VACCINI ABRUZZO: TENSIONI TRA VERI’ E BRUCCHI,
MARSILIO PERDE STAFFE DAVANTI AI GIORNALISTI

CAMPAGNA SOMMINISTRAZIONI NELLA MEDIA ITALIANA, MA POTREBBE ANDARE MEGLIO; ASSESSORE ALLA SANITA' VS REFERENTE REGIONALE, CHE POTREBBE ESSERE SOSTITUITO; PRESIDENTE REGIONE ALZA LA VOCE INCALZATO SU DOSI IN CATEGORIA "ALTRO", A MAGISTRATI E GUARDIAPARCO SU RAITRE E LA7; DIRETTORE ASR COSENZA RAMPOGNA ASL PER STOP A PASQUA E PASQUETTA

16 Aprile 2021 08:05

L’AQUILA – Un presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli di Italia che non perde occasione di inalberarsi incalzato dai giornalisti, prima con quelli di Piazza Pulita di La7, sui vaccini ai guardia-parco, poi con quelli di Agorà di Raitre, sulla “misteriosa” categoria “altro”, e sulla vicenda già foriera di polemiche sulla priorità accordata al personale giudiziario. Fuori dagli schermi, voci insistenti assicurano di attriti sull’andamento della campagna, che ha comunque numeri nella media italiana, e di un rapporto sempre più teso tra l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì della Lega e il direttore sanitario della Asl di Teramo, Maurizio Brucchi, ex sindaco di Teramo di Forza Italia e referente abruzzese per le vaccinazioni, con voci di una sua possibile sostituzione.

E il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Asr, Pierluigi Cosenza, che ha rampognato le Asl per essersi fermate a Pasqua e Pasquetta.

Non è un un clima sereno quello che si respira in Abruzzo, nella plancia di comando della delicatissima partita della campagna vaccinale. In verità l’Abruzzo non è messo male, con 318.785 dosi somministrate su 389.270, l’81,9% anche se di poco sotto la media del 83,3% nazionale, secondo i dati aggiornati alle 17 di ieri.  Ed è sopra la media per le persone che hanno fatto tutte le due dosi di vaccino, completando il ciclo, con il 6,8%, rispetto al 6,8% nazionale (dato aggiornato al 12 aprile).

Ma si potrebbe fare di più, visto che altre regioni hanno percentuali di somministrazione più alte, rispetto ad un ideale ruolino di marcia, a prescindere dalle forniture e disponibilità di dosi. Come altrove non mancano lamentele per le varie disfunzionalità, vedi le file all’addiaccio degli anziani, come a Montereale solo ieri, gli anziani e disabili non contattati, come pure si sono scatenate le polemiche sui furbetti che avrebbero saltato la fila, malcostume nazionale.

Marsilio, è poi alle prese con altri grattacapi, vedi la situazione tesa nella sua maggioranza in Regione, e l’inchiesta della Procura di Pescara su presunte gare truccate, che ha sfiorato il suo partito, e non ha dato certo sfoggio di aplomb quando è stato negli ultimi giorni incalzato dalle televisioni nazionali.

“Lei mi sta chiedendo ‘ma perché sono così tante le persone nella categoria ‘altro’ tra le persone vaccinate?’ Io le rispondo, ma che è colpa mia? Non lo so, noi non alimentiamo una piattaforma alternativa, non ne abbiamo nessun motivo e nessun bisogno! Usiamo la piattaforma dello Stato!”, ha urlato Marsilio martedì scorso contro un giornalista inviato della trasmissione Agorà, su Raitre, che ha inteso documentare la presunta “disorganizzazione” della campagna vaccinale in Abruzzo, a cominciare dalla “opacità” della categoria “altro”, che conta 86.646 vaccinati, seconda voce solo rispetto a quella degli over 80 con 121.000, e degli gli operatori sanitari, con 65.164. Proporzioni simili del resto a tutta Italia. E su cui anche in Abruzzo non c’è chiarezza.

Agorà ha poi  incalzato sulla priorità data in Abruzzo al personale della giustizia, ovvero a magistrati togati e onorari, giudici di pace, amministrativi del Tribunale, della Procura della Repubblica e dei Giudici di pace, equiparati al personale scolastico e alle forze armate, sebbene non fossero state inserite tra le categorie previste come urgenti nel piano vaccinale nazionale.

Qui Marsilio ha risposto che “sono state effettuate solo 109 vaccinazioni”, per un “errore” della Asl di Pescara, per poi stoppare tutto. Accusato dunque dal segretario regionale del Pd, Michele Fina, intervistato anche lui da Agorà, di “aver cambiato versione”, rispetto a quando rivendicava in prima persona la bontà della scelta.

La scorsa settimana Piazza Pulita di La7 ha realizzato un servizio ambientato nell’idillio del Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, dove tutti i guardiaparco sono stati vaccinati, parificati alle forze dell’ordine. “Eppure si tratta di un lavoro che si svolge al 100% all’aria aperta, con grande distanziamento, mentre in Abruzzo solo il 30% degli over 80 sono stati vaccinati”, è stato affermato nel servizio.

L’inviata ha chiesto dunque lumi a Marsilio, che ha spiegato che “il vaccino che viene dato a forze dell’ordine non è il vaccino che viene dato agli ultra ottantenni”. Per poi aggiungere: “lei pensa che i guardaparco si occupano soltanto degli orsi, come se gli uomini non frequentassero i Parchi?”

