UNIVAQ ULTIMA NELLA CLASSIFICA CENSIS: PARTITO DEMOCRATICO, “ECCO RESPONSABILITA’ COMUNE E REGIONE”

27 Luglio 2023 12:53

L'Aquila - Scuola e Università

L’AQUILA – “La città non è una città universitaria solo perché c’è l’università”.

Questo sostiene il gruppo consiliare del Partito Democratico che ha oggi illustrato in conferenza stampa un report che “attesta le enormi responsabilità” di Regione e Comune sul deludente piazzamento ottenuto da Univaq nella recente classifica pubblicata dal Censis.

Univaq è infatti ultima in classifica tra i 16 medi atenei italiani, sebbene di qualche decimale (la nostra università ottiene una media di 79 sui 6 indicatori: Catanzaro 79,2; Napoli l’Orientale 79,3; Foggia 81,8; Urbino 82,3).

“Questi risultati chiamano in causa, direttamente, Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila che, oltre gli sterili annunci sulla città della formazione e della conoscenza, poco sta facendo per rendere L’Aquila una città davvero attrattiva per le studentesse e gli studenti universitari”, incalzano i consiglieri.

IL REPORT

SERVIZI: punteggio 68 (terz’ultima su 16) _ Numero di pasti erogati, numero di posti letto e contributi per gli alloggi rispetto agli iscritti che risiedono fuori Regione;

BORSE: punteggio 69 (quart’ultima su 16) _ Oltre alle borse di studio erogate, il parametro misura i contributi degli Enti per interventi in favore degli studenti;

STRUTTURE: punteggio 76 (ultima su 16) _ Posti aula rispetto agli iscritti, posti biblioteche rispetto agli iscritti, posti laboratorio rispetto agli iscritti.

Al contrario, UnivAQ ottiene risultati migliori per ciò che attiene ‘Comunicazione e servizi digitali’, ‘Internazionalizzazione’ e ‘Occupabilità’.

In particolare:

COMUNICAZIONE E SERVIZI DIGITALI: punteggio 88 _ (11° posto su 16, meglio di Siena, Bergamo, Napoli Parthenope; a pari merito con Piemonte Orientale, Urbino);

INTERNAZIONALIZZAZIONE: punteggio 79 _ (10° posto su 16, meglio di Udine, Brescia, Salento, Urbino, Catanzaro, a pari merito con Piemonte Orientale);

OCCUPABILITA’ – tasso di occupazione dei laureati ad un anno dal titolo: punteggio 94 (8° posto su 16, meglio di Siena, Sassari, Salento, Napoli Parthenope, Urbino, Foggia, Piemonte Orientale, Catanzaro).

Questi risultati chiamano in causa, direttamente, Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila che, oltre gli sterili annunci sulla città della formazione e della conoscenza, poco sta facendo per rendere L’Aquila una città davvero attrattiva per le studentesse e gli studenti universitari.

Partiamo dalle strutture, dove siamo ultimi tra i medi atenei italiani a 14 anni dal terremoto: è noto a tutti che UnivAQ è ancora molto lontana dal rientrare in pieno ed effettivo possesso di tutte le sue sedi, perché sono fermi da anni i progetti di recupero di Palazzo Carli, dell’edificio storico di ingegneria e dell’ex convento a Roio, della sede di via Forcella, del vecchio padiglione del S. Salvatore, acquistato dall’ateneo dopo il terremoto. Parliamo di progetti la cui stazione appaltante è il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche.





Su questo, l’amministrazione comunale non può restare silente: anzi, dovrebbe farsi parte attiva nello sciogliere i nodi che ancora impediscono l’avvio dei lavori.

È chiaro che l’attuale situazione ha effetti a cascata sulla disponibilità di aule per la didattica, aule studio, laboratori e biblioteche per gli studenti: se sedi come Palazzo Carli o il vecchio edificio di Ingegneria fossero stati recuperati, è evidente che l’ateneo avrebbe a disposizione più spazi da destinare a quei servizi e a quelle funzioni.

Per non parlare dei trasporti: è appena il caso di ricordare quanto sia difficile, per uno studente universitario, specie se è un fuori sede, muoversi per raggiungere le sedi universitarie con i mezzi pubblici. E questi ultimi sono materia di diretta competenza comunale. Così come è responsabilità dell’amministrazione l’assenza in centro storico di aule lettura, biblioteche, centri di produzione e fruizione culturale, cinema e così via, che renderebbero la città maggiormente attrattiva per chi voglia frequentare l’università.

QUESTE LE RESPONSABILITA’ DEL COMUNE E LA REGIONE?

Parliamo dei servizi e delle borse erogate: sappiamo tutti qual è la situazione che regna dentro l’Adsu, occupata militarmente dalla destra. Le recenti dimissioni dal cda della consigliera Sara Cecala e soprattutto le motivazioni alla base della sua scelta, dipingono un quadro gravissimo, di ritardi, guerre interne tra la presidente Morgante e la nuova direttrice generale Paola Di Salvatore, mancata erogazione delle borse.

