UN ANNO FA PRIMO CASO COVID IN ITALIA, 95.235 I MORTI; MATTARELLA, “INVESTIRE IN SANITA'”

20 Febbraio 2021 11:19

Il giorno dopo, il 21 febbraio, si registrava il primo morto. Una lunga scia di vittime che, ad oggi, ha raggiunto quota 95.235. Dodici mesi di provvedimenti, restrizioni e lockdown. In Italia i casi
di Covid sono stati 2.780.882, di cui 382.448 attualmente positivi.

L’Abruzzo ha pianto 1.608 persone decedute, 50.204 le persone contagiate.Ed oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, in occasione della prima Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato ha detto che “il nostro sistema sanitario nazionale, pur tra le tante difficoltà, sta fronteggiando una prova senza precedenti e si dimostra più che mai un patrimonio da preservare e su cui investire, a tutela dell’intera collettività. Per queste ragioni rivolgo, a nome di tutti gli Italiani, un saluto riconoscente a tutto il personale sanitario ed esprimo commossa vicinanza ai familiari dei caduti per la salvaguardia della salute di tutti noi costituisce una importante occasione per rinnovare la più profonda riconoscenza del Paese verso tutti coloro che con professionalità e abnegazione si sono trovati, e tuttora si trovano, in prima linea nel fronteggiare l’emergenza pandemica che, a distanza di poco più di un anno dalla sua comparsa, ancora ci affligge”.

“Fin dall’inizio della diffusione del virus, il personale sanitario si è dimostrato all’altezza di una minaccia di così vasta portata, impegnandosi al meglio, con tutti gli strumenti a disposizione, al fine di evitare che l’epidemia precipitasse in una catastrofe irreversibile. È stato un impegno contrassegnato da difficoltà e sofferenze: moltissimi operatori hanno contratto il virus e tante sono le vittime che abbiamo dovuto piangere tra medici e infermieri. Soprattutto a loro va dedicata questa Giornata”, si legge ancora nel messaggio.

“Il prolungarsi della pandemia produce drammatiche conseguenze, segnando di dolori e lutti le nostre comunità e innescando una crisi economica e sociale di grave portata. Antichi squilibri sono aumentati, nuove fratture si sono prodotte. E’ necessaria un’azione coraggiosa per ricucire quel che si è lacerato e per rinnovare ciò che è utile a costruire un domani migliore”, conclude il presidente della Repubblica.

Ad un anno dalla prima diagnosi di Covid in Italia il fisico Giorgio Parisi traccia per l’Ansa un bilancio e indica la direzione da prendere per evitare alcuni degli errori fatti nella gestione di questa pandemia.

“L’Italia non sta peggio di alti Paesi: è un problema comune – dice Parisi -. Si sono fatti diversi errori, come un senso di sicurezza inziale di poter bloccare la malattia. Il fatto è – rileva – che in Italia e in altri Paesi non si è deciso di fare l’unica misura sensata, ossia i test molecolari su tutte le polmoniti virali”.

C’è stata quindi, aggiunge, “una sottovalutazione” che ha portato molti Paesi, compresa l’Italia, ad agire “con una-due settimane di ritardo”, probabilmente dettata dalla “tendenza ad aspettare a prendere misure impopolari senza che sembrassero necessarie”.

Ma “se si aspetta che l’epidemia si estenda diventa tardi. Se avessimo puntato di più sulla ricerca avremmo avuto meno problemi”. Il problema è che “ci si è illusi su tante cose: i vaccini sono stati presi un po’ sottogamba, pensando solo alla vaccinazione e non al richiamo, e così le mutazioni, perché se è vero che il SarsCoV2 è un virus che muta poco, è anche vero che più si diffonde e più muta, come fanno tutti i virus”.

Inoltre “su tutte le crisi ci sono stati ritardi, dalle decisioni sul lockdown ai sequenziamenti genetici, dei quali si parla da giugno e che solo adesso, forse, si riusciranno a fare sotto la spinta delle varianti. Se avessimo cominciato anche solo a gennaio, quando le varianti erano meno diffuse, sarebbe stato meglio”.

 

“Fin dall’inizio della diffusione del virus, il personale sanitario – ricorda il capo dello Stato – si è dimostrato all’altezza di una minaccia di così vasta portata, impegnandosi al meglio, con tutti gli strumenti a disposizione, al fine di evitare che l’epidemia precipitasse in una catastrofe irreversibile. È stato un impegno contrassegnato da difficoltà e sofferenze: moltissimi operatori hanno contratto il virus e tante sono le vittime che abbiamo dovuto piangere tra medici e infermieri. Soprattutto a loro va dedicata questa Giornata”.

“Il nostro sistema sanitario nazionale, pur tra le tante difficoltà, sta fronteggiando una prova senza precedenti e si dimostra più che mai un patrimonio da preservare e su cui investire, a tutela dell’intera collettività. Per queste ragioni – conclude Mattarella – rivolgo, a nome di tutti gli italiani, un saluto riconoscente a tutto il personale sanitario ed esprimo commossa vicinanza ai familiari dei caduti per la salvaguardia della salute di tutti noi”.

“Abbiamo il dovere di proteggere i nostri operatori sanitari, come fondamento per la sicurezza delle cure. Per questo la vaccinazione dei medici e degli operatori sanitari rappresenta il dispositivo di protezione individuale più efficace” ha detto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, alla cerimonia per la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socio assistenziale e del volontariato, in memoria dei medici e degli odontoiatri scomparsi per Covid 19, durante la quale ha ringraziato “i parlamentari e tutte le forze politiche per aver voluto istituire quale solennità civile questa giornata”.

La pandemia, ha aggiunto Anelli, “ha messo in luce e amplificato carenze e zone grigie preesistenti nel nostro Servizio sanitario nazionale, frutto di decenni di tagli lineari e di politiche alimentate da una cultura aziendalistica che guardava alla salute e ai professionisti come costi su cui risparmiare e non come risorse sulle quali investire. Carenze nella sicurezza che hanno portato molti medici a contagiarsi, alcuni a pagare con la vita il loro impegno”, ha sottolineato.

“Sono circa 2 milioni e mezzo le persone guarite dal Covid grazie anche al fondamentale contributo di tutti gli operatori della sanità in una pandemia che ha fatto fermare il mondo e che continua a mietere vittime sia tra la popolazione che tra i medici. A oggi sono purtroppo 326 i colleghi deceduti a causa della pandemia” ha ricordato Anelli.

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, intervenendo alla prima Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, ha voluto sottolineare che questa giornata “non è una semplice celebrazione. È qualcosa di più. Di molto più grande e importante. Il segno visibile di una gratitudine perenne di tutto il Paese e delle sue Istituzioni alla professionalità, al sacrificio e al coraggio di tutti i medici e di tutto il personale sanitario che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta per farci uscire dall’emergenza sanitaria”.

Nel suo intervento il presidente della Camera, Roberto Fico, ha rimarcato che “la sanità pubblica è il pilastro della nostra democrazia e quando parliamo di fondi rispetto al Recovery la sanità deve essere un asset fondamentale, perché è il pilastro che regge la nostra democrazia ed è lì che dobbiamo investire con lungimiranza, con competenza, con professionalità e con libertà, affinché tutti possano sentirsi parte di un sistema che è democratico, un sistema sanitario pubblico per tutti i cittadini”.

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