UN CENTRO RIMPATRIO IMMIGRATI ALLA EX-CAMPOMIZZI?
BIONDI, “NESSUN CPR IN CASERMA”

SINDACO CONFERMA SOPRALLUOGO MA PER UN EVENTUALE POTENZIAMENTO ORGANICI FORZE ARMATE E DELL'ORDINE PRESENTI IN CITTÀ

21 Settembre 2023 07:45

Regione - Cronaca

L’AQUILA – Per ora è un semplice sopralluogo, come tanti se ne stanno effettuando in Italia in questi giorni, nulla è stato ancora deciso, ma è una concreta ipotesi che possa essere la ex caserma Campomizzi  dell’Aquila ad ospitare uno dei nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) degli immigrati irregolari, unico per l’Abruzzo.

Incaricati dal governo hanno visitato ieri l’altro la struttura, alla porta ovest della città, vicino al casello dell’autostrada, adiacente alla caserma Pasquali, e che ha circa 400 posti letto, e una recinzione perimetrale. Sono stati effettuati anche altri sopralluoghi, ma da quanto si apprende la Campomizzi sarebbe una delle strutture ritenute più adatte.

La realizzazione di dieci nuovi Cpr, in aggiunta agli attuali nove, è previsto nel pacchetto di misure varato dal Consiglio dei ministri lunedì, per far fronte dalla drammatica emergenza migranti che continuano a sbarcare  a migliaia in Sicilia, e una di queste strutture, dove  i migranti potranno essere trattenuti fino 18 mesi ai fini del rimpatrio, andrà realizzata in Abruzzo, regione che ne ad oggi sprovvista.

La misura sta però provocando già levate di scudi da parte dei governatori, anche di centrodestra.

Il presidente abruzzese Marco Marsilio, di Fdi è invece favorevole e ha confermato al quotidiano il Centro, che un Cpr sarà realizzato anche in Abruzzo, ritenendole “strutture necessarie per velocizzare i rimpatri, e gestire meglio il problema dell’immigrazione”.





Fino a pochi mesi fa la ex Campomizzi, gestita dall’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, ospitava gli studenti fuori sede, poi, dopo anni di tira e molla, è stata restituita all’Agenzia del Demanio per conto del Ministero della Difesa, ed ora è in corso il trasferimento degli studenti nella cittadella universitaria creata nella palazzina Ater del complesso Il Moro, in via Antica Arischia, nella periferia ovest del capoluogo, mentre gli uffici dell’Adsu sono stati trasferiti in centro storico, in via dell’Arcivescovado.

La misura sta però provocando già levate di scudi da parte dei governatori, anche di centrodestra- Da Marsilio, di Fdi come la premier Giorgia Meloni, ancora nessuna dichiarazione

La premier Giorgia Meloni ha detto che “i centri sorgeranno in luoghi a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili”; come caserme e siti militari, già con i muri di cinta.

Non c’è ancora l’elenco delle strutture e l’Agenzia del Demanio è già al lavoro, mentre la Difesa sta avviando una ricognizione delle strutture con le caratteristiche adatte.

L’elenco  sarà sul tavolo nel giro di due mesi e poi inizieranno i lavori, ha promesso il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, con i 42,5 milioni di euro in tre anni già stanziati, sottolineando che “ce lo chiede l’Europa”.





Ad oggi i  Centri di permanenza per il rimpatrio operativi sono nove (Bari, Brindisi, Caltanissetta, Roma, Palazzo San Gervasio, Trapani, Gradisca, Macomer e Milano), altri dieci dovranno essere realizzati nelle 12 regioni ad oggi sprovviste di Cpr: oltre all’Abruzzo, Calabria, Campania,  Molise, Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige.

LA SMENTITA DI BIONDI: “NON E’ PREVISTO NESSUN CPR”

“In riferimento a quanto riportato su un sito web di informazione abruzzese circa un sopralluogo effettuato da incaricati del Governo presso l’ex caserma Campomizzi dell’Aquila per la realizzazione – si legge nell’articolo – di un centro di permanenza per il rimpatrio degli immigrati, occorre precisare che si tratta di una fantasiosa ricostruzione giornalistica e che non c’è stato nessun sopralluogo di referenti di Palazzo Chigi” così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in merito alla notizia sull’individuazione della struttura, attualmente in capo all’Agenzia del Demanio, quale sede di un Cpr.

“Non esiste nessuna ipotesi per la quale la Campomizzi sarebbe una delle ‘strutture ritenute più adatte’ all’insediamento di un centro di permanenza e rimpatrio per immigrati. Il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi – precisa il sindaco –, come gli altri già programmati, sono propedeutici ad un eventuale potenziamento degli organici delle Forze armate e dell’ordine presenti in città. Il redattore dell’articolo, pertanto, ha ricostruito la vicenda in modo inesatto e fuorviante”.

 

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