UNICH, DIPARTIMENTO DI LETTERE TRA I VINCITORI DEL BANDO“MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE”

11 Dicembre 2021 12:54

Chieti - Scuola e Università

CHIETI – È stato selezionato e finanziato da Wikimedia Italia-Associazione per la diffusione della conoscenza libera, insieme ad altre sette istituzioni culturali italiane, il progetto “Archivio Fotografico Abruzzo Medievale” del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali (DiLASS) dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il progetto coinvolge Chiara Paniccia, assegnista di ricerca presso il DiLASS, Vanda Lisanti, dottoranda in “Classical Heritage Studies. Texts, Writings, Images” presso la Scuola Superiore “Gabriele d’Annunzio”, e Carla Colombati, del gruppo di lavoro Wikimedia Italia. Il progetto si propone di rendere accessibile a tutti il materiale dell’Archivio Fotografico Abruzzo Medievale del DiLASS, contenitore costantemente implementato a partire dalla fine degli anni Settanta del Novecento per opera dei docenti che nel tempo sono stati titolari della cattedra di Storia dell’arte medievale del nostro Ateneo. Il patrimonio fotografico raccolto è di grande importanza documentaria: conserva infatti centinaia di foto che costituiscono una testimonianza a colori unica di opere non più esistenti o gravemente compromesse a seguito del terremoto de L’Aquila del 2009. L’archivio è divenuto negli anni un importante laboratorio di formazione per gli studenti e di ricerca per gli studiosi.Il progetto intende promuovere lo sviluppo di competenze tecnologiche, informatiche e di Digital Literacy del Dipartimento, e stimolare la disseminazione dei risultati della ricerca, anche in una prospettiva di “terza missione”.

“La realizzazione del progetto – commenta il professor Carmine Catenacci, Direttore del DiLASSdella “d’Annunzio” – presenta diversi aspetti di notevole interesse culturale e scientifico, nel presente e in prospettiva. Anzitutto, attraverso i nuovi strumenti digitali e la collaborazione con un partner strategico nel settore come Wikimedia, la ricerca universitaria si apre all’esterno, condividendo un importante patrimonio documentario in proprio possesso e diffondendo i risultati degli studi sui temi in questione. In questo modo, la conoscenza, maturata nei centri di ricerca specialistica, diventa bene comune, tanto a disposizione di tutti in rete quanto in stretta e viva relazione con le specifiche realtà del nostro territorio. Inoltre, iniziative come questa contribuiscono in maniera concreta e significativa alla formazione dei nostri giovani, i quali hanno così la possibilità di acquisire competenze nell’ambito delle digitalhumanities e di quegli strumenti che risultano ormai imprescindibili nell’attività di ricerca, nella comunicazione e, in generale, nelle nuove professioni connesse ai settori della cultura”.

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