USURA, ABUSIVISMO, ESTORSIONI E FURTI: UN COMMERCIANTE SU DIECI E’ PIU’ INSICURO

28 Marzo 2023 19:28

Regione - Cronaca, Economia

PESCARA  – Un’impresa su dieci del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2022.

L’usura è il fenomeno illegale percepito in maggior aumento dagli imprenditori (per il 25,9%), seguito da abusivismo (21,3%), estorsioni (20,1%) e furti (19,8%).

Il trend è più marcato al Sud e nel commercio al dettaglio non alimentare dove si registrano percentuali più elevate e dove, in particolare, l’usura è indicata in aumento da oltre il 30% delle imprese.

Il dato è più accentuato per gli alberghi (18,1%), i bar (16%) e nel commercio al dettaglio alimentare (14,6%).





A Palermo il valore è pari al 13,4%, a Roma è dell’11,9% e a Milano del 6,3%. Lo dicono i dati di una ricerca promossa da Confcommercio e presentata oggi nell’ambito della Giornata nazionale di Confcommercio “Legalità, ci piace!”, giunta alla decima edizione.

Nel suo intervento il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli,  ha detto che “i fenomeni criminali, in particolare quelli come l’usura, si nutrono delle crisi, personali e sociali. Gli strascichi dell’emergenza pandemica, la crisi dei costi energetici, l’inflazione, il ribaltamento dei mercati finanziari, rappresentano un vero e proprio detonatore dell’usura. Anche per questo, quando chiediamo moratorie, fiscali e creditizie, non chiediamo ‘salvagenti’ per le imprese, ma strumenti che possono essere decisivi per non appigliarsi altrove, sulla ‘pinna’ della criminalità organizzata. Nel complesso, perciò, i nostri imprenditori hanno perso quasi 34 miliardi lo scorso anno, e sono stati messi a rischio quasi 270mila posti di lavoro regolari. Contrastare questi fenomeni – ha concluso Sangalli – significa togliere un freno alle nostre possibilità di crescita come Paese. Crescita economica ma anche crescita sociale e morale”.

l ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, commentando i dati dell’indagine Confcommercio sui fenomeni illegali e commentando un intervista all’imprenditore usurato, ha sottolineato che “bisognerà valutare anche un maggiore sostegno individuale e psicologico alle vittime del racket”.  “La collaborazione tra istituzioni e associazioni – ha aggiunto Piantedosi – è fondamentale per contrastare i fenomeni criminali. Ci sono gli strumenti per aiutare gli imprenditori ma possiamo fare un ulteriore salto di qualità”. “L’usura, al di là dei numeri ufficiali e del sommerso, è un fenomeno molto negativo che si alimenta con i soldi della criminalità organizzata. Un circolo vizioso che va a distruggere l’economia legale”. “Dobbiamo fare in modo – ha concluso Piantedosi – di contrastare con sempre più forza i fenomeni illegali”.

A Roma questo fenomeno è segnalato in crescita dal 28,5% degli imprenditori. Più di un imprenditore su cinque, inoltre, sempre secondo l’indagine dell’Ufficio studi di Confcommercio, ha avuto notizia di episodi di usura o estorsione nella propria zona di attività e, in particolare, il 10,3% ne ha conoscenza diretta.

Il “sentito dire” è decisamente più elevato al Sud (31,1%), a Palermo (31,9%), tra le imprese dei trasporti (29%) e del commercio al dettaglio non alimentare (26,4%), per i bar (26%). Il 16,5% degli imprenditori teme fortemente il rischio di esposizione a usura e racket. Una preoccupazione che è più accentuata al Sud (18,1%), a Palermo (19,8%), nel commercio all’ingrosso (18,4%) e al dettaglio non alimentare (18,3%).





Di fronte all’usura e al racket, il 59,4% degli imprenditori ritiene che si dovrebbe denunciare, il 30,1% dichiara che non saprebbe cosa fare, il 5,3% pensa di non poter far nulla. Questi dati sono significativamente più marcati al Sud.

Le Forze dell’ordine (37,8%) e le Associazioni di categoria e Organizzazioni antiusura (22,9%) sono i soggetti sentiti più vicini agli imprenditori minacciati. In particolare, il dato sulle Forze dell’ordine è più elevato tra le imprese dei trasporti (39,8%), mentre quello sulle Associazioni di categoria e Organizzazioni antiusura è più alto nella ristorazione (27%).

Oltre sei imprese su dieci, infine, si sentono penalizzate dall’abusivismo e dalla contraffazione soprattutto per via della concorrenza sleale e della riduzione dei ricavi. Il dato è decisamente più elevato al Sud (68,9%) e al Nord Ovest (68,3%), a Palermo (69%), nei trasporti (68,5%) e nel commercio al dettaglio alimentare (67,2%).

L’82% delle imprese ha investito in misure di sicurezza, soprattutto in sistemi di videosorveglianza e di allarmi antifurto. La percentuale è più alta nel Nord Est (84,4%), per gli alberghi (93,7%) e le tabaccherie (86%).

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©


    [mqf-realated-posts]

    Ti potrebbe interessare:

    ARTICOLI PIÙ VISTI: