VACCINI COVID, GIMBE: RICHIAMI IN RITARDO, RIGUARDANO OLTRE 22 MILIONI DI PERSONE ENTRO IL 2021

25 Novembre 2021 17:42

Italia: Sanità

ROMA – Sono stabili a 127 mila, nell’ultima settimana, le prime dosi di vaccino somministrate, “un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi”. Riprendono, invece, le forniture di vaccini. Mentre sono in lieve aumento ma in “netto ritardo” le somministrazioni dei richiami: “Per coprire le persone chiamate a fare la terza dose entro il 31 dicembre, ovvero 22,6 milioni, il ritmo dovrebbe salire a 600.000 somministrazioni al giorno”.

È quanto emerge dal nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe.

Secondo le indicazioni ministeriali, stima il Gimbe, le persone che possono ricevere entro la fine del 2021 la dose booster sono in totale 27,3 milioni: di cui 15,19 milioni di over 60 che hanno completato il ciclo con qualsiasi vaccino entro il 3 agosto; 822 mila di under 60 che hanno ricevuto Johnson&Johnson entro il 3 agosto; 11,28 milioni di persone con età compresa fra 40 e 59 anni che hanno completato il ciclo vaccinale con Pfizer, Moderna o AstraZeneca entro il 3 agosto. Considerato che ad oggi sono già state somministrate 3,91 milioni di dosi booster e 764 mila dosi aggiuntive, “entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate sino a 22,62 milioni di terze dosi, pari a una media di oltre 610 mila somministrazioni al giorno”, si legge.

“Per contenere la quarta ondata nel nostro Paese – spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – sul fronte vaccini è indiscutibile la necessità di raggiungere il maggior numero possibile di persone non ancora vaccinate, sia accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili”.

Su questo fronte, aggiunge Cartabellotta, “preoccupano particolarmente 2,1 milioni di over 80, 4,4 milioni di 70-79enni, 5,1 milioni di 60-69enni e i 6,2 milioni di 50-59enni che, visti i dati sull’efficacia vaccinale a 6 mesi e a fronte delle imminenti festività natalizie che implicheranno certamente un aumento dei contatti sociali in luoghi chiusi, risultano ancora scoperti dalla dose booster”.

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