“UNO SCENARIO APOCALITTICO” TRA ACQUA E FANGO: “NESSUNO CI HA AVVISATO”, LUTTO NELLE MARCHE

MALTEMPO: L'ALLUVIONE CHE HA TRAVOLTO LA REGIONE HA SPEZZATO ALMENO 10 VITE E SI CERCANO ANCORA DISPERSI, TRA CUI DUE BAMBINI; LE VITTIME IDENTIFICATE; PROCURA APRE FASCICOLO: IPOTESI REATO INONDAZIONE COLPOSA E OMICIDIO COLPOSO; IL GRIDO DI DOLORE DI SINDACI E CITTADINI: "DOVE ERAVATE IERI SERA?"; PROTEZIONE CIVILE: "EVENTO STRAORDINARIO"; L'AQUILA: IL SINDACO BIONDI ANNUNCIA DISPONIBILITA' ALLOGGI PROGETTO CASE

16 Settembre 2022 20:33

Italia - Cronaca, Meteo

ANCONA – Proseguono senza sosta nel Senigalliese (Ancona), e sono continuate tutta la notte, le
ricerche delle tre persone che ancora risultano disperse (Mattia, 8 anni, la 56enne Brunella Chiù e un uomo di Arcevia). In particolare nella zona di Barbara-Castelleone di Suasa dopo il maltempo e le esondazioni che hanno causato dieci morti.

Al momento, secondo le prime informazioni, non vi sarebbero novità da ieri sera: vigili del fuoco – che provengono anche da Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Abruzzo
protezione civile e altri soccorritori sono al lavoro incessantemente anche per fornire aiuti a sfollati e persone che hanno subito danni o hanno avuto case inagibili a causa dell’acqua e del fango. Starebbe invece tornando parzialmente attivo il servizio idrico all’interno di case e attività che era stato interrotto in varie zone da ieri mattina.

CRONACA DI UNA TRAGEDIA

Vite spazzate via in pochi istanti da un fiume di fango e detriti, un’ondata improvvisa e violenta. Le strade come torrenti, le auto trascinate via, i fiumi straripati e le case sommerse dall’acqua.

È stata una notte di terrore quella vissuta dai cittadini marchigiani, travolti da un nubifragio che ha devastato parte delle province di Pesaro Urbino e Ancona,
dall’entroterra fino alla costa.

A fine giornata si contano 10 vittime. Lo rende noto la prefettura di Ancona aggiornando il precedente dato e sottolineando che ci sono ancora 3 persone
disperse: “Il centro di coordinamento del soccorso continua ad essere costantemente convocato presso la sala operativa unificata della regione Marche in raccordo e con il coordinamento della Protezione Civile”.

Quella che doveva essere un’allerta gialla, annunciata dalla Protezione civile, giovedì pomeriggio si è trasformata in un nubifragio eccezionale che ha colpito prima l’alto Pesarese e, in particolare tutta l’area intorno al Monte Catria, e in serata Senigallia e i paesi dell’entroterra che vivono intorno ai fiumi Misa e Nevola.

Così come i 50 feriti e i 100 sfollati vivevano tutti nei trenta chilometri che separano Barbara da Senigallia, dove il Misa sfocia nell’Adriatico. Oltre 2.600 le richieste di soccorso al 112 provenienti dalle due province, quasi mille i vigili del fuoco, gli operatori delle forze dell’ordine e i volontari della Protezione civile impegnati senza tregua dalla scorsa notte. Hanno salvato tanta gente che aveva trovato rifugio persino in cima agli alberi.

Già ieri sera erano state recuperati i corpi delle prime vittime e questa mattina, con l’aiuto del sole, i soccorritori hanno proseguito nel loro compito: cercare nel fango e nell’acqua chi mancava all’appello e pulire le strade principali per favorire il transito dei mezzi di soccorso. Ha funzionato anche la macchina dei sindaci, che hanno scandito ordini e provvedimenti fino all’alba, persino via social, un intervento che ha limitato i danni.

A ognuno di loro ha parlato il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha incontrato i vertici della Regione Marche e dei vigili del fuoco in mattinata ad Ancona, per poi spostarsi per un lungo sopralluogo sui luoghi colpiti dall’alluvione: “È caduta una quantità d’acqua straordinaria”, ha detto ai cronisti, anticipando “un approfondimento sul sistema di allertamento”.

