UNA SCUOLA SU DUE SENZA CERTIFICATO AGIBILITA’: IN ABRUZZO CRITICITA’ DVR E PIANO EMERGENZA

IL RAPPORTO "OSSERVATORIO CIVICO SULLA SICUREZZA" DI CITTADINANZATTIVA

30 Settembre 2022 08:42

Italia - Scuola e Università

L’AQUILA – Il 42% delle scuole italiane, ossia 16.794, è stato costruito prima del 1976, ben oltre la metà non è in possesso del certificato di agibilità statica (assente per quasi il 58% degli istituti), né quello di prevenzione incendi (circa il 55%). Oltre il 40%, inoltre, è privo del collaudo statico.

In questo contesto l’Abruzzo, con i suoi 1.064 edifici, risulta essere la regione italiana con la percentuale più bassa di quelli in possesso del documento di valutazione rischi e con forti criticità e mancati adempimenti rispetto al piano di emergenza.

Sono alcuni dei dati che emergono dal XX Rapporto ‘Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola’ di Cittadinanzattiva.

Il Rapporto nasce nell’ambito della campagna Impararesicuri, alla sua ventesima edizione, che prese avvio nel 2002 dopo il crollo della scuola Iovine di San Giuliano di Puglia, in Molise.

Le Regioni che presentano una percentuale più alta di scuole che possiedono la certificazione di prevenzione incendi sono la Valle d’Aosta (51,74%), l’Emilia Romagna (49,50%), l’Umbria (47,80%), il Molise (47, 05%).  Tra le regioni con le percentuali più basse: Lazio (12,21%, Calabria (18,75%), Sardegna (22,81%).

Quanto al documento di valutazione rischi – spiega Cittadinanzattiva – ne è in possesso il 77% delle scuole: tra le regioni più virtuose le Marche – 90,2% – seguita da Veneto, Umbria, Toscana, Sicilia, Lombardia con percentuali oltre l’80%; l’Abruzzo è la Regione con la percentuale più bassa di edifici in possesso del DVR (33%).

Il Piano di emergenza è stato redatto dal 79% delle scuole: tra le Regioni più virtuose sempre al primo posto le Marche (91,08%), seguita da Veneto (88%), Toscana (86%), Umbria (85%), Lombardia (83%), Basilicata (80%). La regione con le percentuali più basse anche per questo adempimento risulta essere l’Abruzzo (34%).

A distanza di 6 anni dal terribile sisma che colpì i 138 Comuni di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, per quanto riguarda gli interventi sui 450 edifici scolastici coinvolti c’è, finalmente, una buona notizia: sono stati tutti finanziati con un impegno di spesa complessivo pari a 1,3 miliardi di euro.

È utile ricordare come all’indomani dei sismi dell’ottobre 2016 e del gennaio 2017 la Protezione Civile condusse una prima e una successiva ricognizione sullo stato dei danni in 2.260 edifici scolastici presenti nelle aree colpite avviando, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, le soluzioni alternative per fronteggiare l’emergenza. Utilizzando i fondi dei donatori pubblici e privati sono state realizzate scuole temporanee in diversi Comuni e piccoli centri.

Riguardo allo stato dei lavori, è lo stesso report Programma straordinario Ricostruzione scuole sisma 2016 del Commissario Straordinario del giugno scorso a fare il punto.

“La ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma, benché avviata immediatamente dopo gli eventi, è andata avanti sinora tra difficoltà e lentezze. Le semplificazioni normative introdotte negli ultimi anni non hanno ancora prodotto interamente i loro effetti ed i soggetti attuatori, spesso piccoli Comuni, non sono sempre in grado di espletare tutte le procedure necessarie per avviare i lavori con la necessaria velocità. Negli ultimi dodici mesi, tuttavia, si registrano segnali di accelerazione importanti e gran parte degli interventi finanziati in passato si trova in una fase avanzata. Alla fine dello scorso anno dei 261 interventi finanziati, solo 24 erano stati realizzati e consegnati, mentre erano in corso i lavori per la ricostruzione di altri 22 edifici scolastici (…) le gare per l’affidamento di 13, mentre 106 erano in fase di progettazione con l’incarico già affidato ai tecnici e per 16 era avvenuta l’approvazione del progetto esecutivo”.

Per superare queste lentezze il Commissario Straordinario è prima intervenuto con le Ordinanze Speciali che consentono deroghe alla normativa anche in materia di Appalti e successivamente con l’Ordinanza Speciale 31 è stato introdotto un ulteriore strumento di semplificazione e accelerazione: l’Accordo Quadro con i professionisti e le imprese disponibili a eseguire i lavori che vengono preselezionati attraverso bandi ad evidenza pubblica, per lotti territoriali, appena pubblicati da Invitalia.

“Il ricorso all’Accordo Quadro consente ai soggetti attuatori di accedere alle liste degli operatori cui affidare la progettazione ed i lavori attraverso un semplice Ordine di Attivazione, evitando la procedura degli appalti e gran parte delle incombenze relative alle verifiche anti mafia, svolte a monte, nell’ottica di bilanciare le esigenze di celerità della ricostruzione con i presidi di legalità. La procedura si avvale di alcune deroghe al Codice dei contratti pubblici e prevede limiti sia per le offerte, che per l’assegnazione dei lavori, alle singole imprese e ai professionisti, allo scopo di evitare concentrazioni eccessive, ed è sottoposta a due presidi di legalità: il Protocollo Quadro tra Commissario, Struttura di Missione Sisma del Ministero dell’Interno ed Invitalia” e dell’Accordo tra Commissario ed Autorità Nazionale Anticorruzione.

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