VACCINI ANTI COVID, ASR BACCHETTA ASL ABRUZZESI. COSENZA, “STOP PASQUA INGIUSTIFICABILE”

POCHE SOMMINISTRAZIONI E POCHI TAMPONI, DIRETTORE AGENZIA SANITARIA REGIONALE: "SUPERFICIALITA' MANAGERIALE, RISCHIAMO DI BRUCIARE TRE SETTIMANE, SIAMO ANCORA NEI PARAMETRI DA 'ZONA GIALLA'"

di Azzurra Caldi

9 Aprile 2021 08:26

L’AQUILA – “Il trend è in discesa, abbiamo dati da zona gialla da almeno tre settimane, il clamoroso e incomprensibile errore è stato quello di non effettuare tamponi e vaccini a Pasqua e pasquetta: una superficialità manageriale da parte delle Asl ingiustificabile”.

Non usa mezzi termini il medico aquilano Pierluigi Cosenza, direttore  generale dell’Agenzia sanitaria regionale abruzzese, di recente entrato a far parte del gruppo di lavoro istituito dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) chiamato a sviluppare un rapporto sul tema del “Long Covid”.  In vista del report sul monitoraggio settimanale, che a livello nazionale dovrebbe confermare l’Abruzzo in zona arancione, e delle valutazioni in Regione su ulteriori misure restrittive per i comuni con maggiori contagi, traccia un primo bilancio della settimana appena trascorsa, quella di Pasqua, non risparmiando critiche alle quattro Asl.

Cosenza, scelto dalla Giunta regionale come direttore dell’agenzia sanitaria regionale abruzzese lo scorso 15 marzo dopo esserne stato, dai primi di novembre, commissario straordinario, è il primo aquilano nominato ai vertici tecnici della sanità abruzzese e ha sostituito Alfonso Mascitelli, di nomina di centrosinistra, che da alcune settimane ha assunto la direzione sanitaria della Asl provinciale dell’Aquila nominato tra le polemiche dal dg, Roberto Testa, a sua volta nominato dalla maggioranza di centrodestra nel settembre del 2019.

“Ancora una volta rientreremmo nei parametri da zona gialla, ancora di più rispetto a quella precedente – spiega Cosenza – Anche se c’è un incremento di casi nella provincia dell’Aquila assistiamo a un calo complessivo nel resto della regione, in particolare lungo la costa, quindi l’indice Rt è ancora in discesa. In questo contesto risulta francamente inaccettabile non fare i tamponi a Pasqua e Pasquetta, perché riprendendo il ritmo normale, la prossima settimana saremo falsamente in aumento. Questa è stata una leggerezza tecnica che ha riguardato anche la somministrazione dei vaccini. Se c’è necessita di far riposare il personale sanitario, bisogna studiare una strategia. C’è stata una mancanza di visione da parte delle Asl che purtroppo ha influito negativamente sulla nostra credibilità a livello nazionale e a livello di dati, perché la prossima settimana rischiamo di avere numeri ben più alti”.

Sulla questione sono esplose polemiche, da parte degli addetti ai lavori, cittadini ed esponenti politici del centrodestra per lo stop che si è verificato in regione nella domenica di Pasqua e lunedì di Pasquetta: appena 1.625 dosi e 2.696 rispettivamente, in tutta la regione, per poi tornare solo il martedì 6 aprile ad oltre le 7mila dosi. Uno stop che ha riguardato in particolare la provincia dell’Aquila, dove pure si registrano curve preoccupanti che potrebbero determinare una nuova ondata della pandemia.

Cosenza sottolinea: “Non vale la pena ‘giocarsi’ tre settimane di zona gialla ‘sula carta’ per due giorni di festa. Il dato reale a questo punto sarà quello della settimana prossima. È impossibile anche fare le statistiche questa settimana, è stata una follia non fare né tamponi né vaccini – ribadisce – Qui siamo in guerra, se la gente non lo capisce è un problema serio. Ma il problema non è che non lo capisca la gente, quanto il management aziendale”.

A giorni Cosenza parteciperà prima alla Commissione sulla Revisione della legge Lorenzin, intorno al 15 aprile, e poi come membro del gruppo di lavoro istituito dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) svilupperà un rapporto sul tema del “Long Covid”, uno studio sulle linee guida da attuare per seguire i malati che si sono negativizzati e che continuano ad avere varie, molto spesso serie, problematiche anche per lunghi periodi successivi alla malattia “che hanno un impatto notevole sulla qualità della vita delle persone”.

Il medico aquilano, da quattro mesi al timone dell’Asr, è stato scelto perché l’Abruzzo, unica regione in Italia, ha pubblicato sulla tematica un documento curato dallo stesso sanitario: “È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio perché siamo stati nominati non per conoscenza ma esclusivamente per merito, perché siamo stati l’unica Regione che ha fatto un protocollo sul Long covid. Ho spedito il documento al Ministero della Sanità che lo ha trovato interessante e l’Iss ci ha convocato, per noi è stata una grande soddisfazione”.

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