UNA RICERCATRICE CANDIDATA ALLE REGIONALI: DEL BEATO, “ANNI DI ESPERIENZA IN SEQUENZIAMENTO DNA”

9 Gennaio 2024 19:28

Regione - Politica, Scienza e ricerca

L’AQUILA – “La ricerca nel campo del sequenziamento genico è un importante strumento di supporto e una tecnologia validissima per diversi tipi di patologie invalidanti, oncologiche, neuropsichiatriche e per la farmacologia. Portare queste esperienze, conivolgendo le università e tutti gli organi di ricerca, e metterle al servizio dei cittadini, dall’ambito sanitario a quello sociale, è il primo grande obiettivo”.

L’importanza della ricerca diventa così centrale per Tiziana Del Beato, candidata di Fratelli d’Italia alle regionali in programma il 10 marzo in Abruzzo.

Come spiega Del Beato, 53enne consigliere comunale dell’Aquila, biologa e tecnico ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, “ho accettato con grande entusiasmo e determinazione questa nuova sfida, nella consapevolezza che l’esperienza del buon governo di centrodestra di Marco Marsilio deve proseguire. Tanto è stato fatto in questi cinque anni e molto altro si può e deve fare ancora nei prossimi cinque, in particolare per consolidare l’economia della conoscenza, e sul fronte delle politiche volte a creare occasioni di lavoro qualificato e gratificante per i giovani”.





Parlando del suo lavoro nello studio del Dna, la candidata di Fratelli d’Italia racconta: “La mia attività è da tanti anni centrata nell’ambito della ricerca, attualmente dedico il mio interesse allo studio genetico, occupandomi principalmente di sequenziamento genico applicato a varie situazioni, dallo studio di patologie invalidanti o oncologiche e della sfera neurodegenerativa, collaborando a diversi progetti bilaterali che riguardano gli studi sulla popolazione per determinare varianti geniche oppure polimorfismi associati a patologie in altre popolazioni diverse dalla nostra”.

“Il nostro è un settore di interesse molto valido – osserva -, perché soprattutto da quando è stato mappato il genoma ha sicuramente preso forma in modo importante e propositivo nell’ambito sia clinico che della ricerca. Attualmente lo studio del genoma fornisce un valido sostegno nell’ambito delle patologie oncologiche o nel campo neuropsichiatrico infantile, ma anche nella farmacologia. Gli addetti ai lavori, per esempio, sanno benissimo che un particolare aspetto genico è predisponente per un determinato tipo di patologia, questo significa tracciare anche la strada per una terapia idonea. Tutto questo è possibile grazie al sequenziamento genico che da tanti anni è uno strumento e una tecnologia validissima di supporto a questo tipo di studi. Le ricerche fino a qui condotte forniscono anche un supporto clinico a molti centri di trapianto”.

Proprio per questo, sottolinea, “sarebbe utile a mio avviso poter utilizzare queste conoscenze per fornire un supporto adeguato. La mia esperienza, il mio bagaglio è incentrato proprio sullo studio polimorfico del Dna, significa conoscere tutte le informazioni e le eventuali variazioni, possiamo sostenere e indirizzare una terapia specifica, fornendo dati anche al clinico e a chi si occupa di seguire i pazienti”.





Un percorso che prevede anche la partecipazione delle università e di tutti gli organi di ricerca competenti, “che trovano soprattutto all’Aquila un terreno fertile e una città universitaria di spicco”.

 

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