo”, e anche la Cina si è espressa contro. Il mondo non riconoscerà né il voto né la probabile dichiarazione di annessione da parte del Cremlino, ma a spaventare sono le possibili ripercussioni sul conflitto in Ucraina.

Un uomo in coda in età da chiamata alle armi, che non ha voluto dire il suo nome, ha detto a un reporter della BBC di aver preso il passaporto e di essersi diretto al confine senza neanche fare le valigie subito dopo l’annuncio del presidente Putin.

“Mi spezzerò un braccio, una gamba, qualsiasi cosa pur di evitare di partire”, ha detto.

Un aumento del traffico si è registrato nella notte anche al confine con la Finlandia, che condivide un confine di 1.300 chilometri con la Russia ma richiede un visto per l’ingresso.

Secondo rapporti dell’Isw (Istituto per lo studio della guerra) e del Guardian, le autorità russe avrebbero già iniziato a infrangere i loro impegni di limitare la coscrizione a uomini con esperienza militare e di non arruolare studenti russi.

Filmati pubblicati fuori dalla Russia mostrano la polizia militare che ritira gli studenti dalle lezioni per la mobilitazione.

“L’approccio pesante del Cremlino alla mobilitazione sta suscitando rabbia e sfiducia nell’opinione pubblica in tutta la Russia”, scrive Isw.

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