E sempre più irritato e sarcastico, rivolto all’inviata: “la sua tesi qual è? E’ quella che se non avessimo vaccinato qualche decina di guardiaparco avremmo già vaccinato tutti gli anziani?”.

Per infine sbottare: “se ci abbiamo messo tre mesi e non abbiamo ancora finito gli ultraottantenni è perché i vaccini non ce li hanno dati! Oggi dobbiamo convincere le persone una ad una a vaccinarsi con Astrazeneca, perché hanno tutti paura!”.

Il nervosismo di Marsilio potrebbe però essere motivato anche dal fatto che dietro le quinte regionali della campagna vaccinale gli attriti non mancano. Da quanto si apprende sull’andamento delle somministrazioni l’assessore Verì ha avuto più di diverbio con Brucchi, che si deve accollare per contratto la responsabilità di quello che non va per il verso giusto.

Non va dimenticato poi che il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Asr, Cosenza, dirigente medico della Asl provinciale dell’Aquila ed esponente della Lega, di recente entrato a far parte del gruppo di lavoro istituito dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) chiamato a sviluppare un rapporto sul tema del “Long Covid”, ha bacchettato le quattro Asl per lo stop a Pasqua e Pasquetta delle vaccinazioni, evenienza definita “francamente inaccettabile, una leggerezza tecnica che ha riguardato anche la somministrazione dei vaccini. Se c’è necessita di far riposare il personale sanitario, bisogna studiare una strategia”. Anche questo al di là dell’episodio specifico, è segno di nervosismo.

Ad Abruzzoweb il direttore dipartimento Prevenzione della Asl aquilana, Domenico Pompei ha però spiegato che  il rallentamento è stato dovuto alla mancanza di vaccini, e anche in quei giorni si sono fatte le somministrazioni possibili.

Aggiungiamoci pure il clima teso nella politica abruzzese, anche al di là dei vaccini. Nella maggioranza di Marsilio,  la Lega è ai ferri corti con il direttore generale della Asl dell’Aquila, Roberto Testa, manager in quota Fdi, dopo la nomina non concordata a direttore sanitario di Alfonso Mascitelli, ex senatore e consigliere regionale dell’Italia dei valori, ex direttore generale Asr. Infine è esplosa l’inchiesta su presunte gare truccate alla Asl di Pescara, che ha portato al suicidio in carcere, subito dopo l’arresto del dirigente del dipartimento di Salute Mentale, Sabatino Trotta, candidato per Fdi alle elezioni del febbraio 2019, con la Procura che ora indaga sul livello “politico” della vicenda. Con Marsilio ascoltato in Procura come persona informata dei fatti. Indagato anche il direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, nominato dal centrodestra.

Infine nervi tesi in consiglio regionale, con la spaccatura che si è aperta, l’ennesima, dopo che l’ex sottosegretario della giunta regionale abruzzese, Umberto D’Annuntiis, ex sindaco di Colonnella (Teramo), è passato armi e bagagli  da Forza Italia a Fratelli d’Italia, portandosi con sè le deleghe pesanti a Lavori pubblici e Infrastrutture. Ora lo scenario è quello di un nuovo rimpasto, condito dal veleno.

Fattori “ambientali” che possono aver contribuito a far perdere le staffe a Marsilio in giorni non facili, davanti alle incalzanti domande dell’inviato.

A quella su quali fossero esattamente le categorie inserite nella voce “altro”, la seconda in Abruzzo, ma anche in Italia, a quota 3.644.691 su 14.259.835 vaccini, Marsilio ha fatto uscire dalla sua stanza il giornalista, si è informato presso gli uffici, e ha poi cominciato ad elencare alcune voci, come quella del “personale lavorante nelle manutenzioni, uscieri, operatori di front office, operatori socio sanitari e tirocinanti  presso le strutture ospedaliere”, per poi inalberarsi alla domanda se fosse possibile scaricare un documento completo dal sito, che però è gestito dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, e non dalla Regione, da qui la brusca reazione di Marsilio.

Altro capitolo quello dei vaccini al personale degli uffici giudiziari, che tante polemiche ha sollevato. Priorità chiesta dalla magistratura di Pescara, e contestata tra gli altri dalla categoria degli avvocati esclusi dalla priorità.

Marsilio sull’argomento ad Agorà ha spiegato che  “per un errore della Asl di Pescara, una domenica vengono convocati circa 190 magistrati e dipendenti del Tribunale e vengono vaccinati: è stato un errore che non si è ripetuto”. In effetti in provincia dell’Aquila  nessuno della categoria “personale della giustizia” è stato ancora vaccinato.

“Evidentemente ha cambiato versione, nei suoi comunicati Marsilio aveva detto altro”, ha però osservato   il segretario regionale del Pd Fina, intervistato d Agorà riferendosi alla nota del presidente in cui si difende la scelta:  “Quando il governo, a seguito delle decisioni Aifa, ha autorizzato Astrazeneca solo per gli under 55 (vietandolo per gli anziani, quindi) ci ha indicato alcune categorie prioritarie, tra le quali gli ‘ufficiali di polizia giudiziaria’. A seguito di ciò, il Presidente della Corte d’Appello e il Procuratore Generale hanno evidenziato che tale qualifica è attribuita anche al personale in servizio presso la Magistratura. Non c’era motivo per non accogliere tale richiesta, come fatto per tutto il comparto delle forze dell’ordine e delle forze armate aventi pari qualifica”, è stato in precedenza spiegato da Marsilio. (red)

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