UN CONCORSO PER MOBILITA’ EXTRAREGIONALE, GRUPPO INFERMIERI: “VOGLIAMO TORNARE IN ABRUZZO”

19 Novembre 2022 10:12

Regione - Sanità

L’AQUILA – “Torniamo a chiedere di prendere in considerazione la possibilità di bandire un concorso per mobilità intra ed extra regionale per permetterci di poter tornare a casa”.

A lanciare l’appello un gruppo di 200 infermieri, dipendenti di Asl di varie zone d’Italia, che hanno anche scritto alla Regione Abruzzo e le Asl abruzzesi: “Purtroppo, da troppo tempo, i professionisti infermieri sono costretti ad allontanarsi da casa per avere la possibilità di un lavoro e sfuggire dal precariato che assilla la sanità abruzzese. Molti di noi, ormai da diverso tempo, vivono lontani da casa con la speranza di poterci tornare ma purtroppo ciò si scontra con le situazioni poco favorevoli della nostra regione”.

Esaminando in dettaglio ciò che sta accadendo, prendono in analisi la situazione dei concorsi:





Asl Avezzano Sulmona L’Aquila: concorso bandito con pubblicazione in GU 4 serie speciale concorsi n 52 del 07/07/2020 mai espletato e ormai da due anni non si hanno notizie.

Asl Pescara: concorso bandito con pubblicazione in GU 4 serie speciale concorsi n 36 del 07/05/2021 mai espletato e ormai da quindici mesi non si hanno notizie, qualche settimana fa é uscito un comunicato che riduce i posti messi a concorso senza però dare notizia di quando si faranno le prove.

Asl Teramo: concorso svolto con prova unica in data 24/11/2021, graduatoria approvata con deliberazione n. 0970 del 24/5/2022 ma, per via dei numerosi ricorsi, è in stallo dato che il documento, al punto 6 recita: “di rinviare a successivo atto l’assunzione dei vincitori in esito ai ricorsi giurisdizionali ancora in itinere”. I ricorsi, che dovevano essere discussi a luglio 2022, sono stati rinviati a febbraio 2023 ovvero a 9 mesi dopo la pubblicazione della graduatoria.

Asl Chieti: concorso svolto il 21/04/2022, per ora chiamati solo i vincitori





“Contemporaneamente alle prove concorsuali – aggiungono – le Asl stanno stabilizzando moltissimo personale interno assunto con avvisi a tempo determinato (alcuni con contratti non rinnovabili). Molti di noi hanno tentato vari modi per poter tornare a casa. I comandi sono bloccati dalle ASL di provenienza che non ci rilasciano i nullaosta. Le mobilità volontarie sono bloccate dalle asl abruzzesi che non le accettano. Tutti questi dinieghi sono estenuanti perché non si riesce a trovare una soluzione per tornare a casa”.

“La stabilizzazione degli ‘eroi del covid’ è la presa in giro più grande perché molti di noi hanno affrontato la pandemia distanti da casa e dagli affetti, hanno subito perdite di persone care senza poter stare vicino alla propria famiglia – sottolineano – Gli incontri tra sindacati e regione puntano solo a stabilizzare il personale ma, in pochi pensano che permettere al personale fuori sede di tornare a casa è un valido modo per reclutare personale”.

“Alla luce del nuovo contratto collettivo di lavoro del comparto sanità siglato pochi giorni fa, si fa riferimento alle mobilità specificando che i bandi DEVONO essere attuati su base annuale. In conclusione, chiediamo un incontro con le SV e che la nostra richiesta venga accolta per permettere ai professionisti di poter lavorare senza la preoccupazione di dover essere a molti chilometri da casa”, concludono.

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