“VACCINI ANTI-INFLUENZALI, ABRUZZO HA FALLITO”. PAOLUCCI, “MANCANO ANCORA 100MILA DOSI”

13 Gennaio 2021 07:48

PESCARA – “Arrivati a gennaio si può affermare che la Regione Abruzzo ha clamorosamente fallito gli obiettivi della campagna di vaccinazione anti-influenzale e mancano all’appello 100.000 dosi, proprio quando, alla luce dell’emergenza covid-19, la loro somministrazione sarebbe stata importantissima. Invece, siamo a gennaio e il tempo per vaccinarsi sta per scadere e la Regione non fornisce dati ed informazioni su questo fallimento”.

A tornare alla carica sul “giallo” legato all’andamento del piano di vaccinazioni antinfluenzali in Abruzzo è ancora una volta Silvio Paolucci, capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale ed ex assessore alla Sanità.

L’ennesimo attacco del dem alla maggioranza di centrodestra, guidata da Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, parla di 100mila dosi mancanti a fronte delle 160mila denunciate nelle scorse settimane che, secondo Paolucci, è una grave carenza collegata al  fallimento nella programmazione da parte della burocrazia abruzzese della sanità, con il giallo nel giallo rappresentato dal fatto che non si sa, con carte ufficiali, come è stata colmata la differenza.

L’intervento arriva nei giorni in cui è finalmente entrata invece a regime la vaccinazione anti covid 19 con il farmaco di Pfizer-Biontech, che è partita con le prove generali del Vaccine day del 27 dicembre, ed ora procede con ritmo soddisfacente: ieri si è arrivati a 15.368 dosi somministrate su 24-510 disponibili,  il 62,7%, dato superiore anche alla media italiana che è del 56.3%.

Altrettanto importante sarebbe stato però stringere i tempi anche per quel che riguarda i vaccini antinfluenzali, per ridurre l’impatto sul sistema sanitario già provato, e per favorire la cosiddetta diagnosi differenziale, ovvero evitare che i sintomi di una normale influenza vengano confusi con quelli del covid-19, con tutto ciò che comporta in termini di presa in carico e tamponi. E invece si moltiplicano gli appelli allarmati dei medici, in particolare quelli di famiglia, che nei momenti più caldi non hanno avuto vaccini per le categorie a rischio soprattutto tanti anziani che sono ancora in attesa.

A protestare è stato financo il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, anche lui, nella veste di medico di famiglia, impossibilitato a vaccinare parte importante dei suoi 1.500 mutuati. “Una situazione allucinante, contro ogni principio di sanità pubblica, a causa della quale è passato il messaggio che ci sono cittadini di serie A e di serie B”, ha commentato con amarezza Ferrara.

Del resto, assicura Paolucci, poco sarebbe cambiato, per quanto riguarda le vaccinazioni anti-influenzali, dallo scenario di forte ritardo e mancanza di programmazione emerso in due riunioni nella commissione Vigilanza, presieduta dal pentastellato Pietro Smargiassi, andate in scena ad inizio dicembre.

In quella sede l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, della Lega, e il direttore del dipartimento sanità Abruzzo, Claudio D’Amario, ex capo del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, arrivato in Abruzzo il primo maggio scorso, avevano comunicato che al 2 dicembre a  fronte di 331.500 dosi di vaccino aggiudicate (il 78% del fabbisogno delle quattro Asl regionali), ne risultavano consegnate 247.700 dosi, e somministrate 218mila. In quella circostanza, c’è stato lo scaricabarile tra pezzi importanti della burocrazia regionale.




Il motivo delle difficoltà, aveva spiegato ancora D’Amario e i suoi tecnici, che hanno relazionato in commissione, le problematiche relative al chiudere la gare, tenuto conto le aziende farmaceutiche contattate non avevano le disponibilità a causa di una richiesta nazionale molto superiore rispetto al normale. E si è pertanto verificato uno scontro tra D’Amario, uomo forte della sanità abruzzese e Daniela Valenza, commissario dell’Agenzia regionale per l’Informatica e la committenza (Aric), a cui sono affidate le gare per l’acquisto dei vaccini anti-influenzali, convocata anche lei in commissione e che si è sentita messa sotto accusa per i ritardi e gli incidenti di percorso, menzionati dal capo Dipartimento. Tra le carte presentate però è emerso che il 26 giugno, il giorno dell’ultima richiesta fatta recapitare dalle Asl, è stata avviata la gara, mentre la istanza sul fabbisogno regionale il Dipartimento Salute l’ha presentata all’Agenzia il 26 luglio successivo.

A stretto giro, dopo pochi giorni, è divampata la polemica allorché la Regione Abruzzo ha provato a correre ai ripari trattando l’acquisto  da una società del Lazio di 60mila dosi a 30 euro ognuna, a fronte del costo, nei precedenti ordini fatti a giugno ed agosto che varia da 3 a 6 euro. A denunciare un acquisto “fatto in emergenza, per porre rimedio alla disorganizzazione della Regione, ad un costo esorbitante che rappresenterà un salasso per le casse delle Asl” è stato ancora una volta Paolucci. Ma poi non si ha avuta più notizia sulla sottoscrizione o meno dei contratti. Lo stesso Paolucci conferma ora ad Abruzzoweb, “ho chiesto lumi alla Regione e alle Asl, ma non ho ancora ricevuto risposte”. Da quanto si apprende però il pessimo affare sarebbe andato fortunatamente a monte.

Certo invece che sono state consegnate alla Regione, questa volta da parte della struttura commissariale nazionale, 36mila  dosi di circa vaccino antinfluenzale Fluenz Spray Nasale destinate alla vaccinazione dei bambini di età compresa tra 2 e 6 anni. richieste dal Dipartimento Sanità al Ministero della Salute e fornite senza oneri a carico della Regione. E altre 24 mila dosi, a prezzi normali  sono state consegnate dalle ditte fornitrici ritardatarie, dopo non pochi solleciti da parte dell’Aric. Situazioni comunicate con note stampa.

Ci sarebbero poi trattative per l’acquisto di altre 40mila dosi tra quelle non utilizzate dalla Regione Piemonte, che ha vaccinato più di 850mila persone e ha pressoché concluso la sua campagna.

In ogni caso, mancano ad oggi ancora all’appello altre 100.000 dosi, calcola l’ex assessore.

“Nonostante le mie richieste al dipartimento Sanità – protesta Paolucci – non ho ancora avuto accesso ad un report aggiornato sull’andamento della somministrazione dei vaccini. Ma intanto quello che più amareggia è che siamo arrivati a gennaio, il tempo sta per scadere e la campagna vaccinale volge al termine. E per l’inefficienza della Regione ci sono 100mila cittadini, anziani, persone fragili, che non hanno ancora la possibilità di vaccinarsi”.

 

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