UOMO TROVATO MORTO NELL’AQUILANO: PIANTE MARIJUANA IN ESSICCAZIONE DENTRO CASA

25 Novembre 2019 14:33

L'AQUILA – Piante di marijuana nel garage della casa in legno in aperta campagna nel comune di Barisciano dove l’uomo, che viveva da solo, è stato trovato morto ieri pomeriggio. Ucciso da due, forse tre, coltellate al torace, due colpi al capo con un oggetto contundente, che potrebbe essere un martello o un tubo di ferro, non ritrovati.

Sono questi gli elementi che fanno ritenere ad investigatori ed inquirenti che il 55enne operaio Paolo D'Amico, 55 anni dipendente dell'Asm, l'azienda municipalizzata che si occupa di ambiente e raccolta dei rifiuti, sia stato ucciso. 

La zona della sua abitazione è quella compresa tra San Gregorio e Fossa, tra le “La Fossa” e “Le Pastine”. 

Per ricostruire la dinamica della morte stanno indagando a tutto campo i carabinieri, guidati dal comandante provinciale Nazareno Santantonio, coordinati dalla Procura della Repubblica dell’Aquila.

Gli inquirenti vogliono capire se, attraverso la possibile presenza di telecamere, qualcuno abbia imboccato quella stradina tra sabato e domenica, il periodo di tempo in cui potrebbe essere maturato l'omicidio. 

Secondo l'ispezione cadaverica e i primi rilievi, D'Amico potrebbe essere stato ucciso addirittura sabato. La mamma, non riuscendo a contattarlo, ha raggiunto l'abitazione, insieme all'altro figlio, e si è trovata davanti la terribile scena.





Sul posto si sono portati i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e poi il medico legale e il Pm Simonetta Ciccarelli. I rilievi sono effettuati dalla Squadra Investigazioni scientifiche del Nucleo Investigativo di L’Aquila che ha avviato gli accertamenti del caso. 

Carabinieri e Procura della Repubblica dell’Aquila, pur non tralasciando nessuna ipotesi, hanno imboccato con decisione la strada dell’omicidio. 

Secondo una prima ricostruzione, il 55enne, non sposato, avrebbe avuto una doppia vita: irreprensibile e discreto sul lavoro e nelle poche relazioni, “artigiano” della droga nel privato e in tal senso si sta setacciando il terreno intorno alla sua casa isolata, alla ricerca di piantagioni di droga leggera. 

L’uomo potrebbe essere stato aggredito da almeno due persone ed ucciso fuori dal garage per poi essere trasportato all’interno. Gli assassini o l’assassino, questa una delle ipotesi a cui si lavora, potrebbero essere piccoli spacciatori o persone che, come lui, coltivavano piante di sostanze stupefacenti. 

Le indagini, serrate e sulle quali viene mantenuto il più stretto riserbo, sono incentrate sull’omicidio dell’uomo, originario di Roma, incensurato che viveva una vita lontano dai riflettori. 

Conferme su elementi ed indizi, emersi soprattutto dalla ricognizione cadaverica, si attendono dall’autopsia che verrà effettuata domani o dopodomani.

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