Come atto dovuto si è mossa anche la procura di Ancona, che ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando i reati di inondazione colposa e omicidio colposo. Nel pomeriggio è arrivato anche il premier, Mario Draghi, che aveva presieduto un consiglio dei ministri durante il quale erano stati stanziati 5 milioni per i primi aiuti e dichiarato lo stato di emergenza.





“È un disastro che bisogna affrontare”, ha detto visitando Ostra, dove ci sono state 4 vittime nella frazione di Pianello. In mattinata il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva chiamato il governatore Francesco Acquaroli esprimendogli “la solidarietà alla comunità e gratitudine a tutti quanti stanno instancabilmente lavorando per i soccorsi”.

Il sole in tutta l’area colpita dall’alluvione ha accompagnato oggi la macchina dei soccorsi, ma per domani è annunciato un nuovo peggioramento delle condizioni climatiche con un nuovo allerta meteo che, questa volta, riguarderà tutta la regione. Regione nella quale, anche domani, si osserverà una giornata di luttto.

“NESSUNO CI HA AVVISATO”

“Nessuno ci ha avvisato”. Non urlano e tagliano corto sulle polemiche, ma l’accusa dei sindaci dei paesi devastati dall’alluvione è chiara. Come quella dei cittadini al presidente delle Marche Francesco Acquaroli: “dove eravate ieri sera?” gli chiede polemicamente una donna di Pianello di Ostra, la frazione più colpita dall’ondata di maltempo dela scorsa notte.

Molti residenti hanno lamentato una carenza di aiuti e soccorsi nell’immediato, sfogandosi con i cronisti.

“Non abbiamo avuto nessun avvertimento particolare” è invece la frase ricorrente sula bocca dei sindaci. “Abbiamo ricevuto soltanto un’allerta gialla della Protezione civile per vento e pioggia, niente che facesse presagire un disastro del genere. Tutto è successo nel giro di un’ora” dice il primo cittadino di Sassoferrato Maurizio Grecci. Il sindaco di Cantiano (Pesaro Urbino) Alessandro Piccini parla di “scenario apocalittico” e ripete la frase “nessuna allerta particolare. Era prevista solo pioggia, invece in mezz’ora sono caduti 300 ml di acqua, più di 3 quintali a metro quadro, una cosa inimmaginabile. E pensare che l’alveo del fiume era stato appena ripulito”.

Con un’allerta gialla, osserva Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia (Ancona), “al massimo abbiamo avuto tanta pioggia. A Barbara, che conta 3 dispersi, il torrente “ha raggiunto un fronte di 60 metri, travolgendo tutto”, dice il sindaco Riccardo Pasqualini. Che sia stato un evento assolutamente eccezionale lo dice anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio quando parla di quantitativi di acqua “veramente straordinari”.

Ma qualche problema di allerta c’è stato. “È abbastanza evidente che l’evento, per come si è manifestato, è stato molto peggiore di quello che era stato previsto – dice – ora dobbiamo concentrarci sulle cose da fare adesso ma il tema dell’allartamento sarà da approfondire”. Secondo l’assessore regionale alla Protezione civile Stefano Aguzzi, “tutto è successo così in fretta che i Comuni interessati, spesso di piccole dimensioni, non hanno avuto il tempo di reagire e organizzarsi”. Cosa che è riuscita invece al Comune di Senigallia, più grande e strutturato, forte della drammatica esperienza dell’alluvione del 2014.

Ad ogni buon conto per domani è prevista una nuova allerta “per tutte le Marche”. Spetta infatti ai Centri funzionali decentrati in ogni Regione valutare le indicazioni meteo e il possibile evolversi della situazione e sono loro a comunicarlo al Centro funzionale centrale che emette un Bollettino di vigilanza metereologica nazionale a fini di protezione civile, cioè su quegli eventi meteo o idrogeologici che possono avere un impatto sulla popolazione, classificati con un codice di 4 colori in base al livello di allerta: verde, giallo (“fenomeni localizzati” con occasionale pericolo per la sicurezza delle persone”), arancione e rosso.

LE VITTIME

Sono 7, al momento, le vittime identificate, di cui due sono donne.

