UNIVAQ: LIBRO BOCCIA MASTER DI DI ORIO COL PREFETTO CHE RIDEVA CON LA IURATO

27 Marzo 2014 08:03

L'Aquila -

L'AQUILA – “Più che universitario, il clima è da cancelleria penale”.

Viene descritto clamorosamente così, l'Ateneo aquilano negli ultimi anni di gestione dell'ex rettore Ferdinando Di Orio, protagonista a sorpresa nel libro d'inchiesta Il partito della Polizia del giornalista di Repubblica Marco Preve, uscito da pochi giorni in libreria.





Un volume che prende in esame lati oscuri, aspetti controversi e veri e propri scandali in seno alle forze dell'ordine, e cita il capoluogo per via della firma di un accordo tra Univaq e Polizia per un master di secondo livello in psicologia criminale, che venne sancito il 20 luglio 2011: un corso 'bocciato' dal cronista che stronca il funzionario di Polizia Francesco Gratteri, condannato in via definitiva per i pestaggi del G8 di Genova del 2001 e poco più tardi intercettato con l'ex prefetto del capoluogo Giovanna Iurato che, secondo un'interpretazione dei pm napoletani, gli confessava di essersi falsamente commosssa durante una cerimonia per rendere omaggio alle vittime della Casa dello studente.

“Il simbolo dell'antimafia Francesco Forgione e il prefetto della 'cricca dello squallore' Francesco Gratteri si stringevano la mano e si scambiavano complimenti e auguri davanti a giornalisti e autorità in un altro luogo segnato dalle cricche d'Italia”, la poco lusinghiera descrizione dell'Aquila in un passo del libro.

“Il luogo è la sede di via Giovanni Falcone dell'Università dell'Aquila; anfitrione, il rettore Ferdinando Di Orio: già senatore dell'Ulivo dal 1996 al 2001 e poi alla guida dell'Ateneo dal 2004 al 2013, Di Orio supera indenne le inchieste sul crollo della casa dello studente durante il terremoto del 2009. Ma la guerra con un altro docente gli costa nella primavera del 2013 due rinvii a giudizio per concussione e abuso d'ufficio”, prosegue Preve descrivendo la figura dell'ex guida dell'Ateneo.





E del master aquilano, Preve contesta “che il coordinatore sia un condannato a 4 anni, seppur 'solo' in Appello in quel periodo: il prefetto Gratteri, il quale, a parere di altri magistrati, ha 'screditato l'Italia agli occhi del mondo intero' con il suo comportamento nella vicenda Diaz”.

Ancora, prosegue il volume, “nell'autunno del 2011 il master del prefetto condannato pubblicava il bando di partecipazione: 3.500 euro Iva esclusa e lezioni venerdì pomeriggio e sabato mattina, non all'Aquila, che diciamolo è un po' fuori mano, bensì, molto più comodamente, nella sede della Dac, ospiti di Gratteri, in via Tuscolana 1548, Roma”.

“Tutti sanno naturalmente, visto che l'intelligence è soprattutto raccolta di informazioni e dati, che Gratteri è stato condannato, ma nessuna sembra aver voglia di trarne le doverose conseguenze”. (alb.or.)

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