COVID, RIFONDAZIONE: “IN ABRUZZO POCHI VACCINI E CANALI PREFERENZIALI PER RACCOMANDATI”

27 Febbraio 2021 15:37

L’AQUILA – “I cittadini abruzzesi fanno duramente i conti con la scarsità delle dosi di vaccino a disposizione e con una totale assenza di programmazione e trasparenza. È intollerabile quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Pescara, con il forte sospetto che abbiano ricevuto il vaccino professionisti con rispettivi colleghi, collaboratori e famigliari che in questa fase non erano tra le categorie prioritarie e che su questa dinamica ci sia il gravissimo intervento delle segreterie di partito. Accuse gravissime, in una regione che dopo 2 mesi dall’avvio della Fase I non ha ancora completato la vaccinazione (seconda dose) per gli ospiti delle strutture residenziali socio sanitari, dove irresponsabilmente continuano ad esserci contagi, e ha appena cominciato a macchia di leopardo, senza alcuna certezza di date, luoghi e tempi la vaccinazione degli ultra ottantenni”.

Lo scrivono in una nota Marco Fars e Corrado Di Sante, rispettivamente segretario regionale Prc-Sr Abruzzo e segretario provinciale Prc-Se Pescara, che aggiungono: “Ha il sapore della presa in giro l’incipit del sito istituzionale della Regione per le manifestazioni di interesse “La strategia di vaccinazione e la definizione di raccomandazioni su gruppi target a cui offrire progressivamente la vaccinazione sara’ coerente con le direttive emanate dal Ministero della Salute nonche’ con valori e principi di equita’, reciprocita’, legittimita’, protezione, promozione della salute e del benessere, su cui basare”.

“Il centrodestra sta ancora predisponendo un piano per la vaccinazione per la seconda fase come ha dichiarato Maurizio Brucchi ex sindaco di centrodestra di Teramo e nominato da Marsilio e Verì responsabile regionale della campagna vaccinale. È davvero triste che per “recuperare dosi” si faccia affidamento sulla riduzione del numero di dosi da 2 a 1 per chi è guarito dal virus, e sul ripensamento dell’Aifa in merito all’uso del vaccino Astrazeneca per la fascia di età 55-65 anni rispetto ad un iniziale diniego”.

“Sui siti delle 4 Asl e della Regione le notizie in merito a contagi e vaccini sono disorganiche, scarse, poco aggiornate, o assenti, mancano report e calendari puntuali. Ogni Asl sceglie un proprio criterio su cosa e quando pubblicare. La Asl di Teramo ha pubblicato il calendario con i comuni e i giorni per la vaccinazione degli ultra-ottantenni, le altre no. La Asl di Chieti pubblica un report settimanale sull’andamento di contagi e ricoveri. La Asl di Pescara pubblica il solo report con le vaccinazioni (ultimo aggiornamento 19 febbraio), come la Asl dell’Aquila (ultimo aggiornamento 23 febbraio), notizie e report che purtroppo si perdono in un coacervo di altri link e informazioni”.

“Regna drammaticamente un fai da te volontaristico. Sulla vaccinazione degli over 80, il criterio sembra “inizia chi meglio si organizza”, altro che equità, è una vera lotteria. Chi e quando si occuperà di ricontattare tra gli over 80 chi non è riuscito a fare la proprio manifestazione di interesse on line? Non c’è alcuna programmazione a monte. Sono innumerevoli le testimonianze di insegnati e docenti universitari chiamati la mattina per la sera, o la sera per la mattina successiva. Le piattaforme per le manifestazioni di interesse a cominciare da quella sul personale scolastico e universitario sono state più volte rimaneggiate, perché i vertici regionali ignorano la pluralità di figure che compone la comunità educante e dimenticano che purtroppo dentro scuole e università molti servizi sono esternalizzati dalle mense agli scuolabus, dagli uscieri ai manutentori. Nulla è ancora definito per la vaccinazione delle persone disabili, fragili, con patologie”, proseguono Fars e Di Sante.

“Marsilio e Verì tirino fuori documenti, report e calendari, serve programmazione, trasparenza e un sito dedicato con informazioni precise e puntuali sia sui contagi, sia sulla situazione negli ospedali e ovviamente sulla campagna vaccinale. C’è bisogno di un cronoprogramma regionale senza sperequazioni territoriali o peggio ancora confidenziali”.

“In ultimo per l’avvio della seconda fase vaccinale e delle successive si proceda con target e priorità precisi, dando precedenza a servizi e settori essenziali a stretto contatto con il pubblico, dai trasporti alle lavoratrici e i lavoratori della piccola, media e grande distribuzione, a tutti coloro che giornalmente sono viso a viso con i clienti per i beni di prima necessità che come sanitari non si sono mai fermati”, concludono.

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