VACCINI COVID, PFIZER LICENZIA DIPENDENTI IN BELGIO E DELOCALIZZA IN ROMANIA

10 Marzo 2021 14:35

Mondo: Cronaca

BRUXELLES – Nonostante le continue richieste di nuove dosi e gli affariche sembrerebbero andare a gonfie vele, Pfizer ha annunciato che ridurrà l’organico della sua filiale belga.

La denuncia è arrivata dal sindacato Acv, dop aver appreso l’intenzione dell’azienda di voler abbassare del 15%, il personale del suo centro di distribuzione di Zaventem, a Bruxelles. Saranno 38 i dipendenti a perdere il posto di lavoro a causa, si legge sulla stampa locale, della decisione di trasferire il suo dipartimento di approvvigionamento esterno in Romania.

La delocalizzazione, riferisce il quotidiano online EuropaToday.it, che avrebbe fatto, e non di poco, infuriare i sindacati belga.

“Negli ultimi mesi il personale ha lavorato il doppio per l’azienda per la produzione del vaccino anti Covid-19. Procedere ora con i licenziamenti collettivi è uno schiaffo in faccia a tutti i dipendenti che contribuiscono al successo di Pfizer e mantengono la produzione di vaccini sulla buona strada “, ha detto infatti Bart Deceukelier, segretario di Acv.

L’annuncio degli esuberi è tra le altre cose arrivato appena un mese dopo che Pfizer ha dichiarato che prevede di realizzare un profitto di 4 miliardi di dollari grazie proprio al vaccino Covid-19.

“Questa decisione è di una vergogna inaudita: è l’ennesimo pugno in faccia all’Europa e a milioni di cittadini che chiedono giustizia sociale e non furberie – ha commentato in una nota Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 stelle -. La casa farmaceutica americana va a gonfie vele e non è una azienda decotta che deve far quadrare i bilanci”.

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