CADAVERE DEL 55ENNE, OPERATORE ECOLOGICO, E' STATO RINVENUTO IERI DALLA MAMMA E DAL FRATELLO; TROVATE IN CASA PIANTE MARIJUANA IN ESSICCAZIONE, NON SI ESCLUDE NESSUNA PISTA; OGGI GLI INTERROGATORI

UOMO TROVATO MORTO NELL’AQUILANO: UCCISO CON COLTELLATE E COLPI ALLA TESTA

25 Novembre 2019 09:50

BARISCIANO – Due, forse tre, coltellate al torace, due colpi al capo con un oggetto contundente, che potrebbe essere un martello ritrovato in giornata nel garage, sequestrato insieme ad altri attrezzi. E poi il rinvenimento di piantine di marijuana nel garage della casa in legno, in aperta campagna, nel comune di Barisciano dove l’uomo, che viveva da solo, è stato trovato morto ieri pomeriggio. 

Sono questi gli elementi che fanno ritenere ad investigatori ed inquirenti che il 55enne operaio Paolo D'Amico, dipendente dell'Asm, l'azienda municipalizzata che si occupa di ambiente e raccolta dei rifiuti, sia stato ucciso. 

La zona della sua abitazione è quella compresa tra San Gregorio e Fossa, tra le “La Fossa” e “Le Pastine”. 

Per ricostruire la dinamica della morte stanno indagando a tutto campo i carabinieri, guidati dal comandante provinciale Nazareno Santantonio, coordinati dalla Procura della Repubblica dell’Aquila.

Gli inquirenti vogliono capire se, attraverso la possibile presenza di telecamere, qualcuno abbia imboccato quella stradina tra sabato e domenica, il periodo di tempo in cui potrebbe essere maturato l'omicidio. 

Secondo l'ispezione cadaverica e i primi rilievi, D'Amico potrebbe essere stato ucciso addirittura sabato.

La mamma, non riuscendo a contattarlo, ha raggiunto l'abitazione, insieme all'altro figlio, e si è trovata davanti la terribile scena.

Sul posto si sono portati i Vigili del fuoco, i sanitari del 118 e poi il medico legale e il Pm Simonetta Ciccarelli.





I rilievi sono effettuati dalla Squadra Investigazioni scientifiche del Nucleo Investigativo di L’Aquila che ha avviato gli accertamenti del caso. 

Carabinieri e Procura della Repubblica dell’Aquila, pur non tralasciando nessuna ipotesi, hanno imboccato con decisione la strada dell’omicidio. 

Secondo una prima ricostruzione, il 55enne, non sposato, avrebbe avuto una doppia vita: irreprensibile e discreto sul lavoro e nelle poche relazioni, “artigiano” della droga nel privato e in tal senso si sta setacciando il terreno intorno alla sua casa isolata, alla ricerca di piantagioni di droga leggera. 

L’uomo potrebbe essere stato aggredito da almeno due persone ed ucciso fuori dal garage per poi essere trasportato all’interno. Gli assassini o l’assassino, questa una delle ipotesi a cui si lavora, potrebbero essere piccoli spacciatori o persone che, come lui, coltivavano piante di sostanze stupefacenti. 

Le indagini, serrate e sulle quali viene mantenuto il più stretto riserbo, sono incentrate sull’omicidio dell’uomo, originario di Roma, incensurato che viveva una vita lontano dai riflettori. 

Conferme su elementi ed indizi, emersi soprattutto dalla ricognizione cadaverica, si attendono dall’autopsia che verrà effettuata domani o dopodomani.

I militari coordinati da Nazareno Santantonio, e il pm titolare dell'inchiesta, stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni dell’uomo e la sua rete di relazioni. Per questo stanno vagliando i tabulati telefonici e anche i movimenti bancari, oltre ad ascoltare amici e parenti, a tale proposito sono stati sentiti la madre e il fratello che hanno trovato il loro congiunto e dato l’allarme.

Non sarebbero state trovate telecamere nella zona della sua abitazione quindi non è possibile verificare chi si sia recato negli ultimi giorni in quella casa in legno in aperta campagna. 

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