Ad Ostra sono morti in 5: Fernando Olivi, 84 anni, che è annegato nella sua abitazione, Giuseppe Tisba e suo figlio Andrea, di 65 e 25 anni, che erano scesi in garage per prendere l’auto, e Diego Chiappetti, 52enne, anche lui annegato all’interno di un garage. La quinta vittima è un cittadino italiano di origine marocchina, Mohamed Enaji, di 42 anni.





A Ostra Vetere è invece morta Erina Febi, 77enne: è annegata all’interno della sua abitazione. L’ultima vittima al momento identificata è Maria Luisa Sereni, ottantenne, deceduta a Trecastelli dopo esser annegata anche lei all’interno di un garage.

Tra le vittime accertate ce ne sono poi due ancora da identificare. Si tratta di un uomo travolto dall’acqua all’interno della sua auto nella frazione di Bettolelle, a Senigallia, che dovrebbe essere l’89enne Gino Petrolati, e di una ragazza, che potrebbe essere la diciassettenne dispersa: nella lista in possesso delle forze dell’ordine e dei soccorritori è indicata come Luisa Bartolucci mentre il sindaco di Barbara, Riccardo Pasqualini, ha parlato di una 17enne di
nome Noemi Bartolucci.

Se dunque i due nomi in via di identificazione dovessero essere confermati, mancherebbero all’appello Brunella Chiù, 56enne madre di Luisa Bartolucci, e Mattia, il bambino di 8 anni che è stato strappato dall’acqua dalle braccia della madre, la farmacista Silvia Mereu.

E sono proseguite tutto il giorno, “anche con un elicottero e il termoscanner” le ricerche di Mattia. A raccontare la sua storia è stato il sindaco Carlo Manfredi: “da noi è esondato il torrente di Nevola, il bambino stava tornando a casa con la madre in auto, quando lei ha visto l’ondata d’acqua, è
scesa e ha cercato di fuggire tenendo il figlio per mano, ma sono stati travolti da acqua e fango. La mamma l’abbiamo trovata a un km e mezzo di distanza, su un cumulo di detriti, del bambino invece… non c’era più traccia”.

Negli elenchi di forze di polizia e soccorritori, infine, c’è indicata un dodicesimo nominativo: si tratta di un 84enne di Apiro, in provincia di Macerata che però sarebbe morto per cause naturali. Sono in corso delle verifiche ulteriori.

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE MARSILIO

“A nome personale, della giunta che presiedo e dell’intera comunità abruzzese, esprimo il cordoglio per le vittime e la vicinanza al presidente Acquaroli e alla popolazione marchigiana che in queste ore è stata colpita da una forte ondata di maltempo. Come regione Abruzzo abbiamo comunicato di mettere a disposizione le forze della nostra protezione civile in caso di bisogno”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

L’AQUILA: IL SINDACO BIONDI ANNUNCIA DISPONIBILITA’ ALLOGGI PROGETTO CASE PER SFOLLATI

“Ci stringiamo alla comunità marchigiana per la tragedia che questa notte ha provocato morte e distruzione”.

Così, in una nota il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Siamo vicini ai parenti delle vittime, a quanti in queste ore hanno perso ogni punto di riferimento, ai soccorritori che stanno lavorando senza sosta per recuperare i dispersi e arginare i danni del disastro, alle istituzioni tutte, in particolare al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, cui mi lega un rapporto di amicizia e stima personale di lunga data”.

“Momenti terribili che noi aquilani abbiamo vissuto sulla nostra pelle nei giorni drammatici del sisma, giorni confortati dagli aiuti e dal sostegno giunti da tutto il mondo. L’Aquila non farà mancare tutto il suo sostegno e la sua solidarietà alle famiglie marchigiane. Ho pertanto annunciato al presidente Acquaroli la disponibilità degli alloggi del Progetto Case nei confronti dei cittadini che hanno perso la loro abitazione a causa dell’alluvione che ha colpito le Marche”.

Realizzati nel 2009 per gli sfollati del sisma, oggi gli appartamenti del Progetto Case sono a disposizione, non solo dei nuclei familiari che ne hanno ancora bisogno, ma anche di famiglie afgane e ucraine fuggite dalla guerra, di categorie sociali fragili, degli allievi della Scuola di formazione nazionale dei Vigili del Fuoco e del Centro nazionale del Servizio Civile universale.

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