VACCINI COVID, GIOVANE AGGREDITO A CASOLI: “ASL RIMUOVA MEDICO, FOLLE ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA”

20 Dicembre 2021 17:42

Chieti: Sanità

CASOLI –  “Chiediamo con forza che la Asl competente apra un’istruttoria sulla vicenda e proceda alla immediata rimozione del medico dalla sua posizione di responsabile dell’hub vaccinale di Casoli”.

È un passaggio della nota firmata dal coordinamento regionale per l’Abruzzo del gruppo “Studenti contro il Green Pass” che chiede provvedimenti nei confronti di un medico dopo aver appreso “con sgomento e inquietudine la notizia, riportata dall’Ansa, di un’aggressione verbale, unita a una vera e propria istigazione alla violenza fisica rivolta ai presenti, posta in essere dal medico responsabile dell’hub vaccinale di Casoli (Chieti), ai danni di un ragazzo, ‘reo’ solo di aver richiesto, per conto della madre, il certificato di esenzione dal vaccino”.

Di seguito la nota completa.

“La vicenda appare in tutta la sua gravità, se si considera il fatto che il Ministero della Salute ha fissato i criteri per ottenere l’esenzione dal vaccino e che, quindi, tale richiesta è pienamente legittima e implica, da parte del medico vaccinatore (peraltro un pubblico ufficiale), il dovere di considerarla, a prescindere dalle sue opinioni in merito.

Invece, ci lascia esterrefatti scoprire che, secondo il becero e arbitrario ragionamento di questo medico di Casoli, la richiesta di esenzione non solo comporti il diniego a priori (per cui si potrebbe configurare il reato di omissione di atti di ufficio) ma, addirittura, un atteggiamento di folle e sconsiderata violenza (e di istigazione ad essa) ai danni di un ragazzo che non aveva commesso alcun tipo di illecito! Domandiamo a tutti i lettori se sia concepibile che un medico, posto in un incarico dirigenziale, si permetta simili atteggiamenti di bullismo e di prevaricazione, che niente hanno a che vedere coi più elementari princìpi della convivenza civile.

Pertanto, chiediamo con forza che la ASL competente apra quanto prima un’istruttoria sulla vicenda e proceda, per i motivi richiamati sopra, alla immediata rimozione del medico dalla sua posizione di responsabile dell’hub vaccinale di Casoli. Ci auguriamo, altresì, che il dottore in questione abbia modo di riconsiderare la gravità delle sue azioni, e che quindi porga le sue pubbliche scuse al ragazzo e alla madre di questi, per l’inqualificabile atteggiamento dimostrato.

A onor del vero, riteniamo che la vera e propria “violenza pro-vax” sobillata ai danni del ragazzo sia frutto non solo del singolo medico, ma anche del crescente clima di odio, tensione, divisione, vessazione e discriminazione incoraggiato e implementato dal governo Draghi ai danni di chiunque, a prescindere dalle (legittime) motivazioni individuali, non voglia o non possa sottoporsi alla vaccinazione anti Sars-Cov-2.

Pertanto, incoraggiamo tutti i lettori a riflettere su quanto appena detto, allo scopo di aprire gli occhi sulla reale natura del “nemico” e sul fatto che, quando si parla di “violenza no-vax”, imprimendo il marchio di infamia a chi non può o non vuole vaccinarsi, molti presunti alfieri del Bene assoluto e del perbenismo vaccinale e sanitario dovrebbero guardarsi allo specchio, domandandosi da chi e per quale motivo provenga la vera violenza.

Con il presente comunicato esprimiamo, altresì, piena solidarietà e vicinanza al ragazzo, vittima innocente di questa inquietante e allucinante vicenda, sia a nome nostro che del Coordinamento Nazionale del movimento “Studenti contro il Green Pass”. Facciamo altresì i nostri complimenti allo studente per la lucidità dimostrata nel chiamare i carabinieri per far valere i suoi sacrosanti diritti, senza cedere alla squallida violenza del medico vaccinatore.

Inoltre, ci fa piacere constatare che diverse persone presenti al momento del fattaccio abbiano voluto consegnare al ragazzo, in segno di solidarietà, i filmati di quanto accaduto e che, soprattutto, non abbiano accolto l’istigazione ad accanirsi contro di lui.

Il presente comunicato viene trasmesso alle testate locali e nazionali, oltre a essere pubblicato sul Sito web ufficiale del nostro movimento e sugli account social ad esso collegati, onde avere la massima diffusione possibile: tutti, in ogni angolo d’Italia, devono sapere la gravità di quanto è successo”.

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