LA STORIA DELL'ARTISTA THOMAS TODD, CHE NEL BORGO MEDIOEVALE AQUILANO HA AVVIATO UN PROGETTO PER ATTRARRE CREATIVI DA TUTTO IL MONDO, ''E' POSTO GIUSTO PER CREARE QUALCOSA DI BELLO''

UN AMERICANO EMIGRATO A FONTECCHIO QUANDO L’ABITARE E’ UNA FORMA D’ARTE

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

15 Agosto 2020 07:00

L’AQUILA – “Ma tu di chi sei figlio?” Questa la prima e abissale domanda che un anziano del paese ha rivolto a Todd Brown che si aggirava tra vicoli, archi e piazzette medioevali di Fontecchio, lungo la verde valle dell’Aterno. E ha destato compiacimento in quel vecchietto, la risposta dello strano forestiero, che ha spiegato di essere un artista americano, che ha deciso di prendere casa e venire a vivere nel suo paese semplicemente perché “questo è il luogo giusto per creare assieme ad altre persone qualcosa di bello”.

In direzione ostinata e contraria rispetto ad un secolare flusso di uomini e speranze che hanno svuotato con l’emigrazione oltre oceano le montagne del centro Abruzzo. 

Per dedicarsi ad un progetto che intende fare di Fontecchio una residenza d’artisti, pronti ad emigrare controcorrente come lui, da tutto il mondo.

A Fontecchio Todd è arrivato per caso, un anno fa, dopo aver conosciuto Raffaello Fico, attuale titolare dell'Usrc, l’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni colpiti dal terremoto del 2009, che gli aveva illustrato durante una di quelle serate in cui fai le ore piccole a chiacchierare dell’universo mondo, il problema rappresentato da una ricostruzione post-sismica entrata a regime, che sta restaurando e riportando, in tanti piccoli paesi, alla loro originaria bellezza un gran numero di edifici, anche sismicamente sicuri, che però rimangono poi troppe volte vuoti e inutilizzati.

Todd di Fontecchio si è subito invaghito, ha preso in affitto una piccola abitazione in una viuzza del cuore del borgo, per sé, e poi il grande edificio nella piazza principale, con vista sulla splendida fontana trecentesca impreziosita da una lanterna ottagonale a finestrelle gotiche. In quel palazzo, ridenominato “Fontecchio International Airport”, già sono disponibili e arredate a tutto punto numerose camere per ospitare altri artisti, un laboratorio, e spazi per realizzare le varie attività.

“Sono originario di Brandon – spiega Todd –un piccolo centro circa 4 mila abitanti nel Vermont e che come qui ha problemi di spopolamento. I giovani vogliono andare via, nelle metropoli, dove ci sono opportunità, o credono che ci siano. Il commercio on line, che negli Stati Uniti è un fenomeno molto più grande e pervasivo, rispetto all’Europa, ha decretato la fine di piccole attività commerciali. Però Brandon, grazie all’arte e alla cultura sta ritrovando una vocazione, ci è andato a vivere un cantante lirico di Boston con la sua famiglia, e ora organizza un festival che si svolge in fienili abbandonati, altri ragazzi hanno avviato con successo la produzione di birre artigianali”.

A seguire Todd in questa avventura abruzzese, intanto, Allison De Lauer, poetessa californiana, che ha appena preso casa nella piccola frazione di San Pio, altro gioiello di architettura medievale, per la quale la ricostruzione ha rappresentato un’occasione irripetibile di restauro, valorizzazione e messa in sicurezza sismica.

Stanno trascorrendo l’estate a Fontecchio, ospiti di Todd, gli artisti Marc Hors, di Barcellona, e la cilena Indira Urrutia.

Solo due dei 35 artisti di tutto il mondo che hanno contribuito, inviando le loro opere, e testimonianze scritte, alla prima mostra, organizzata nel Fontecchio International Airport, intitolata Passages, che sarà visitabile fino a ottobre.

A sostenere Todd il sindaco Sabrina Ciancone, tenuto conto che la sua intraprendenza condivide in pieno lo spirito del progetto Casa e bottega, portato avanti dall’amministrazione comunale, e che è pronto raccogliere i frutti di una lunga e non facile gestazione: sarà a breve ufficiale l’elenco delle abitazioni, in buona parte seconde case, con annessi spazi da adibire a laboratori e uffici, che i proprietari sono disposti ad affittare per periodi lungi a prezzi calmierati, a giovani che intendono venire a vivere e svolgere attività a Fontecchio. Già definiti gli accordi con la Cna, Confcooperative, e Unipol sai, che dovranno sostenere e affiancare in particolare start up che potranno godere degli incentivi previsti dalle normative regionali e nazionali. Garantendo anche assistenza tecnica e fiscale.

Avevamo comunque lasciato Todd nella sua piccola Brandon.






“Ad un certo punto ho deciso di andare via – prosegue a raccontare -, sono andato a San Francisco dove assieme ad altri artisti, ho creato spazi materiali d’incontro e creazione, che è cosa ben diversa da una galleria, da un museo. L’obiettivo, riuscito, è stato quello di creare relazioni di amicizia e intimità, e poi ovviamente collaborazioni artistiche, contaminazioni di generi e linguaggi. Per questo approccio una parola chiave è ‘discorso culturale’, ovvero una costante conversazione dinamica sull’idea dell’arte e del mondo, su temi di attualità. Altro elemento è racchiuso nelle parole ‘ritorno’ e 'circolarità': creare un luogo che grazie al continuo flusso di energie, sia capace di autoalimentarsi, di perpetuarsi e rinnovarsi, perché non legato solo ad alcune individualità e leader. L’arte per me è tutto questo percorso, questo circolo, non e solo l’opera appesa ad un muro, è il luogo dove accade l’arte che deve essere un capolavoro”.

