UNIVAQ: AMMUCCHIATA CANDIDATI PER DOPO ALESSE,
TOTO RETTORE, IN POLE GRAZIOSI PUPILLO INVERARDI

ELEZIONI A PRIMAVERA 2025 MA GIA’ GRANDI MANOVRE E FEBBRILI TRATTATIVE PER L’AMBITA POLTRONA. TRA RUMORS E DA QUANTO SI APPRENDE DA FONTI ACCADEMICHE SONO TANTI I PRETENDENTI DI FACOLTA’ E DIPARTIMENTI CHE SI GIOCANO UNA CHANCE. PER ORA IN VANTAGGIO DOCENTE DI INFORMATICA VOLUTO DA POTENTE RETTRICE GSSI E MAGNIFICO USCENTE. IN CAMPO L’OUTSIDER VALENTI

9 Luglio 2024 08:16

Regione - Politica

L’AQUILA – Una autentica ammucchiata per la sostituzione di Edoardo Alesse alla guida dell’Università dell’Aquila: pur mancando circa un anno alle elezioni per il nuovo rettore dell’Ateneo aquilano, in programma nella primavera prossima, sono già febbrili le trattative e in pieno svolgimento le grandi manovre per l’ambita poltrona.

Naturalmente, non ci sono candidature ufficiali però da quanto si apprende in ambienti accademici sono molti in questo periodo a giocarsi una chance più o meno importante.

Alla “costruzione” del futuro magnifico rettore sta partecipando anche la componente politica nella considerazione che il ruolo è ritenuto di rilievo nel territorio provinciale e nel capoluogo di regione in particolare, alla luce dell’impegno decisivo verso la ultimazione della ricostruzione post terremoto e il definitivo rilancio della zona colpita dal sisma: una carica, spesso mantenuta da scienziati di area di centrosinistra che però ora è di interesse nel centrodestra e di FdI partito nettamente più forte della coalizione, e dei suoi dirigenti che da anni governano Comuni, tra cui L’Aquila, Enti e Regione.

E in questo quadro la vetrina è da attribuire senza dubbio alla strategia del rettore uscente, Alesse, nella parte finale del suo mandato di sei anni, e di Paola Inverardi, della ex rettrice dell’Ateneo aquilano, l’influente capo della Scuola di alta formazione internazionale Gran Sasso Science Institute, che insieme stanno tentando di portare a dama un loro candidato per meglio collegare le due istituzioni aquilane che, secondo i critici, “sono due università concorrenti con la Gssi che ha tolto importanza e prestigio alla più storica istituzione”.

In tal senso, rumors insistenti accreditano come uno degli uomini che saranno della partita come favoriti, il giovane professore Fabio Graziosi, delfino del rettore uscente Alesse ma soprattutto della ex rettrice Paola Inverardi, ex docente di Informatica ricordata la rettrice che ha posto alla fine alla lunga era, oltre dieci anni di Ferdinando Di Orio, transitata dopo il mandato universitario – unico caso in Italia – al ruolo di rettrice della scuola di alta formazione internazionale, questo dopo che la potente scienziata, ex docente di informatica, ha indotto a più miti consigli ambiziose insider del calibro di Alessandra Faggian, docente di Economia applicata, esperta di scienze regionali con vasta esperienza internazionale ad esempio con i ruoli di past president del North American Regional Science Council e pro rettore Gssi.





Fabio Graziosi, per molti quasi un predestinato, è professore di telecomunicazioni, in seno all’Ateneo e viene considerato un pupillo di Inverardi, donna influente non solo in campo accademico ma anche politico, soprattutto in ambito centrosinistra dove negli anni scorsi ha avuto anche chance di candidature importanti: non a caso, racconta un gruppo di accademici, sotto il rettorato Inverardi, Graziosi ha scalato rapidamente le gerarchie interne, al punto di essere stato nominato da Inverardi e Alesse presidente di Vitality, il consorzio tra atenei di Abruzzo, Marche e Umbria nato per gestire e ripartire i fondi Pnrr e ora neo direttore del Dipartimento di Ingegneria informatica e matematica.

Ma la strada non è assolutamente in discesa: sebbene goda degli appoggi della governance uscente, Graziosi potrebbe risultare indigesto a diverse aree dell’ateneo: anzitutto, a molti docenti dei due dipartimenti di ingegneria civile e industriale, che vedono come il fumo negli occhi la candidatura dell’ennesimo “informatico”, uno dei professori che transitando all’area informatico-matematica (cresciuta in modo esponenziale rendendo il Disim il dipartimento più potente dell’Ateneo e con il maggior numero di ordinari), ha spaccato definitivamente l’unità della un tempo gloriosa facoltà di ingegneria, oggi frammentata in mille gruppi disciplinari e dispersa tra diverse sedi. I mal di pancia, soprattutto tra gli ingegneri industriali, sono molto forti: ne è prova il recente plebiscito che ha portato il giovane Vincenzo Stornelli alla direzione del dipartimento, spianando la strada a una sua rapida ascesa in Ateneo, con all’orizzonte il rettorato.

