VACCINI: PAOLUCCI, “CI SONO REGIONI PIU’ AVANTI DELL’ABRUZZO”, “BASTA CON I SALTAFILA”

10 Aprile 2021 12:46

CHIETI – “Se l’Abruzzo vuole davvero ripartire, la Regione predisponga forze e mezzi per vaccinare al più presto tutta la popolazione più anziana e quella fragile, solo in questo modo si potrà parlare di riaperture, stando a quanto affermato con chiarezza dal premier: basta con i salta fila, basta preferenze a chi può aspettare, basta con le scuse, le accuse e con le perdite di tempo. Pancia a terra vacciniamo anziani e fragili e andiamo avanti”, così il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci.

Al momento l’Abruzzo ha vaccinato circa 83.000 persone, somministrando il 78,7 per cento delle dosi a disposizione, stando ai dati governativi aggiornati a ieri.

“Ci sono regioni molto più avanti di noi, anche all’89 per cento e questo significa che c’è la possibilità di agire in attesa dell’annunciato arrivo massivo delle altre dosi – sottolinea Paolucci –  Si dia la priorità a queste due precise categorie, senza allargare troppo oltre il raggio, lasciando al seguito della campagna le altre – prosegue Paolucci -. Invece di nascondersi dietro alla propaganda di partito, facendo il contrappunto all’azione del Governo, si riguadagni il tempo perduto a causa della mancanza di un piano di azione, come anche l’Agenzia sanitaria regionale lo invita a fare evidenziando le lentezze della gestione “manageriale” della campagna da parte delle Asl e si proceda davvero a ritmo serrato come sta facendo il Lazio, perché solo questo è il modo di rimettere in moto l’economia oggi ferma e riaprire le attività commerciali, bar e ristoranti, far ripartire i comparti del turismo e dell’accoglienza. Se questo non accadrà rimarremo ancora fermi, perché il Governo non troverà le condizioni che assicurino riaperture in sicurezza. Draghi è stato chiaro: le attività economiche riapriranno dove la Regione avrà vaccinato anziani e fragili, senza scorciatoie, conta relativamente l’indice RT, ciò che conta sono i numeri dei vaccinati. Al posto di pensare ai colori e al fine di evitare le ordinanze pasticciate che hanno portato alla nostra economia solo il maggior numero di giorni in massima restrizione d’Italia, restando ciononostante tra le Regioni a più alto tasso di decessi, pensiamo prima a vaccinare”.

“A un anno dall’inizio della pandemia non è concepibile avere tempi morti, bisogna correre e provare a diventare un esempio, per limitare le perdite di vite umane che continuano incessantemente e proprio nelle categorie e nelle fasce di età che dovrebbero essere vaccinate prima di tutti gli altri. È uno sforzo possibile, oltre che doveroso, per evitare che persone non esposte al rischio arrivino prima di quelle che rischiano davvero la vita, com’è successo nell’ Abruzzo a guida Marsilio, facendoci diventare nuovamente un caso nazionale. Non riservi repliche piccate il presidente, visto che ha dichiarato agli abruzzesi l’intenzione di vaccinare entro aprile anziani e fragili, piuttosto risponda con i fatti: quanto messo in campo fino ad oggi non è abbastanza e non ci regala primati da vantare, se vogliamo ripartire bisogna vaccinare tutti presto e in primis chi rischia di più. Di questo dovremmo poter essere fieri”, conclude Paolucci.

 

Nota del 10 aprile 2021

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