Va ricordato come a luglio i ragazzi della casa dello studente verranno sfrattati dalla Campomizzi e mandati nelle palazzine Ater di Cansatessa, una zona periferica, mal collegata e priva di servizi. Non so se vuoi aggiungere che il servizio mensa non funziona per la colazione né per il fine settimana, il che per uno studente fuori sede è piuttosto surreale.

Inoltre, nonostante gli annunci, ancora non c’è un vero progetto sulla casa dello studente e ancora non vengono completati i lavori nell’edificio dove risiedono la mensa e il bar del polo di Coppito (manca ancora tutto il primo piano). Per non parlare del polifunzionale del Canada, rimasto chiuso per mesi anche dopo la fine della fase acuta della pandemia perché la stessa Adsu non aveva mai provveduto a effettuare la manutenzione della struttura.

Insomma, se Regione e Comune – in questi anni – avessero fatto il proprio dovere, anche il minimo di ciò che sarebbe richiesto, con qualche punto in più UnivAQ sarebbe a metà classifica e non all’ultimo posto della graduatoria.

Lo dimostra una semplice comparazione con l’Università di Urbino (e sappiamo tutti che Urbino, insieme a Perugia, Siena… è considerata una città universitaria a pieno titolo): ebbene, i risultati ci dicono che Urbino ottiene punteggi decisamente più alti di UnivAQ su servizi (86 contro 68), borse (82 contro 69) e strutture (86 contro 76).

Al contrario, stante l’eguale punteggio su comunicazione e servizi digitali (88 Urbino e 88 UnivAQ), il nostro ateneo ottiene risultati migliori di Urbino su internazionalizzazione (79 contro 71) e occupabilità (94 contro 81).

Più chiaro di così.

D’altra parte, i ranking internazionali dimostrano che UnivAQ offre una formazione di qualità.

I ranking servono per misurare le Università a livello mondiale e confrontarle; già essere tra gli Atenei che partecipano alla classifica è un successo. In effetti, nel mondo vi sono circa 18.000 Università riconosciute, e solo 1.000 di queste (meno del 6%) sono classificate dai principali ranking. Entrare quindi tra le prime 1.000 università del mondo è già un ottimo risultato per una università pubblica italiana che ha limiti intrinseci, dovuti all’organizzazione del sistema universitario, in varie voci, quali i finanziamenti (tra i più bassi in Europa), il rapporto studenti/docenti, attrattività di eccellenze (salari bassi e fissati).

I ranking misurano le università sotto vari aspetti: ebbene, UnivAQ si piazza benissimo nelle classifiche sulla sostenibilità e sul raggiungimento degli obiettivi ONU; supera in alcuni casi anche colossi come Bologna, che su certi temi ha una lunga tradizione.

Qualche dato.





Prendiamo la classifica internazionale Times Higher Education University Impact (THE Impact Ranking), che valuta, mediante indicatori quantitativi e qualitativi, l’impegno degli atenei di tutto il mondo al raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) definiti dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030:

– SDG4 Quality of Education: 10° nella classifica globale, 2° in Italia: UnivAQ – insomma – è seconda in Italia per quality of education, ma a causa dei servizi carenti finisce in coda alle classifiche;

– SDG5 Gender Equality: 89° nella classifica globale, 5° in Italia;

– SDG8 Decent work and Economic growth: 90° nella classifica globale e 5° in Italia.

Inoltre, Univaq è 1° in Italia in SDG13 (Climate Action), 3° in SDG12 (Responsible consumption and production), 4° in SDG3 (Good health and well-being) e 5° in SDG10 (Reduced inequalities).

Ma anche in altre classifiche l’Ateneo ottiene ottimi piazzamenti: secondo ARWU Shanghai Academic Ranking è tra le prime 900 nel 2021 (le prime 800 nel 2020) e tra le top 40 in Italia.

Nel subject ranking, UnivAQ si posiziona:

– nella fascia 76-100 in Instruments Science & Technology (3° in Italia);

– nella fascia 76-100 in Automation & Control (4° in Italia);

– nella fascia 151-200 in Mathematics (8-12 in Italia);

– nella fascia 201-300 in Atmospheric Science (1-4 in Italia);

– nella fascia 401-500 in Materials Science and Engineering (9-16 in Italia);

– nella fascia 401-500 in Electrical & Electronic Engineering (14-23 in Italia).

I risultati di UnivAQ sono stati evidenziati anche nel report sui ranking internazionali che la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha pubblicato di recente. In particolare, in un passaggio del report si legge: “Rientrare in classifica spesso vuol dire essere fra i migliori mille atenei al mondo. A titolo di esempio, l’Università de L’Aquila ha visto sensibilmente aumentare in tre anni la propria presenza nei ranking internazionali”.

 

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