L’Area di elettronica vede salire le quotazioni anche di altri giovani molto attivi come Edoardo Fiorucci, presidente del consiglio didattico e attivissimo nei rapporti con grandi gruppi industriali, mentre i “meccanici”, come pure i “civili” starebbero per ora alla finestra pur disponendo di potenziali candidati di peso come Paolo Di Stefano e il neo direttore del Dipartimento Dicea Marcello Di Risio. Da non escludere il ritorno di nomi importanti, stando a fonti accademiche per quantità di rapporti con grandi aziende in ambito industriale, come Roberto Cipollone e Francesco Veglió, questo ultimo già candidato con buona performance nel 2013 e ora rieletto in senato accademico.

Sempre stando alle ricostruzioni che emergono, consapevole di questi malcontenti verso una scelta troppo calata dall’alto, Alesse starebbe pensando come piano B alla candidatura di Fabrizio Politi, giurista dell’area di economia, come figura molto nota e con spiccate qualità di mediazione, che tuttavia sarebbe malvisto da Inverardi, schierata senza ripensamenti con il suo delfino, la cui elezione garantirebbe agli informatici, che a livello di potere sono stati inseriti dalla potente rettrice, il controllo di fatto di entrambi gli atenei aquilani.

Ma nel novero dei tanti pretendenti, ci sono outsider che puntano sugli scontenti: al di fuori dei tatticismi della governance e svincolato da patti e accordi, prende consistenza anche la possibile candidatura di Marco Valenti, epidemiologo e psichiatra, figura molto nota e di lungo corso in Ateneo dove ha rivestito ruoli importanti negli organi e ha svolto un ruolo attivo in vicende accademiche di rilievo per l’Ateneo.

Pur rimanendo fuori dal cerchio magico degli incarichi di governo negli ultimi anni, Valenti ha ricoperto uno spazio pubblico rilevante, assumendo un ruolo decisivo nel Comitato Etico Regionale, organo dove passano tutti i protocolli di ricerca clinica delle università abruzzesi.





Negli ultimi dieci anni come convenzionato del servizio sanitario nazionale, Valenti ha letteralmente costruito dal nulla una rete regionale di servizi per l’autismo, contribuendo in prima persona alla stesura di linee guida e decreti e garantendo un imponente flusso di risorse per programmi di settore, a riprova di riconosciute doti gestionali, spiega il gruppo che lo sostiene, per il quale la sua candidatura rappresenterebbe l’area medica, in cerca di una nuova identità dopo essere stata poco valorizzata prima da Inverardi e poi paradossalmente proprio da Alesse.

Alesse che ha dovuto accettare, senza reagire, il recente piano di riordino della rete ospedaliera regionale, fortemente penalizzante per l’ex Facoltà di medicina, oggi dispersa su due dipartimenti e non coordinata, che anche per questo ha perso prestigio e peso.

La strategia è presto spiegata: la candidatura Valenti si segnalerebbe come del tutto indipendente, aprendo spazi a quella larga fetta di professori messa ai margini soprattutto per la gestione dei fondi Pnrr e Ricerca, condotta in modo esclusivo e non inclusivo dalla governance e in primis da Graziosi che ne è l’amministratore: il malcontento per la gestione del Pnrr sarebbe trasversale in seno all’Ateneo, toccando persino il dipartimento Disim.

L’area medica potrebbe potenzialmente esprimere altri nomi dal dipartimento Mesva: ad esempio, intorno alla candidatura dello stimato primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore, Franco Marinangeli, come Valenti personaggio molto noto in città anche per le sue attività pubbliche. Difficilmente altri nomi si esporrebbero senza la benedizione della governance nel quadro attuale.

Sembrano fuori dai giochi delle candidature i Dipartimenti minori per numeri, come Fisica e Scienze Umane, ma come sempre potenzialmente determinanti per il successo. Inevitabili, per tutti i candidati, i giochi di veti e contrappesi che alla fine determineranno la griglia di partenza. La partita è appena iniziata e sarà, senza ombra di dubbio, molto dura.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©


    Ti potrebbe interessare:

    ARTICOLI PIÙ VISTI: