VACCINI: PRIORITA’ ANCHE A SINDACI E MEMBRI COC.
BIONDI, “HO RINUNCIATO PER EVITARE POLEMICHE”

LO PREVEDE PIANO REGIONALE ABRUZZESE SOMMINISTRAZIONI, AMMINISTRATORI PUBBLICI EQUIPARATI A FUNZIONE PROTEZIONE CIVILE, OLTRE A PRIMO CITTADINO L'AQUILA IN MOLTI PREFERISCONO ATTENDERE

di Filippo Tronca

31 Marzo 2021 14:42

L’AQUILA – Non solo i vaccini ai agli operatori della giustizia, che tante polemiche hanno suscitato, visto che per molti e per lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi le Regioni avrebbero dovuto stilare le priorità in base alle fasce di età, e non per categorie.

Nella lista di chi ha precedenza per avere le dosi, nel piano vaccinale della Regione Abruzzo, oltre ai magistrati, ci sono anche le categorie “equiparate” alla Protezione civile. Ovvero, anche sindaci, assessori, dirigenti comunali, che svolgono questa funzione nei Coc, i Centri operativi comunali, che organizzano campagne di screening e vaccinazione, e così via, e dunque potenzialmente a maggior rischio contagio.

Sta però accadendo, per evitare polemiche, che molti sindaci e assessori, alla luce delle polemiche che i vaccini ai magistrati stanno provocando, abbiamo spontaneamente rinunciato.

Caso eclatante quello del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ad Abruzzoweb a margine dell’inaugurazione del centro vaccinale di Bazzano, frazione del capoluogo, spiega risoluto: “Ho fatto espungere il mio nome, ho chiesto di non venire contemplato nell’elenco, proprio per evitare polemiche”.

Ma aggiunge: “ritengo in ogni caso che che faccia parte dei Coc e delle unità di crisi debba essere vaccinato al più presto, sono persone esposte al contagio nell’esercizio delle loro funzioni”.

Sull’argomento, sempre a questa testata commenta il direttore della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, Roberto Testa: “per quanto riguarda le priorità ci atteniamo pedissequamente  al piano regionale,  e teniamo conto della disponibilità dei vaccini, quando avremo una disponibilità adeguata sarà possibile dare risposta a tutte le categorie”.
Come a dire, comunque la priorità spetta in ogni caso ad over 80, over 70 e categorie fragili, quelle principalmente raccomandate dalle linee guida del governo, recepite e “integrate” dalle Regioni.

 

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