VACCINI: CTS, “CON TERZA DOSE PROTEZIONE TORNA AL 90%”,
IN ABRUZZO 11 NUOVI CASI E NESSUN MORTO

21 Settembre 2021 09:51

Regione: Abruzzo

PESCARA – Sono 11 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati oggi in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 10 e 94 anni, emersi dall’analisi di 1.371 tamponi molecolari e 1.188 test antigenici: il tasso di positività è pari a 0.42%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza  sale così a 80.687.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2.536. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 75.105 dimessi/guariti (+85 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 2.046 (-75 rispetto a ieri. Nel totale sono ricompresi anche 442 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

81 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 6 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1959 (-78 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 20.452 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+2 rispetto a ieri), 20.582 in provincia di Chieti (invariato), 19.549 in provincia di Pescara (+7), 19.322 in provincia di Teramo (+1), 663 fuori regione (invariato) e 119 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

ieri  in Abruzzo come  in tutte le altre regioni cominciano le iniezioni per chi ha ricevuto già la doppia dose (o il monodose) del vaccino anti-Covid e rientra nella categoria dei cosiddetti “immunocompromessi”.

La “terza dose” riguarderà in regione circa 30 mila persone, in Italia  3 milioni di pazienti fragili e fragilissimi.

Molti di questi italiani saranno chiamati direttamente da Asl e ospedali che li hanno in cura, altri invece dovranno prenotarsi o saranno convocati dal medico di famiglia.

“Non è un cambio di strategia. Era da mettere in conto che sarebbe stato necessario rinforzare la memoria immunologica prodotta da due sole dosi ravvicinate di vaccino”. Così Sergio Abrignani, immunologo della Università Statale di Milano e componente del Comitato tecnico-scientifico in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Per Abrignani, “le due dosi di vaccino conferiscono protezione e rispondono anche alla variante Delta. Però si è visto che, come la maggior parte dei cicli ravvicinati, inducono una risposta immunitaria di breve durata e che quindi la protezione dopo 6-8-mesi si riduce dal 90 al 60% circa. Con un terzo richiamo, dopo almeno 6 mesi, non solo l’efficacia viene riportata ai livelli iniziali ma speriamo, in analogia con tanti altri vaccini, che sia duratura per anni”. Niente quarta dose, è sicuro? “Con questo virus nulla è certo – risponde – aspettiamo di vedere se e quando si reinfetteranno coloro che ricevono oggi la terza dose. Però l’esperienza con tanti altri vaccini (come quelli per epatite B, meningococco B, poliomielite, haemophilus, tetano, difterite, pneumococco, pertosse) ci fa ben sperare che ulteriori richiami, se necessari, ci interesseranno dopo 5-10 anni”.

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