“USURA BANCARIA E QUELLA MAFIOSA SI DANNO DEL TU”, I MECCANISMI PERVERSI CHE UCCIDONO L’ECONOMIA

CRONACA DEL CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE SANDRO PERTINI E DA SOS UTENTI.

23 Novembre 2022 17:46

L'Aquila - Cronaca, Economia

L’AQUILA – “Occorre prendere consapevolezza che c’è una connessione fortissima tra usura bancaria e usura criminale, sono tipologie di reato che si danno del ‘tu’, non del ‘lei’. L’usura criminale è attività delittuosa ‘al dettaglio’, l’usura bancaria è attività delittuosa ‘all’ingrosso’, entrambe minacciano il buon andamento del mercato del credito. Chi non ottiene credito dalle banche deve affidarsi spesso agli strozzini, soprattutto se sono stati ‘segnalati’ e non hanno scelta, diventano figli di un dio minore, per colpa di un meccanismo di esclusione dal sapore medioevale”.

​L’inquietante dinamica è riassunta dall’avvocato Luigi losa, esperto in reati bancari e finanziari, solo uno degli autorevoli relatori del convegno on line,  “Sviluppo economico, criminalità organizzata  e prevenzione” organizzato dall’Associazione Sandro Pertini e da Sos utenti aps.

Il saluto di benvenuto è stato affidato al presidente dell’Associazione Sandro Pertini  Veltra Muffo,  ad intervenire oltre all’avvocato Iosa, Leonardo Ricci, comandante provinciale Gdf a Foggia, in prima linea nella lotta alla quarta mafia, che flagella la Puglia, con presenze crescenti anche in Abruzzo, Camillo Romandini, magistrato 2a sezione specializzata in materia di impresa Corte di Appello di Roma, già presidente della Sezione civile Tribunale di Chieti, Paolo Maria Gemelli, avvocato cassazionista docente di Diritto e Procedura penale presso gli Istituti di istruzione della Guardia di Finanza, Antonino Galloni, economista, Gennaro Baccile, economista, esperto giurimetrico, e fondatore e presidente onorario associazione Sos Utenti Aps
Pietro Ciani, generale Corpo d’Armata Finanza. Non è potuto intervenire Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto Criminalità organizzata presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Ha ammonito Ricci: “Estorsioni ed usura sono collegati, nascono dalla stessa forza di intimidazione, propria di un clan: prima si chiede il pizzo, e poi viene prestato a strozzo  La gravità e che la criminalità organizzata si impossessa con questo meccanismo delle aziende sue vittime. Molti imprenditori invece di denunciare, preferiscono pagare, ma il criminale che viene a chiedere soldi, che all’inizio sembra accontentarsi di poco, poi diventa impossibile dire di no, il criminale entra in punta di piedi, ma poi si allarga Il dato positivo è comunque  le denunce stanno aumentano. ma nello stesso momento con il covid e il caro energia, sta aggravando il rischio di cadere nella rete della criminalità organizzata. L’unica strada è quella della denuncia e del coraggio”. ​

Il focus sull’usura bancaria l’ha offerta Romandini: “Il fenomeno dell’usura bancaria e non bancaria è sterminato,  ​anche se non uniforme.​ Ma abbiamo un problema in Italia, un legislatore schizofrenico e la Cassazione non garantisce indicazioni univoche.​ ​A fronte dello strapotere delle banche, bisogna far sì che i privati cittadini abbiamo strumenti efficaci per avere ragione alle richieste e anche giustizia anche in sede processu​ale”, ha detto Romandini, che ha poi aggiunto che per il  Rapporto della Banca d’Italia, “nel 2022 gli esposti, su violazioni da parte degli  istituti di credito, sono diminuiti, ma perché con la pandemia l’economia ha frenato negli ultimi due anni. Però è un dato che balza agli occhi: su un numero esorbitante, di 9.900 esposti in tutta Italia, contro le banche, solo 18 si sono conclusi con rinvio a giudizio ​e non c’è stata nessuna condanna.​ ​L’anatocismo e l’usura da parte degli istituti bancari, è difficilmente perseguibile,  a livello penale, ma qualcosa si muove a livello civile dove la tutela è più facile da garantire. Il processo civile è troppo farraginoso”.

L’avvocato Paolo Maria Gemelli ha poi spiegato che  “la criminalità organizzata condiziona pesantemente anche l’andamento dell’economia, riciclando denaro sporco e distorcendo la concorrenza e rispetto alla criminalità comune ha una grande forza di intimidazione e conta sull’omertà del contesto sociale. La mafia ha una territorialità, che però sta sempre venendo meno. Come si fa la prevenzione? Va intesa in senso non tanto sociologico e politico, ma soprattutto giuridico. Alcuni esempi: le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavori, la normativa antiriciclaggio, che obbliga ad organizzare presidi organizzativi, come la segnalazione operazioni sospette, nomina dei vari responsabili, che è preziosa anche per la lotta alla criminalità organizzata. C’è poi la legge Severino, che impone norme anticorruzione agli enti. Infine lo strumento più complesso, la norma sulla responsabilità penale anche delle persone giuridiche”.

Gennaro Baccile ha osservato che “l’evoluzione democratica della nostra organizzazione sociale è avvenuta con leggerezza rispetto al presidio della legalità e della meritevolezza: chi vuole agire nella legalità e nel segno del merito, spesso, troppo spesso, alza i tacchi e va all’estero, dove chi rispetta le regole è premiato. Nei grandi numeri rimangono così coloro che da un punto di vista economico sono soggetti da trainare, e non sono trainanti. C’è un lobbismo occulto, talvolta criminale, da combattere, in Italia”.

L’economista Antonino Galloni, ex direttore generale ministero del Lavoro, figlio di Giovanni Galloni, esponente della Democrazia Cristiana,​ ha spiegato che “corruzione e clientelismo si combattono con l’occupazione e il buon funzionamento della pubblica amministrazione per sottrarre manovalanza alla criminalità. Lo Stato deve riposizionarsi, le piccole attività che sono irregolari, magari solo perchè non conoscono om non sanno applicare la normativa, devono essere aiutate, non vessate, vanno accompagnate al rispetto delle norme, perché questo le isola dalla vera criminalità.  Va spezzato preventivamente il nesso tra irregolarità varie, che vanno trattate con il guanto di velluto, e l’illegalità, che va perseguita con la massima forza e determinazione”.

Infine Pietro Ciani, generale Corpo d’Armata Finanza, “una svolta nella lotta la mafia sono gli strumenti normativi che hanno consentito di colpire i patrimoni, anche per chi è semplicemente  indiziato di  far parte di una organizzazione criminale organizzata, in caso di accumulo, riciclaggio e investimento in attività lecite. La lotta alla mafia passa però per l’affermarsi di una diffusa cultura della legalità”.

LA DIRETTA

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