E infatti quei luoghi d’arte continuano a prosperare anche se uno dei fondatori, Todd, ha deciso ad un certo punto di andare via, di attraversare senza una meta precisa l’Atlantico, incontrando l’amore a Napoli, “splendida e affascinate città, ma con troppo rumore e poca natura”.

Poi l’incontro in una visita a L’Aquila con il titolare dell’Usrc Fico. 

“Con lui è stato un dialogo molto interessante: io artista, lui ingegnere, due figure che di soliti si guardano reciprocamente con sospetto. Dalla sua dettagliata cronaca di quello che si è fatto qui in Abruzzo dal terremoto del 2009, credo di aver capito che come in undici anni si sia pensato solo a ricostruire edifici, ma manca l’energia per riabitarli per davvero. Grazie a quella conversazione ho sentito una chiamata, ho compreso che il destino mi portava qui. C’era una continuità con la mia Brandon, con San Francisco, con la mia idea di residenzialità artistica e questo luogo. Mi fido molto delle emozioni. E ho deciso di venire a vivere a Fontecchio, dopo che Fico mi ha messo in contatto con il sindaco che è stata molto accogliente e disponibile”.

Todd, che può vantare una importante rete di relazioni internazionali, e in particolare negli Stati Uniti, si è subito messo al lavoro per proporre ad artisti ed intellettuali di valutare questa opportunità, potendoli intanto ospitare nella Fontecchio international airport. A bloccare tutto sul nascere l’epidemia del coronavirus, che ironia del destino ha colpito duramente anche il suo Paese, tanto che le frontiere tra ed Europa e Usa sono ad oggi chiuse.

“Tanti miei amici artisti mi dicevano ‘ma che ci vai a fare a vivere a Fontecchio, o anche a L’Aquila, ‘lì non c'è niente’, e sei ‘fuori dal giro’. E anche le persone di qui mi ha detto ‘’ma che ci sei venuto a fare’. In effetti suona strano che un americano emigra in Abruzzo, nella storia di questa terra è avvenuto sempre il contrario”.

Ma poi spiega, “Le persone d’oltre oceano sono già entusiaste, e gli amici italiani hanno cambiato idea sulla mia scelta, solo apparentemente eccentrica, quando gli ho spiegato che qui l’affitto mensile di una casa costa quanto il conto di una cena in un ristorante di basso livello di San Francisco, che vivi in mezzo ad una natura incontaminata, e nella pace, che alimenta in maniera fantastica la tua creatività, che c’è un progetto più ampio. Gli ho spiegato la bellezza di un piccolo negozio e di bar di paese, dove non c’è solo un anonimo e freddo scambio di merci e denaro, ma anche di relazioni umane e di calore. Gli ho spiegato che le persone sono accoglienti, ti incoraggiano, hanno bisogno di vitalità, si rendono conto che occorre fare qualcosa per ripopolare il paese. Gli ho anche spiegato che per un americano come me vivere in un paesino medievale non è una cosa banale. E che non è vero che sei fuori da giro, con internet puoi essere connesso con il mondo, portare avanti lo stesso le tue attività professionali, come se vivessi in una metropoli”.

E' fatto non banale, poi che alcuni turisti abruzzesi che stanno riscoprendo le aree interne in questa fase di rischio covid, che limita spostamenti verso altre mete, abbiano trovato proprio in Todd l'americano, la loro guida all'interno del paese, che diede i natali a metà '500, tra le altre cose, al grande architetto, matematico ed erudito Girolamo Pico Fonticulano. Paese che resistette agli assedi delle soldataglie di Braccio da Montone, e poi dei Vicerè spagnoli. E che ora, se vuole avere un futuro, non deve invece arroccarsi, ma spalancare le porte al mondo. 

“Gli anziani del paese mi raccontano con nostalgia quando questi vicoli, ora deserti per buona parte dell’anno, erano pieni di bambini che giocavano- racconta Todd -. Io che credo nei sogni, sono un ottimista, penso che sia possibile far tornare i bambini nei vicoli, ma devi andare nella direzione opposta di modelli di sviluppo locale incentrati solo sul turismo mordi e fuggi, sui B&b, che pure hanno la loro importanza. Occorre alimentare un fuoco, attivare una forza gravitazionale che porti le persone a vivere qui tutto l’anno. E assicuro che per me già è stato un buon affare aver fatto questa scelta. In America si dice che il tempo è denaro. Io dico che invece il tempo vale molto più del denaro. In altri luoghi il costo della vita è altissimo, e un artista è costretto a fare cose che non vorrebbe mai fare per poter sopravvivere. Fontecchio mi ha restituito il piacere di essere padrone del mio tempo. Agli artisti il mio invito è venire qui, per scendere dalla ruota dentro la quale anche io talvolta ho dovuto correre come un criceto, senza andare in nessun luogo”.

 

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