UN ALBERO PER IL FUTURO: OLTRE 100 INIZIATIVE TRA ABRUZZO E MOLISE

18 Novembre 2021 16:08

Regione - Cronaca

L’AQUILA – Promuovere la cultura dell’ambiente e la valorizzazione degli alberi quali componenti essenziali dell’ecosistema naturalistico.

Questo lo scopo della tradizionale “Giornata nazionale degli Alberi” che ha sostituito la “Festa dell’Albero”, celebrata per la prima volta in Italia nel lontano 1898 su iniziativa dell’allora ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli, e che si svolgerà i prossimi 20, 21 e 22 novembre.

L’evento è caratterizzato da molteplici iniziative che si svolgeranno, in questi giorni, in tutto il territorio delle Regioni Abruzzo e Molise, nell’ambito del progetto nazionale “un albero per il futuro”, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica e dal C.U.F.A. dell’Arma dei Carabinieri, e che vede direttamente coinvolta la specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri attraverso le sue articolazioni territoriali (che svolgeranno attività di divulgazione naturalistica), unitamente a Regioni, Enti locali, le principali istituzioni pubbliche, le scuole.

Nelle sole due Regioni di Abruzzo e Molise verranno “messe a dimora” 256 piantine, assommanti a circa una quarantina di specie differenti (arboree e non arboree)distinte per le specifiche fasce di compatibilità fitoclimatica, in 106 diverse manifestazioni locali (presso parchi, giardini pubblici, scuole, sedi istituzionali varie, ecc.).

La Città dell’Aquila risulta particolarmente coinvolta in questa iniziativa, che si terrà nella sede del Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), custode privilegiato dell’arte secolare abruzzese, proprio per sottolineare il fatto che la “Giornata Nazionale degli Alberi” rappresenta non solo un importante evento culturale ma soprattutto un concreto contributo alla lotta al cambiamento climatico, di cui sono testimoni la recente istituzione del Ministero della Transizione Ecologica oltreché il già definito Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza adottato dal Governo (P.N.R.R.).

Gli alberi, infatti, oltre ad essere laboratori naturali di biodiversità, sono formidabili assorbitori di anidride carbonica: si calcola infatti, che le foreste italiane riescano a stoccare ogni anno oltre 45 milioni di tonnellate di CO2, che rappresenta senz’altro il principale gas serra presente nell’atmosfera terrestre.

Di non minore importanza è anche la loro fondamentale funzione preventiva nella lotta al dissesto idrogeologico, che causa ogni anno ingenti danni provocati da frane, smottamenti e dilavazioni: si pensi, a titolo di esempio, che un solo ettaro di bosco può trattenere fino a 5.000 m3 di acqua, mentre un ettaro di terreno nudo è in grado di trattenerne solo 500 m3.

La lotta al cambiamento climatico, condotta attraverso la collocazione di alberi in situ, è anche al centro di un importantissimo e specifico Progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale e per la tutela e valorizzazione del verde urbano (ed extraurbano)previsto dal P.N.R.R., e promosso dal Ministero della Transizione Ecologica insieme all’ISPRA, al CUFAA dell’Arma dei carabinieri, all’ISTAT, CIRBISES ed altri Enti.

Questo progetto prevede una serie di azioni su larga scala, mirate a preservare la biodiversità, contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle aree metropolitane, recuperare i paesaggi antropizzati e frenare il consumo del suolo.

In tale quadro, è specificamente previstala realizzazione di 6.600 Ettari di “foreste urbane” in 14 città metropolitane italiane, con 6.6milioni di alberi da piantare in 5 anni con un finanziamento di € 330 milioni.

In questo contesto si inserisce anche il Progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale, denominato“Un albero per il futuro”,promosso sempre in collaborazione con il Mi.T.E., che prevede la messa a dimora anche nelle scuole italiane di circa 50.000 piantine nel triennio 2020-2022.

A tutt’oggi sono quasi 1.000 gli Istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa, condividendo un percorso didattico sulla fondamentale e consapevole importanza che gli alberi rivestono nella lotta ai cambiamenti climatici e per la conservazione ambientale, con il supporto tecnico dei Carabinieri Forestali (in particolare dei Reparti della Biodiversità, presenti sul territorio italiano).

Le piantine, una volta messe a dimora, saranno geolocalizzabili sul sito www.unalberoperilfuturo.rgpbio.it dove, attraverso un algoritmo, viene calcolato in tempo reale il quantitativo di CO2 che ogni pianta assorbe, contribuendo con ciò al contenimento dell’inquinamento ed alla lotta ai cambiamenti climatici.

Nel medesimo alveo si inserisce l’ulteriore iniziativa denominata l’”Albero di Falcone”.

Questo speciale albero, presente di fronte alla abitazione palermitana del giudice ucciso dalla mafia nel 1992, mantiene oggi il suo altissimo valore di monumento civile, luogo di memoria e monito al valore della legalità.

In accordo pertanto con la Fondazione Falcone, il Comune e la Soprintendenza ai Beni Ambientali di Palermo, le talee prelevate dal famoso albero (della specie Ficus macrophillacolumnarismagnoleides)sono state coltivate presso il  moderno Centro Nazionale Carabinieri per la Biodiversità Forestale di Pieve Santo Stefano (AR) ove, dopo complesse procedure di laboratorio, è stato possibile portarne sinora a radicazione circa 1.000 aventi lo stesso genoma dell’originaria pianta madre.

L’offerta di specie vegetali autoctone, da consegnare agli studenti, si arricchisce pertanto di un prezioso albero, simbolo dell’impegno delle Istituzioni per l’affermazione del valore della legalità, da donare alle scuole o agli Enti che ne faranno richiesta.

Al momento sono oltre 300 gli istituti scolastici italiani che hanno aderito.

La consegna delle prime 100 “piantine di Falcone” avverrà nel corso di una manifestazione organizzata a Palerm oil 20novembre prossimo, nell’aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, che potrà essere seguita anche online.

Con la riflessione che evoca l’Albero di Falcone, quale simbolo di legalità e di lotta alla criminalità, si intende dunque contribuire ad incrementare la consapevolezza – nelle nuove generazioni – sull’indispensabilità dell’impegno sociale e della salvaguardia ambientale.

 

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